Al Policlinico Umberto I s'inaugura la sala Valdoni per «umanizzare» l'ospedale

La cerimonia in occasione della XII Giornata Nazionale della prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie. Presenti il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin

La nuova sala convegni del Policlinico Umberto I di Roma intitolata a «Pietro Valdoni», viene inaugurata in occasione della XII Giornata Nazionale della prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie.
Nell'aula integrata per la formazione di medici e studenti e attrezzata per proiezioni cinematografiche per i pazienti verranno presentate , da esperti italiani e stranieri, le due grandi novità nella cura e nella prevenzione delle malattie del cuore: i nuovi farmaci anticoagulanti orali a dose fissa, che ormai sostituiscono quelli tradizionali e l'uso degli stent coronatici riassorbibili.
La cerimonia d'inaugurazione si terrà venerdì alle 15, alla presenza del Magnifico rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Alla presentazione della ristrutturazione della sala di 70 posti dedicata al padre della chirurgia italiana, interverranno il cardinale Attilio Nicòra, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Ignazio Marino, il senatore Guido Viceconte. Farà gli onori di casa, insieme al rettore, il Direttore Generale Domenico Alessio.
La sala «Pietro Valdoni» è stata sin dall'inizio pensata dal professor Carlo Gaudio, direttore del Dipartimento Cuore e Grossi Vasi, come un modello doneo ad offrire agli studenti ed ai medici un'aula di apprendimento e di formazione collegata via cavo con la Cardiologia Interventistica e la Cardiochirurgia per la proiezione in alta definizione degli interventi operatori.
In più, per i pazienti e per i lori parenti la sala ospiterà due proiezioni al mese di film e di documentari, nel quadro del progetto di umanizzazione e riqualificazione del Dipartimento Cuore, già iniziato con la ristrutturazione delle sue strutture tecnologiche e dello stesso edificio storico del 1889 che lo ospita.
Si tratta della prima iniziativa del genere ad essere realizzata, con il patrocinio e il sostegno di Rai Cinema, presso una struttura ospedaliera pubblica in Italia ed in Europa.
Un esempio del più vasto progetto per l'umanizzazione delle strutture assistenziali e la divulgazione dell'arte e della cultura come parte integrante delle cure mediche e del sollievo del paziente nel percorso di cure.
L'inaugurazione avverrà nell'ambito della XII Giornata Nazionale della prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie, che proseguirà sabato 23 ed è stata organizzata dal professor Carlo Gaudio.
Si tratta di un convegno di formazione di 200 medici del territorio, di studenti e di specializzandi, sui principali temi della prevenzione.
Uno spazio centrale del corso, accreditato presso il Ministero della Salute, sarà dedicato alla prevenzione cardiovascolare a costo zero, attuabile tramite cambiamenti dello stile di vita, tra i quali quelli illustrati dall'alimentarista Giorgio Calabrese, obiettivo virtuoso dei sistemi sanitari, altrimenti oberati da costi crescenti e sempre più insostenibili.
Nel secondo giorno del corso saranno illustrate le terapie farmacologiche più attuali e le ultime sofisticate e innovative tecniche per immagini, con la presenza di nomi prestigiosi della cardiologia nazionale ed internazionale.
Il professor Carlo Di Mario, del Royal Brompton Hospital di Londra, presenterà le più moderne tecnologie utilizzabili nella cardiologia interventistica per la cura e la prevenzione dell'infarto miocardico.
Si parlerà anche dei nuovi percorsi terapeutici nelle patologie bronco-polmonari e nelle infezioni respiratorie. Le relazioni saranno tenute da clinici e docenti di fama internazionale.
In particolare si parlerà delle due grandi novità nella cura e nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.
Primo: i nuovi farmaci anticoagulanti orali a dose fissa, indispensabili per la prevenzione degli eventi trombo-embolici nei pazienti con aritmie gravi come la fibrillazione atriale non valvolare, che ormai sostituiscono quelli tradizionali, procurando - secondo i più recenti dati dell'AIFA - anche un sensibile risparmio di spesa.
A differenza dei precedenti, infatti, i nuovi anticoagulanti orali non richiedono prelievi ematici settimanali (necessari per poter dosare con precisione i farmaci di vecchia generazione), con enorme sollievo per i pazienti e notevole miglioramento della qualità della vita.
Secondo: l'uso degli stent coronatici riassorbibili, piccole gabbiette di forma cilindrica, che distendono dall'interno le arterie coronarie ostruite da un trombo ed evitano l'infarto del miocardio.
Si tratta di stent fabbricati con lo stesso materiale utilizzato per i punti di sutura riassorbibili. Il nuovo dispositivo, chiamato BVS (bioreasorbable vascular scaffold), una volta esaurito il proprio compito di tenere aperta la coronaria ostruita dal processo aterosclerotico e dalla trombosi, rilasciando un farmaco antinfiammatorio ed antiproliferativo, scompare. I nuovi stent riassorbibili, infatti, iniziano a dissolversi dopo sei mesi dalla loro applicazione, per sparire completamente nell'arco di circa 2 anni.