Mogherini, gli armeni e il suicidio diplomatico

Una gaffe dietro il niet alla nomina di ministro degli Esteri Ue. A far infuriare la Francia l'accordo Italia-Azerbaigian

Un incidente diplomatico che il governo guidato da Matteo Renzi sta disperatamente provando a tenere nascosto. La realtà è che qualche giorno fa l'esecutivo ha compiuto un passo falso grave, che apre squarci inediti sulle ragioni che hanno stroncato la corsa del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, alla poltrona di Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea. Cosa succederà adesso, visto che proprio ieri il neo presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha chiesto a tutti i 28 Paesi Ue di mettere le carte in tavola e indicare i nomi dei candidati entro la fine del mese? La maggioranza delle cancellerie ha già risposto, l'Italia ancora no.

Il pasticcio dell'esecutivo al momento coinvolge quattro paesi: Italia, Francia, Azerbaigian e Armenia. Ma le sue ripercussioni si stanno facendo sentire anche sull'Unione europea. Senza contare che l' affaire è legato a doppio filo a enormi interessi economici che ruotano intorno al gas. Come è in grado di dimostrare la documentazione in possesso del Giornale , tutto nasce da un accordo economico-politico firmato lo scorso 14 luglio a Roma da Renzi e dal presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev, in visita in Italia proprio quel week end . Tecnicamente parliamo di una Joint declaration on strategic partnership , in pratica una dichiarazione congiunta con cui Italia e Azerbaigian avviano e allargano tutta una serie di rapporti, soprattutto in campo economico. Questo atto, però, contiene un passaggio che fa andare su tutte le furie un paio di paesi, di cui uno europeo: la Francia. Da noi la questione passa totalmente sotto silenzio, nel tentativo di mettere una pezza che per ora è peggio del buco. Si dà il caso che nel Caucaso da decenni siano in corso tensioni di non poco conto tra Azerbaigian e Armenia, concentrate intorno alla cosiddetta guerra del Nagorno-Karabakh. Per i due paesi asiatici è questione di sensibilità assoluta, al punto che anche la Ue ha preso posizione sulla vicenda richiamandosi a una sorta di neutralità. Ebbene, al punto 2 lettera «A» della dichiarazione congiunta, Italia e Azerbaigian scrivono di voler stabilire «una più stretta cooperazione per una pacifica risoluzione del conflitto Nagorno-Karabakh sulla base della sovranità, integrità territoriale e inviolabilità dei confini della repubblica dell'Azerbaigian». È vero che subito dopo si fa riferimento alle risoluzioni Onu sul tema e ai documenti Osce (Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa), ma le parole usate sono sembrate alle diplomazie estere uno schierarsi dalla parte degli azeri.

I primi ad andare su tutte le furie sono stati gli armeni, per i quali il tenore del passaggio incriminato è del tutto inaccettabile. Ma il paese più arrabbiato è la Francia, per almeno due ordini di ragioni. Innanzitutto il paese transalpino, insieme a Russia e Stati Uniti, guida il Gruppo di Minsk, ossia quella struttura creata all'interno dell'Osce proprio per trovare una soluzione pacifica al conflitto del Nagorno-Karabakh. E poi in Francia vivono e votano milioni di armeni. Insomma, un rapporto più che consolidato. E qui bisogna fare attenzione alle date. Il 14 luglio viene firmato l'accordo congiunto Italia-Azerbaigian, il 16 luglio a Bruxelles Renzi riceve il sonoro schiaffone rappresentato dalla bocciatura della Mogherini. Ufficialmente c'è l'opposizione di alcuni paesi dell'Est che accusano la ministra di essere troppo filo-russa, ma in realtà il nervosismo francese si taglia a fette. E forse non è un caso che Renzi stesso, dopo quel mercoledì 16 luglio, ripeta come un mantra che il presidente francese Francois Hollande vuole a tutti i costi un Alto rappresentante della politica estera Ue che viene dal Partito socialista europeo. Un tentativo di far passare Hollande come nostro alleato nella partita.

E arriviamo al 18 luglio, con l'Italia che cerca di mettere una pezza. Due note identiche delle ambasciate italiane a Baku (Azerbaigian) ed Erevan (Armenia) spiegano che a proposito della dichiarazione congiunta «l'Italia crede necessario chiarire il suo attuale obiettivo, per prevenire interpretazioni che non riflettono la posizione del governo italiano». La dichiarazione, si legge subito dopo, «non è diretta contro nessun altro partner dell'Italia» e «non vuole interferire con i negoziati in corso diretti alla risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh». Infine «l'Italia conferma la propria fiducia negli stessi negoziati» e «nelle azioni portate avanti da Francia, Russia e Stati Uniti», ovvero i paesi che guidano il Gruppo di Minsk. Il cerchio così si chiude, e il 18 luglio le nostre ambasciate devono fare le capriole per arginare il contenuto esplosivo dell'atto firmato da Aliyev e Renzi. Con il primo che già sventola nel suo paese l'accordo presentandolo come un importante risultato politico, mentre noi stiamo ancora discutendo della bontà di un atto che abbiamo firmato ma non ancora ufficializzato. Un disastro totale. Sullo sfondo ci sono le enormi pressioni che l'Azerbaigian sta facendo sull'Italia per la costruzione del Tap (Trans Adriatic Pipeline), ovvero il gasdotto che dovrebbe portare il gas dal Caspio alla Puglia passando per Turchia e Grecia (e che dovrebbe fare concorrenza al South Stream, l'altro gasdotto in cui sono coinvolte Eni e Gazprom). Del resto la stessa dichiarazione congiunta cita il Tap in un passaggio. Partita delicata, con l'Italia che a quanto pare sponsorizza il legame con l'Azerbaigian soprattutto attraverso Armando Varricchio, consigliere diplomatico di Renzi che in molti indicano come il gestore di tutta la partita. Intanto Renzi ieri ha incontrato per oltre un'ora, a Palazzo Chigi, Massimo D'Alema. E il capogruppo socialista a Bruxelles Gianni Pittella ha chiarito il punto: «La nostra candidata è la Mogherini, altrimenti c'è D'Alema». E Juncker aspetta.

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Mar, 29/07/2014 - 16:44

«La nostra candidata è la Mogherini, altrimenti c'è D'Alema». Come dire che se non é zuppa é pan bagnato oppure che al peggio non c'é limite!

Duka

Mar, 29/07/2014 - 16:52

Il giullare fiorentino ha voluto copiare quasi tutto il Berlusca. Se notate le ministre sono gnocche altro che la Bindi, solo che la testa.....

baio57

Mar, 29/07/2014 - 17:05

Quindi ,prima Berlusconi non poteva essere amico della Libia e della Russia. Ora pure il governo di Csx non può esserlo dell'Azerbaigian ,e guarda caso ci sono sempre di mezzo gas e petrolio..... Che Berlusconi fosse scomodo sullo scacchiere internazionale proprio per questo ,e non per la RUUUUUBBBBBYYYY????

magnum357

Mar, 29/07/2014 - 17:06

Non sarà nè l'una nè l'altro !!! Troppo marciume, penseranno dell'Italia quelli della Ue.

gamma

Mar, 29/07/2014 - 17:11

Dissento da questa ricostruzione almeno in parte. La querelle fra Azerbaigian e Armenia è una questione di poco conto e abbastanza estranea alla diplomazia UE. Invece la questione principale che fa della Mogherini un ministro degli esteri poco gradito a molti paesi UE si accentra sui rapporti fra UE e Russia. Riassumo. La Mogherini vuole impostare la sua azione di enventuale Ministro degli esteri dell'UE sulla base della moderazione e dell'equidiastanza fra le parti. Qualsiasi parte. Ad esempio fra Israele e Palestinesi. E sopratutto fra Ucraina e Russia. Cioè fa parte di quel manipolo di parlamentari europei che vuole mediare dimostrando alle parti in contrapposizione la propria assoluta imparzialità e guadagnandosene quindi la fiducia. La Mogherini ha trovato un forte alleato in Europa nell'ex Ministro degli esteri tedesco Steinmeier. Ma molti paesi dell'est , sopratutto la Polonia, osteggiano questa posizione moderata e chiedono una posizione più dura, molto più dura, da parte dell'Unione nei confronti della Russia. In questa faccenda si sono inseriti anche gli Stati Uniti i quali vedrebbero con favore una posizione dell'UE intransigente e più decisamente antiputiniana e manovrano nellombra perchè ciò accada. La Francia ha motivazioni ambigue e molteplici. E' decisamente contro Putin ma al contempo vuol vendere le due navi da guerra che sta costruendo per la Russia e vorrebbe anche avere un commissariato di rilievo nell'UE ed ha anche interessi con i paesi dell'est Europa. Insomma la Francia vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca. Per noi italiani la posizione espressa da Mogherini-Steinmeier sarebbe quella più opportuna perchè abbiamo molti interessi con la Russia e una posizione intransigente dell'UE nei suoi confronti ci danneggerebbe. Quindi io a prescindere dal colore politico vedrei con favore il successo della Mogherini ma sarà difficile spuntarla contro tanti e tali "amici" europei e non.

apostata

Mar, 29/07/2014 - 17:24

alla leopolda d'alema era stato il primo esempio di politico da rottamere

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Mar, 29/07/2014 - 17:39

Il capogruppo socialista Gianni Pittella, proponendo una alternativa, vuole far credere che se c'è la Mogherini, la Francia si arrabbia per l'accordo e le dichiarazioni italiane, mentre se c'è D'Alema chiude un occhio? Cioè, la Francia ce l'ha solo con la Mogherini e dell'accordo siglato da Renzi se ne strabatte? Cioè, sarebbe solo una questione di nomi e di persone? Siamo sicuri che Gianni Pittella sia il più autorevole e preparato che ci fosse in giro? E Renzi...?

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 29/07/2014 - 18:23

quando si dice della famosa INCAPACITà della sinistra... :-) è proprio vero! qualsiasi PSICOSINISTRONZO non sa fare un cazzo di niente. boldrini fa la cogliona, boschi si attira un vespaio, renzi che cerca di far quadrare il cerchio con il cazzo degli altri, sel che ricatta.... ma chi cazzo siete? dei deficienti? :-)

blackbird

Mar, 29/07/2014 - 18:25

Cogliere la palla al balzo! C'era, per un brevissimo lasso di pempo, la candidatura di Letta. Ma per far sparire un possibile futuro avversario Renzi vi ha posto il veto! Possibile che per le guerre tra i sinistri ci debba rimettere l'Italia?

Anonimo (non verificato)

marcomasiero

Mar, 29/07/2014 - 19:01

l' EU può fottersi ! avanti i nostri interessi ... Mogherini D'Alema Superpippo non importa ... Prima NOI poi la EU e se non piace ai signori di Bruxelles meglio ! una ragione in più per farci i fatti nostri e uscire da sto circo equestre inutile dannoso e generalmente imbelle

Luigi Fassone

Mar, 29/07/2014 - 20:27

Il lettore baio57,alle ore 17,05 odierne,ha già inviato il mio commento alla notizia,ovverossia io e lui la pensiamo L'ISTESS ! Indi,Grazie a lui...!

restinga84

Mar, 29/07/2014 - 20:51

Constatando,con rincrescimento,dei pasticci che il nostro governo o quello di Re Giorgio,riesce a creare,mi domando,in tempidi spending review,cosa attuano nostre Ambasciate,con relativo personale di rito ,in Azerbaigian e in Armenia.Stesso problema lo si trova in Africa.Ambasciata in Zambia e,in tanti altri stati,africani,con un perfetto organigramma degno di una importante ambasceria.Tutti stati con cui non abbiamo nulla da condividere tolti quei quattro turisti Italiani che vanno cola`per vedere leoni e altri animali allo stato brado.Tutte queste ambasciate cosa costano al nostro stato?Sono state create per sistemare gli amici degli amici come normalmente si usa fare nel nostro Bel Paese??? Il menestrello toscano e` al corrente di tutte queste anomalie esistenti nel mondo? Ambasciata Italiana nel Madacascar.Ma che c.... ci sta`a fare una nostra ambasciata cola`????

Aristofane etneo

Mar, 29/07/2014 - 21:26

Ovviamente concordo pienamente con l'analisi espressa da "gamma Mar, 29/07/2014 - 17:11".

emmea

Mar, 29/07/2014 - 22:21

Gamma. Condivido pienamente.

GGuerrieri

Mar, 29/07/2014 - 22:33

Alla nomina della Mogherini a ministro degli esteri, si era detto che la stessa è la più giovane ad occupare tale carica, eccettuato il caso di Galeazzo Ciano, che però insomma, oltre che fascista, era chiaramente raccomandato. Peccato che Galeazzo Ciano era preparato, aveva le idee chiare in materia (ad esempio la contrarietà all'abbraccio, risultato poi letale per il regime ed il Paese, con la Germania) e soprattutto pagò con la vita la coerenza massima con le sue posizioni predette.

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Mer, 30/07/2014 - 01:41

Mogherini,in politica estera, vale un decimo di Berlusconi. Diciamola diversamente; ci vogliono 10 Mogherini per fare Berlusconi in politica estera. Renzi, fattene una ragione.

Marcolux

Mer, 30/07/2014 - 02:13

Ma come si può pretendere che in Europa si appoggi la Mogherini. Nessuno sa chi sia e da dove viene. E' solo una raccomandata del venditore di pentole, senza alcuna esperienza in niente. In più è comunista, brutta, con la faccia a palla e con gli occhi storti. Ce n'è abbastanza per preferire un altro comunista come Dalema, se non altro per la scaltrezza e l'esperienza. La Mogherini, come la Boschi, la Picierno e gli altri compagni di merende, rappresentano il declino assoluto di un Paese che non sa più esprimere niente e nessuno! Un'accozzaglia di incapaci allo sbaraglio. Un Governo di una povertà culturale mai visto prima d'ora. Sempre peggio, sempre più in basso.

Raoul Pontalti

Mer, 30/07/2014 - 14:50

Premetto un passaggio autobiografico e sentimentale: io ho visitato Armenia, Azerbaijan e anche il Nagorno-Karabagh o paese di Artsak (in quest'ultimo ho lasciato il mio cuore: struggente l'amore per le tradizioni cristiane e per la libertà di quel popolo) e se devo procedere nei ricordi personali rivelo anche che ne ebbi di pessimi in Azerbaijan non solo per la corruzione schifosa dei soliti pelandroni in divisa che dormono tutto il giorno e si svegliano solo per estorcere denaro all'automobilista straniero sia sulle strade che in dogana specie se con targa occidentale come il sottoscritto, ma per fermo con trasferimento in caserma di polizia perché fotografavo chiese armene devastate, alterchi perché giravo con il cane al guinzaglio presso moschee, allontanamento da moschea in quanto infedele da parte di invasati (unico caso in paesi islamici ex-URSS), etc. (per contro ottimi l'ospitalità della gente, lo storione e la vodka: basta insomma non avere a che fare con pulotti e invasati islamici sobillati dai sauditi). Dopo la premessa e ribadito il mio amore per i cristiani d'Armenia e del Paese di Artsak in particolare, osservo che l'Italia nel caso ha agito in continuità con la propria politica estera e con la propria politica di approvvigionamento energetico (ricordate Letta ai giochi di Sochi boicottati dagli altri servi degli USA e subito dopo in Azerbaijan a sottoscrivere accordi?) e senza compromettere alcun interesse oggettivo di Armenia e Nagorno-Karabagh o d lla UE o del cd Gruppo di Minsk. Le ubbie della Francia rompicoglioni che per vil denaro sacrificò persino i propri cattolicissimi cittadini, oltre che i cristiani d'Africa e d'Oriente, non ci fanno un baffo: ineccepibile il documento delle ambasciate italiane nei due paesi caucasici che riflette allo stesso tempo una coerente posizione italiana sulle questioni caucasiche che non è dissonante con quella della UE pur con sfumature diverse, è invece dissonante con quella francese e pour cause (la Francia ha diversi interessi energetici e nella regione diversi interessi strategici) e soprattutto una coerente strategia dell'approvvigionamento energetico che data sin da temi di Enrico Mattei (e io mi permetto di aggiungere: risalenti al ventennio...).