Più di 2 milioni di non autosufficienti in Italia: costano oltre 17 miliardi di euro

Nel Rapporto 2010 sul tema della disabilità si evidenzia come su 2 milioni e 600.000 non autosufficienti ben 2 milioni siano gli anziani. Un numero destinato a crescere fino a rappresentare il 34,5 per cento della popolazione.

L'Italia è un paese per vecchi. Almeno a giudicare dall' esercito di ultrasessantacinquenni che popola la Penisola. Di questi ben 2 milioni sono non autosufficienti e dunque necessitano di cure ed assistenza. Proprio gli anziani rappresentano infatti la gran parte del popolo dei non autosufficienti: 2 milioni e 600.000 persone non in grado di provvedere a se stesse e che costano 17,3 miliardi, pari all'1,13 per cento del Prodotto interno lordo.
Una situazione che coinvolge una famiglia su 10, ma che è destinata a moltiplicarsi proprio a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Oggi gli " over 65" rappresentano infatti il 20 per cento della popolazione ma nel 2051 saliranno al 34,5. Sono le previsioni contenute nel Rapporto 2010 sul tema presentato dai ministri del Welfare Maurizio Sacconi e della Salute Ferruccio Fazio. I costi della mancanza di autosufficienza, rivela il Rapporto, pesano soprattutto sulle famiglie, costrette a sborsare oltre 9 mld solo per assicurarsi le circa 774 mila badanti attive lungo tutta le Penisola. Esse spendono, numeri alla mano, più dello Stato, che mette sul tavolo 7 miliardi per le sole indennità di accompagnamento.
Rispetto all'Europa del Nord, l'Italia presenta una minore diffusione dei servizi domiciliari e residenziali, con una media del 4,9 contro il 13 dell'Europa settentrionale. Come purtroppo accade in tutto il settore della sanità, e non soltanto in quello, la realtà italiana ha due facce. Una è quella efficiente del Nord, l'altra quella dell'abbandono e del ritardo del Sud. Il Nord con strutture assistenziali sul territorio che guardano all'Europa e beneficiano della presenza di reti integrate tra il sanitario ed il sociale. Poi il Lazio ed il Sud con servizi di lungo degenza e assistenza per le malattie croniche presenti in modo sporadico, non strutturati in rete e spesso insufficienti. A supplire alle carenze concorrono, oltre alle famiglie, i ricoveri ospedalieri impropri. Proprio contro questi ricoveri impropri puntano il dito i ministri Fazio e Sacconi. Non è soltanto una questione economica ma di appropriatezza della cure, spiegano i ministri, anche se un ricovero in una residenza assistenziale costa allo stato circa 50 euro al giorno contro gli 800 quotidiani per un ricovero in ospedale.
Il responsabile del Welfare, per vincere la sfida sempre più imponente della non autosufficienza, indica una strada italiana ispirata alla collaborazione tra pubblico e privato. «Occorre rafforzare il ruolo dei fondi integrativi sanitari e socio-sanitari, che dovrebbero essere visti come una risorsa in grado di supportare il servizio sanitario nazionale e di garantire ai cittadini il diritto e la responsabilità di scelta delle prestazioni, nonchè una efficace ed efficiente gestione delle loro risorse», dice Sacconi.