Più soldi ai dipendenti che restano magri

da New York

Il lavoro è dei magri. Le aziende made in Usa hanno chiuso, dopo averla vinta, la guerra contro i fumatori. Ora hanno aperto un nuovo fronte. I grassi - sembra essere la nuova filosofia - verranno penalizzati sul luogo di lavoro. Se sei snello e ti mantieni in forma l’azienda ti premia: ti regala un bonus, cash o sotto forma di una migliore copertura assicurativa sanitaria. È un principio che si sta affermando, sul mercato del lavoro americano.
Negli Stati Uniti, l'obesità, che interessa, a seconda dei criteri, tra un quarto e un terzo della popolazione, è diventata un vero e proprio problema sanitario nazionale: è uno dei fattori di morte principali e spinge in alto i costi delle coperture assicurative sanitarie, che siano a carico delle aziende o dei privati. Per questo, i datori di lavoro incoraggiano i dipendenti a mantenersi in forma o a perdere il peso in eccesso. Anche industrie «pesanti», come quella siderurgica, tradizionalmente frequentata da individui «robusti», hanno scelto questa strada per migliorarare la salute dei dipendenti e contenere i costi.
Le formule sono le più diverse. Un'azienda del Minnesota dà un bonus di 100 dollari a chi partecipa a programmi di fitness esterni. Altre società organizzano propri programmi di «salute fisica». Un'industria dell'Ohio - e non è la sola - ha dato un diktat ai dipendenti: chi è obeso e lo resta non ha diritto alla copertura sanitaria gratuita, che diventa troppo costosa. E altre aziende rimborsano ai dipendenti il costo d'iscrizione in palestra. Tutto è cominciato quando Richard Carmona, massimo responsabile della sanità statunitense, ha dichiarato che l’obesità è «un problema molto più grave delle armi di distruzione di massa». Il costo sociale supera i 100 miliardi di dollari. Due cittadini su tre sono in sovrappeso, uno su tre sconfina nell’obesità. Gli ispanici e gli afroamericani sono più grassi dei bianchi, i giovani più degli anziani. Il Washington Business Group, associazione che raggruppa 175 grandi aziende americane, ha messo a punto, qualche anno fa, un piano per costringere i dipendenti con chili in eccesso a perdere peso. «Questo fenomeno costa alle industrie statunitensi - spiega Vince Kerr, responsabile sanitario della Ford - circa 12 miliardi di dollari l’anno. La cifra comprende i costi delle prescrizioni mediche, il decremento della produttività, l’assenteismo e i premi delle assicurazioni sanitarie».