"La politica considera Telecom come un'azienda di Stato"

Tronchetto Provera torna a parlare della vendita a Telefonica, e attacca: "Nel
mondo delle aziende che erano state di Stato è difficile fare
gli imprenditori, la privatizzazione è avvenuta con poca convinzione, non è concepita come un
processo che porta più ricchezza al Paese"

Santa Margherita Ligure - "Nel mondo delle aziende che erano state di Stato è difficile fare gli imprenditori perché la privatizzazione è avvenuta, come per il bipolarismo, con poca convinzione, non è concepito come un processo che porta più ricchezza al Paese. Il mondo politico considera Telecom, ancora, un po' come un'azienda di Stato". Marco Tronchetti Provera torna a togliersi isa sassolini dalle scarpe (da regata, visto che anche oggi era a Portofino per le regate con il suo amato Kauris III e la presentazione del nuovo gommone PZero),e attacca ancora la poltica (leggi Prodi, governo e centrosinistra).
"In certi tipi di azienda, come Telecom, che hanno rapporti radicati con lo Stato - ha sottolineato Tronchetti - le scelte strategiche, che dovrebbero essere libere scelte per massimizzare valore e servizio ai cittadini vedono invece molti interventi. Invece questo è un mondo che va verso alleanze, e questo necessita flessibilità nel decidere strategie". Poi fa autocritica: "Ho sottovalutato la forza della disinformazione, da un lato, e dall'altro forse non sono stato capace di informare bene la politica, che pensava ancora alle telecomunicazioni degli anni '80 e '90. Ci ho provato ma non sono stato capace di far capire che oggi è un mondo totalmente diverso. Oggi credo che il messaggio sia passato".
"Italianità è capacità di competere" Il concetto di italianità per Marco Tronchetti Provera è basato soprattutto "sull'orgoglio di quello che gli italiani sanno fare come imprenditori. Quello che va difeso è la capacità italiana di competere". "L'esperienza Telecom credo sia servita a tutti. Anche se ha colpito dal punto di vista del valore gli azionisti credo che sia stato un passaggio importante per il Paese, incluso il mondo della politica", ha proseguito aggiungendo con un punta d'orgoglio: "Continuerò a fare l'imprenditore in Italia? certamente sì, perché questo è un Paese dove si può fare ancora molto. "Il caso Fiat è il più clamoroso ma ce ne sono altri meno visibili: gli imprenditori facendo la loro parte, creano ricchezza per l'intero Paese".
"Chiuderemo al vendita entro ottobre" Il passaggio di mano del controllo di Telecom si concluderà prima della data indicata di fine ottobre e in tempi inferiori ai sei mesi usciranno anche dal cda del gruppo di tlc i consiglieri di nomina Pirelli ha spiegato ancora sui tempi di uscita dei consiglieri Pirelli da Telecom, "Abbiamo indicato il 30 ottobre come limite, ma è ragionevole che siano tempi più brevi". "Con Telefonica c'é un contratto. Quando una cosa è venduta, è venduta".
"Telefonica partner ideale indicato da noi" L'accordo con Telefonica e le banche per l'uscita di Pirelli da Telecom non è molto diverso da quello che la società della Bicocca aveva tentato di stringere con gli spagnoli. Ora però avvine senza la pirelli, dice Tronchetti Provera. "Ma non guardo, indietro guardo avanti. In questi anni ci sono state circostanze negative e positive. Il risultato finale è che Telecom è più forte di prima e che il partner scelto è quello che era stato indicato da noi come ideale, il più forte d'Europa". Interpellato sul primo progetto di intesa con Telefonica, Tronchetti ha spiegato che "L'accordo che avevamo con Telefonica era chiarissimo, non c'era previsione di fusione a nessun livello ma di collaborazione, senza interferenze da parte dell'azionista". E ora? Ora si apre la sfida per il presidente del gruppo di tlc, Pasquale Pistorio. "Credo ci siano le condizioni per un azionariato solido e un management di qualità. Credo che con il presidente Pistorio Telecom potrà avere buoni risultati. Solo le grandi imprese possono competere e Telecom lo è", rimarca.
Cicchitto: Prodi l'ha messa in mano a banche amiche "Quello che ha detto Tronchetti Provera è molto inquietante, ma del resto che una tribù indiana governativa guidata dal Presidente del Consiglio avesse dissotterrato l'ascia di guerra per mettere la Telecom sotto controllo di banche amiche, allo scopo di consolidare un sistema di potere che fa capo a Romano Prodi, era evidente fin dall'inizio di questa vicenda". Lo afferma Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia.