Pil, l'Istat taglia le stime L'industria torna a salire: produzione su del 7,8%

Torna a crescere la produzione industriale registrando i
massimi da fine 2000. Nonostante tutto l'Istat ha rivisto al ribasso la stima preliminare di
crescita: il pil cresce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente

Roma - Cresce la produzione industriale ai massimi da fine 2000. Ad aprile, secondo i dati resi noti dall’Istat, l’indice della produzione industriale destagionalizzato, ha registrato un aumento dell’1% rispetto a marzo 2010; la variazione della media del trimestre febbraio-aprile rispetto a quella dei tre mesi precedenti è pari a più 1,4%. Nonostante tutto l'Istat ha rivisto al ribasso la stima preliminare di crescita: il pil italiano nel primo trimestre di quest’anno è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al primo trimestre 2009.

L'industria torna a salire L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato in aprile un aumento tendenziale del 7,8% (i giorni lavorativi sono stati 21 come ad aprile 2009), mentre nei primi quattro mesi la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è stata di più 4,3 per cento (i giorni lavorativi sono stati 83 come nel 2009). L’incremento tendenziale di aprile, spiega l’Istat, è il più alto dal dicembre 2000 quando si era attestato al +8,5%. L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato un aumento dell’8,7 per cento rispetto a aprile 2009. Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-aprile, l’indice è aumentato del 4,4 per cento.

Gli indici Istat Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie, sottolinea l’Istat, registrano variazioni congiunturali positive per i beni intermedi (più 1,8%), per i beni di consumo (+0,7% il totale, +1,1% per i beni non durevoli, -0,7% per i beni durevoli) e per i beni strumentali (+0,4%). L’unica variazione negativa (-0,8%) si registra per l’energia. L’indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario ha segnato, nel confronto con aprile 2009, aumenti in tutti i raggruppamenti principali di industrie: +14,5% per i beni intermedi, +5,2% per i beni strumentali, +4,4% per i beni di consumo (+6,1% i beni non durevoli, -2,9% i beni durevoli) e +3,9% per l’energia. Nel confronto tra il periodo gennaio-aprile 2010 e lo stesso periodo dell’anno precedente, evidenzia l’Istat, vi sono stati incrementi dell’8,1% per i beni intermedi, del 3,3% per i beni di consumo (+4,2% i beni non durevoli, -1,1% i beni durevoli), del 2,4% per l’energia e dell’1,3% per i beni strumentali. Ad aprile 2010 l’indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario, prosegue l’Istat, ha segnato, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, gli incrementi più marcati nei settori delle apparecchiature elettriche e non elettriche (+20,8%), della metallurgia e prodotti in metallo (+17,2%), delle industrie tessili e abbigliamento (+13,8%) e dei computer e prodotti di elettronica e ottica (+13,6%). In diminuzione sono risultati solo i settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,3%) e dell’industria del legno, carta e stampa (-1%). Nel confronto tra i primi quattro mesi del 2010 e il corrispondente periodo del 2009, gli aumenti maggiori hanno interessato i settori dei prodotti chimici (+12,7%), dei computer e prodotti di elettronica e ottica (+12,4%) e delle apparecchiature elettriche e non elettriche (+10,7%). Variazioni negative hanno riguardato: l’attività estrattiva (-3,4%), l’industria del legno, carta e stampa (-1,6%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-0,4%).

Tagliate le stime di crescita La crescita acquisita per il 2010 è pari a 0,5%. In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono cresciute del 3,3%, cosicchè il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è aumentato dello 0,9%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate del 5,3% e gli investimenti fissi lordi dello 0,6%, mentre i consumi finali nazionali sono diminuiti dello 0,1%. Nell’ambito di questi ultimi, la spesa delle famiglie residenti è rimasta stazionaria, mentre quella della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni Sociali Private è diminuita dello 0,5%. L’aumento degli investimenti è stato determinato da una crescita del 2,2% degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti, mentre gli acquisti di mezzi di trasporto sono diminuiti dello 0,5% e gli investimenti in costruzioni dello 0,3%. In termini tendenziali, le esportazioni sono aumentate del 5%, le importazioni del 4,5%.

La spesa in famiglia La spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,7%, quella della PA e delle ISP è diminuita dello 0,3%. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato un aumento dello 0,8%; in particolare, i consumi di beni durevoli sono cresciuti dell’8,1%, gli acquisti di servizi sono aumentati dell’1%, mentre i consumi di beni non durevoli sono diminuiti dell’1,4%. Sempre in termini tendenziali, gli investimenti fissi lordi hanno segnato un calo dell’1,2%, risentendo di una riduzione pari al 4,1% per gli investimenti in costruzioni e di aumenti del 3,5% per i mezzi di trasporto e del 2% per i macchinari e gli altri prodotti. Rispetto al quarto trimestre, il deflatore del Pil è rimasto stazionario. Il deflatore della spesa delle famiglie residenti è cresciuto dello 0,4%, quello degli investimenti è aumentato dello 0,2%. Il deflatore delle esportazioni ha mostrato un incremento del 2%, quello delle importazioni del 3,7%. In termini tendenziali, il deflatore del Pil è aumentato dello 0,1%, quello della spesa delle famiglie residenti dell’1,1%. Nel primo trimestre si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto dell’agricoltura (+3,8%), dell’industria in senso stretto (+1,7%), del settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (+0,7%) e del settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (+0,2%). Si rilevano andamenti congiunturali negativi per le costruzioni (-0,3%) e per gli altri servizi (-0,4%). In termini tendenziali, il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è cresciuto del 2,5%, quello dell’agricoltura dello 0,5%, quello dei servizi dello 0,2%. Il valore aggiunto delle costruzioni, invece, è diminuito del 3,6%.