Piazza Affari giù del 2,4%: affondano i bancari Rischio di default Usa: saltato ancora l'accordo

Negli Stati Uniti democratici e repubblicani non trovano l'accordo per ridurre il deficit e il debito. Ora si teme un
possibile <em>downgrade</em> se non sarà raggiunto una intesa ampia. La <em>dead lin</em>e per decidere è il 2 agosto. Preoccupati i mercati finanziari. Male anche l'Europa

Milano - Nuova ondata di vendite al ribasso per la Borse di Milano, tornata nel mirino della speculazione. L’indice di Piazza Affari ha perso il 2,48% a 18.979. In picchiata soprattutto i bancari, più volte sospesi al ribasso nel corso della seduta, con Intesa SanPaolo e UniCredit che hanno perso tra i 7 e gli 8 punti percentuali. A pesare sulla maggior parte dei listinieuropei c'è anche il mancato accordo ancora tra repubblicani e democratici che avanzano piani diversi per ridurre il deficit e il debito. Le borse più che all’aumento del tetto del debito guardano con attenzione a un possibile downgrade se non sarà raggiunto un ampio accordo. 

Nessun accordo sul debito Usa Il presidente Barack Obama vede i leader democratici del Congresso, Harry Reid e Nancy Pelosi. Lo speaker della Camera, John Boehner, aggiorna i membri del suo partito sulle negoziazioni. Le parti sono ancora distanti, con i repubblicani che spingono per un accordo in due fasi e i democratici che si oppongono a un piano a breve termine. Boehner resta convinto che l’unica soluzione è un aumento del tetto del debito in due fasi, una immediata con 1.000 miliardi di dollari di tagli. E una nel 2012, in piena campagna elettorale, dopo che una commissione avrà individuato le spese da tagliare. La Casa Bianca ritiene la proposta inaccettabile: e il dollaro subito recupera le perdite accumulate nelle contrattazioni pre-borsa sui mercati asiatici. Le borse più che all’aumento del tetto del debito guardano con attenzione a un possibile downgrade se non sarà raggiunto un un ampio accordo di riduzione del deficit e del debito. Reid per i democratici sta mettendo a punto una misura che prevede tagli da 2.700 miliardi di dollari. Alla scadenza del 2 agosto mancano solo otto giorni e le parti cercano una soluzione in extremis per evitare il default.

Le future mosse di Obama Il presidente Barack Obama potrebbe opporre il proprio veto a un piano di aumento del debito che non copra i bisogni finanziari degli Stati Uniti fino al 2013, dopo le elezioni presidenziali, mette in guardia il capo dello staff della Casa Bianca, William Daley. L’amministrazione Obama, coinvolta attivamente nelle negoziazioni come ha precisato Geithner smentendo le indiscrezioni su un’esclusione del presidente, resta fiduciosa: un default sarà evitato. "E' impensabile", evidenzia Geithner. "Quello che è più importante è scongiurare la minaccia di default per i prossimi 18 mesi": l’economia è debole e un default avrebbe effetti catastrofici. Un impatto "devastante" lo avrebbe anche il piano dei repubblicani. "Ritengo che la forza della ragione stia prevalendo. Ci sono dei progressi", aggiunge Geithner mettendo in evidenza che le cornici di accordo sulle quali si sta lavorando sono due. Una è quella discussa da Obama e Boehner con tagli alla spesa e un aumento delle entrate. L’altra è la proposta avanzata da dal leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell. "Sono sul tavolo e possono essere combinate in vari modi".

Borse asiatiche in forte calo Borse asiatiche in calo dopo il mancato accordo sul tetto al debito Usa, con nuovi timori su un default del paese e comunque sulla "tenuta" del rating massimo (AAA) assegnato dalle agenzie di valutazione internazionale agli Stati Uniti. Ad aggiungere incertezza è intervenuto nel weekend anche il segretario del Tesoro Usa Tim Geithner secondo il quale è "possibile" che il pil statunitense veda un rallentamento nel secondo trimestre rispetto al primo. I cali più decisi penalizzano Tokyo e soprattutto Shanghai che viaggia in questo momento in calo del 2,33%. L’agenzia Moody’s intanto ha tagliato ancora il rating sul debito della Grecia a un passo dal default (Ca) .

La Grecia verso il default Moody's ha tagliato il rating sul debito della Grecia da Caa1 a Ca. "Il nuovo pacchetto di salvataggio - spiega l'agenzia - implica la partecipazione del settore privato, che sicuramente subirà ora delle perdite. Se e quando avranno luogo questi scambi del debito, Moody's lo definirà un default del governo greco sul debito pubblico". "Mentre l'agenzia - prosegue Moody's in una nota - crede che complessivamente il pacchetto comporti una serie di benefici per Atene, il suo impatto sul peso del debito greco è limitato".