Il più grande bayanista si esibirà al Verdura

Igor Principe

Ad uno sguardo profano, pare una fisarmonica. Al posto dei tasti bianchi e neri ci sono ordinate file di bottoni, ma per il resto - mantice, tastiera dei bassi, dimensioni - tutto fa pensare a ciò che incarna la gloria degli artigiani di Castelfidardo, indiscussi maestri nella costruzione dello strumento.
Maggiore attenzione rivela invece che si tratta di un bayan. È sempre una fisarmonica, ma ha un timbro e un carattere particolarmente adatti alla musica popolare russa ed est europea. Uno dei suoi massimi virtuosi si chiama Vladimir Denissenkov, protagonista dello spettacolo in programma al Teatro di Verdura mercoledì prossimo.
Denissenkov è tra i più grandi bayanisti al mondo. Per oltre dieci anni lavora come musicista e arrangiatore nella TheaterOrchestra di Moni Ovadia, impegno cui affianca quello di solista. Da ricordare le sue collaborazioni con l’ungherese Janos Hasur e con il Fabrizio De Andrè di Anime Salve: nell’ultimo disco del cantautore, il musicista russo figura come strumentista e autore degli arrangiamenti.
Il titolo dello spettacolo, Anastasia, ha una duplice valenza. In quella immediata richiama il suo primo album da solista, realizzato nel 2000 in collaborazione con il gruppo norvegese degli Union Nowhere e prodotto da un’etichetta italiana (la parmense Arv). In quella poetica, echeggia la storia della principessa Anastasia Romanova, figlia dello zar Nicola II, sulla quale per anni aleggiò il mistero della sua sopravvivenza al massacro di Ekaterinenburg, nel 1918.
Inconfutabilmente, disco e spettacolo parlano di Russia e la raccontano attraverso il bayan. Denissenkov porta alla luce, arricchendole con il virtuosismo di cui è capace, le tradizioni musicali delle ex repubbliche sovietiche. Un vortice di suoni che esprimono un mondo consegnato alla storia: quello del contado, dove le fatiche quotidiane venivano scandite e regolate dalle occasioni di festa, gioiose parentesi di danza e musica. Qualcosa di simile accadrà al Teatro di Verdura: ai brani di Denissenkov, eseguiti con il chitarrista Cosimo Gallotta e la cantante Irina Bystrova, si aggiunge la performance del corpo di ballo Orizon, su coreografie di Natalia Piskareva e Mais Nuriev. L’insieme tuttavia non è filologico. La musica di Denissenkov esprime forti contaminazioni con una contemporaneità fatta di jazz, elettronica, influssi etnici, sapientemente innestati nel solido tronco della tradizione.