La pittura visionaria di Mimmo Centonze

Alla galleria Mappamondo di via Borgonuovo, la prima personale dell'artista materano a cura di Vittorio Sgarbi

"Lo spazio e il nulla" è il titolo della prima personale a Milano dell'artista Mimmo Centonze a cura di Vittorio Sgarbi. La mostra che si è tenuta in questo fine anno alla galleria Mappamondo (via Borgonuovo) mostra esprime il senso primo della ricerca dell'autore ossia lo studio della luce, presentando il suo percorso evolutivo.
Sessanta opere, tra dipinti e sculture, che testimoniano il passaggio dalla sontuosa classicità della figura all'irruenta presenza materica del colore dei nuovi interni industriali, sui quali la mostra è incentrata.
Questa è una distinzione che riguarda non solo il registro fenomenologico ma soprattutto quello espressivo. La maturità raggiunta negli interni industriali è quella di chi, ormai libero dal giogo della forma e della proporzione, può finalmente esplorare la linea di confine con la pura visibilità. È l'idea del piacere del dipingere tout court; è la capacità di esprimersi con il colore come materia in quanto tale.
Nato a Matera il 10 giugno 1979, Centonze si avvicina alla realtà artistica da autodidatta; già in giovane età si sente stimolato dalla frequentazione della pittura del passato conosciuta nei libri e coltivata con la visita ad importanti Musei a Roma, Firenze, Venezia, ma anche a Londra, Parigi, Amsterdam e New York.
A soli 15 anni comincia a riprodurre con notevole rigore tecnico alcune opere dei grandi del passato, da Tiziano, Caravaggio, Rembrandt, Monet, Renoir, Van Gogh fino a Chagall, De Chirico e Modigliani, determinato ad approfondirne lo studio e, curioso di carpirne i segreti tecnici e teorici, si immerge nella lettura dei più importanti Trattati di Pittura come quello di Leonardo da Vinci, di Vasari, di Cennini, ma anche quelli di artisti più vicini a noi come di De Chirico, di Previati, di Piva, di Nicodemi, di Hebborn.
Nel 2005 visita a Venezia la retrospettiva sul lavoro di Lucian Freud e nel 2006 si reca a Londra per la mostra dedicata dalla National Gallery a Velasquez. Fortemente impressionato dagli studi sull'uso materico del colore del primo e dalla distribuzione delle luci e delle ombre del secondo inizia una fase di sperimentazione della materia pittorica che darà vita anche ad una serie di lavori astratti che gli permetteranno di familiarizzare con il gesto pittorico e di usare in modo più consapevole e maturo il colore. Nel 2007 le sue opere sono selezionate dalla commissione della LVIII Edizione del Premio Michetti per la mostra "Nuovi realismi" del MUMI - Museo Michetti e, nello stesso anno, partecipa alla mostra "Nuovi pittori della realtà" del PAC - Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, presentata da Vittorio Sgarbi. Il superamento di quest'ulteriore frontiera lo condurrà alla trasposizione di interni industriali nei quali l'energia del gesto si fonde con la meticolosa attenzione per lo studio del colore e della luce. Nel 2009 espone al Museo della Permanente di Milano per il Premio Morlotti Imbersago.
Nel 2009 la prima personale "Lo spazio e il nulla" ideata e curata da Vittorio Sgarbi con testi in catalogo di Vittorio Sgarbi, Marco Conte, Oliviero Toscani, Marco Vallora, negli spazi della Galleria Il Mappamondo di Milano.