Pil Ocse: -4,2%. In Italia -5,9%

Nel primo trimestre 2009 tutti gli indici di crescita puntano verso il basso: -2,1% la media generale. I Paesi più in difficoltà sono Germania e Giappone. Il pil italiano è calato del 2,4% su base trimestrale e del 5,9% su base annua

Parigi - Che il 2009 sarebbe stato un anno duro, lo si sapeva. Ma ogni dato peggiora il precedente. La crescita del pil nell’Ocse è diminuita del 2,1% nel primo trimestre: è la peggiore performance dall’inizio del 1960, che segue un calo di poco inferiore (-2%) avvenuto negli ultimi tre mesi del 2008. Su base tendenziale il pil ha accusato un calo del 4,6%. I peggiori dati sono di Giappone e Germania, tanto su basi congiunturali (-4% e -3,8%) quanto tendenziali (-9,1% e -6,9%). Il pil italiano è calato del 2,4% trimestrale e del 5,9% annuo. Nei primi tre mesi dell’anno il trend dell’economia rispetto all’ultimo trimestre del 2008 ha relativamente tenuto solo in Francia (-1,2% dopo -1,5% nel periodo ottobre-dicembre). Pesanti sono infatti i bilanci accusati dall’Eurozona (-2,5% dopo -1,6%) e dall’Ue (-2,5% dopo -1,5%), dal Regno Unito (-1,9% dopo -1,6%) e dagli Stati Uniti (-1,6% sia nel primo trimestre 2009 sia nell’ultimo 2008).

Grave recessione Altrettanto gravi le contrazioni accusate dall’economia dei principali membri dell’Ocse nei dodici mesi a tutto marzo di quest’anno, con i dati che evidenziano un generale forte peggioramento della congiuntura. Il pil dell’Eurozona è crollato del 4,6% (-1,4% il tendenziale nel quarto trimestre dello scorso anno), del 4,4% nell’Ue (-1,4%), del 3,2% in Francia (-1,7%), del 4,1% nel Regno Unito (-2%) e del 2,6% negli Stati Uniti (-0,8%). Gli Stati Uniti hanno contribuito per lo 0,9% al dato tendenziale complessivo dell’Ocse (-4,2%) registrato nel corso dei primi tre mesi dell’anno. Il peso del Giappone è stato invece dell’1%, quello dell’eurozona (13 paesi) dell’1,3% e quello dei rimanenti paesi dell’1%. Il pil delle sette maggiori economie mondiali è sostanzialmente diminuito, secondo la nota Ocse, del 2,2% (-2% in ottobre-dicembre) e del 4,4% tendenziale (-1,8%).