Di Pietro: "Una via a Craxi? No, tolse qualcosa al Paese"

Nuovo attacco del leader Idv contro la proposta
avanzata dal sindaco di Milano di intitolare una via
a Craxi: "Le persone commemorate devono essere persone che hanno fatto dato
qualcosa al Paese". Poi avverte: "Craxi fu un cattivo esempio"

Milano - I personaggi commemorati con vie o piazze "devono essere persone che hanno fatto qualcosa, che hanno dato qualcosa al Paese: credo che Bettino Craxi abbia tolto qualcosa, che abbia preso qualcosa". Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, si è ancora espresso contro la proposta avanzata dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, di intitolare una via della città a Bettino Craxi.

Di Pietro all'attacco Intitolare una via o una piazza all’ex leader socialista, Bettino Craxi, è, per Di Pietro, "un’idea sbagliata e peccaminosa che la dice lunga sullo stato di involuzione democratica di questo Paese". Il leader dell’Idv crede, infatti, che "i momenti di ricordo della collettività devono interessare persone che hanno fatto o dato qualcosa alla collettività. Mentre credo che Bettino Craxi abbia, invece, tolto qualcosa. Lo ha fatto soprattutto quando, con la sua politica scellerata, ha indebitato le casse dello Stato in concorso con tutti gli altri leader della prima Repubblica". "Tutte persone che hanno avuto a che fare con la giustiza: Andreotti è un prescritto di mafia, Forlani è stato condannato e Craxi, oltre ad essere condannato è stato anche latitante. Consegnare alla storia una persona che è un cattivo esempio per i giovani - ha concluso - a me pare un’idea sbagliata, peccaminosa che la dice tutta sullo stato di involuzione democratica di questo Paese".