Di Pietro: premier istiga La Bindi rincara la dose: "Non faccia la vittima"

Prima Di Pietro, poi la Bindi: opposizione all'attacco. Corsivo pungente su <em>L'Unità</em>. Il Pdl fa quadrato: &quot;Ciarpame politico&quot;. Bersani: &quot;Condanna senza ma&quot;

Milano - "Presenterò un esposto-denuncia contro Di Pietro per associazione a delinquere". La 'minaccia' del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto è quella che meglio sintetizza il clima si innesca nei confronti del leader dell’Idv Antonio Di Pietro considerato colpevole non solo di aver creato un clima "di odio" verso Berlusconi, ma anche di averlo indicato, subito dopo l’aggressione subita a Milano, come "l’istigatore" della violenza. Durissimi toni anche dal presidente del Pd, Rosy Bindi, secondo la quale "resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima". Immediata la replica del Pdl che invita Bersani a dissociarsi: "Le campagne di odio, l’aggressione giornalistica, il linguaggio folle, che non è soltanto del capo degli irresponsabili Antonio Di Pietro, hanno preparato il terreno". Nonostante gli attacchi dell'opposizione, Bonaiuti spera che "si possa riprendere la strada del dialogo, del confronto, della discussione e del dibattito e non quella degli attacchi spregiudicati, delle critiche e di quel circuito mediatico-giudiziario che si era accanito negli ultimi tempi".

L'attacco di Di Pietro "Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti 'Soloni' capiscono fischi per fiaschi. Ribadisco allora che noi tutti deploriamo e condanniamo l'aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!". Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta l'aggressione al premier a Milano. "Però - aggiunge - non può e non deve legittimare e giustificare la dilagante esasperazione che l'assenza di politiche economiche e sociali di questo governo sta provocando nei confronti di miglia di lavoratori e padri di famiglia". "Già nei giorni scorsi - prosegue - avevo avvertito del rischio incombente che a qualcuno saltassero i nervi e non è prendendosela con me che si risolvono i problemi, ma affrontandoli e dando risposte ai bisogni dei cittadini, cosa che il governo Berlusconi non ha fatto e non pare abbia alcuna intenzione di fare".

Cicchitto: "Istiga alla violenza" "Leggiamo la dichiarazione di Di Pietro su Berlusconi: essa conferma che egli è un autentico provocatore che sta scatenando una spirale di violenza nel Paese approfittando della debolezza politica dei suoi alleati". E' quanto afferma il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Vedremo se verrà confermata la linea di alcuni esponenti politici di fare con questo figuro addirittura un ridicolo Cnl. Con Di Pietro al massimo si possono fare le brigate rosse e le brigate nere che hanno caratterizzato i momenti peggiori della vita politica italiana. In effetti - conclude Cicchitto - se ci fosse un minimo di razionalità politica intorno a lui bisognerebbe fare un autentico cordone sanitario".

Crosetto pronto a denunciare "Oltre ad esprimere piena solidarietà al presidente del Consiglio, con alcuni colleghi parlamentari presenterò un esposto-denuncia contro l'onorevole Di Pietro per istigazione a delinquere". Lo annuncia Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa e deputato del Pdl. "Le sue parole e i suoi atteggiamenti dell'altro giorno - aggiunge - hanno dato legittimazione a tutti coloro che vedono nella violenza il modo migliore per esprimere le proprie opinioni". "Penso che tutta la politica debba fare in modo che questa persona non trovi più alcun dialogo da parte di chi - conclude Crosetto - pensa che il bene comune si amministri e si raggiunga solo con un sereno confronto democratico".

Bindi: "Il premier non faccia la vittima" "Tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima". Per la presidente del Pd Rosy Bindi "questi gesti vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta, però, sono spiegabili". "Motivi di esasperazione ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi", dice Bindi in un’intervista alla Stampa. "La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, chi ti tutela. C’è perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c’è uno scontro politico che si porta dietro sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma - sottolinea - chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il paese". I contestatori "sbagliano, non si disturbano le piazze degli altri", ma "è anche vero che c’è modo e modo per zittire le persone. E anche oggi il premier ha mantenuto toni duri, mancava solo la frase: e per tutto questo ora andiamo al voto", sostiene Bindi, secondo cui "le opposizioni sono pronte a reagire se il premier vuole elezioni per cambiare la Costituzione".

Il Pdl: "Ciarpame politico" Le affermazioni della Bindi "sono un lascito del passato: nelle sue parole si percepisce quel terribile concetto di superiorità morale che è tipico della sinistra". I sottosegretario Paolo Bonaiuti commenta duramente le affermazioni dell’esponente del Pd sul’aggressione al presidente del Consiglio. "Finché la sinistra - ammonisce Bonaiuti - si tirerà dietro questo ciarpame non arriverà a nulla. Il moralismo li anima li rende convinti di essere solo loro depositari della verità. È un’arretratezza che va superata". Bonaiuti poi torna ad attaccare il gruppo editoriale Espresso-Repubblica e l’editoriale di oggi sull’Unità, "in cui si dice che il colpo di Duomo in testa a Berlusconi gli darà più titoli e vigore per la campagna elettorale per le Regionali". "Dire che un fatto come quello - puntualizza - possa essere utilizzato a fini politici non fa altro che generale violenza ed odio". E conclude: "Mi dispiace che la sinistra riformista invece di fare proposte concrete per il Paese si allei con Di Pietro ed il suo linguaggio volgare".

Napolitano: "Basta spirale di violenza" "Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio al quale va la mia personale solidarietà". Inoltre esprimo "il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza". Con queste parole il Capo Dello Stato Giorgio Napolitano commenta l'aggressione. Il Presidente, secondo quanto si è appreso, ha chiamato in tarda serata il presidente del Consiglio esprimendo per telefono tutta la sua solidarietà.