Le 7 società che legano il babbo di Renzi all'ex capo di Etruria

"Tiziano e due soci sono in affari con Rosi" denuncia Donzelli, il capogruppo di Fdi in Toscana. Il M5S presenta alla Camera la mozione anti Boschi: voto per Natale

Il Movimento 5 Stelle ieri ha presentato alla Camera la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Maria Elena Boschi per il caso Banca Etruria. Nonostante i numeri della maggioranza a Montecitorio preludano a un sicuro esito sfavorevole dell'iniziativa, le opposizioni hanno deciso di percorrere questo sentiero perché è molto più probabile una sua calendarizzazione prima delle vacanze, a differenza di quanto avverrebbe al Senato. Forza Italia sarebbe per l'ok, ma con toni molto più bassi rispetto al M5S.L'altra novità di giornata è rappresentata dal lavoro di indagine sulle visure camerali portato avanti dal capogruppo di Fdi nel consiglio della Toscana, Giovanni Donzelli. «Gli interessi economici comuni fra Tiziano Renzi e Lorenzo Rosi sono provati dai legami che ci sono in almeno sette società fra i due soci del papà del premier, che a loro volta figurano in affari con l'ultimo presidente di Banca Etruria», ha dichiarato.Il centro dal quale si diparte il complicato intreccio è la Party srl, la società di marketing nel settore moda del quale Tiziano Renzi, papà del premier detiene il 40% (senza averla inserita nella dichiarazione patrimoniale presentata dal figlio; ndr), mentre la moglie Laura Bovoli è amministratore unico. Un altro 40% fa capo alla Nikila Invest srl, mentre il 20% è della Creazioni Focardi srl di Iacopo Focardi, pellettiere del Valdarno in joint venture con Gucci, la cui capogruppo Kering è attiva anche nel campo degli outlet. Amministratore unico nonché socio di Nikila Invest è l'ingegner Ilaria Niccolai. Quest'ultima è presente insieme a Lorenzo Rosi nell'organigramma di alcune società. si tratta di Sviluppo Milano srl, di Syntagma Srl e di Corso Italia Firenze Srl (di cui detiene una quota anche Iacopo Focardi), aziende che hanno sede fra il Valdarno e Firenze e di cui l'ex presidente di Banca Etruria è amministratore unico. In Egnazia Shopping Mall srl (la società che dovrebbe costruire un outlet Gucci a Fasano; ndr) si ritrovano Lorenzo Rosi come amministratore unico e come soci la Nikila srl di Niccolai e Andrea Bacci, un renziano della prima ora (nominato sia in Florence Multimedia quando era presidente della Provincia che in Silfi quando era sindaco; ndr). Bacci è un ex socio di Renzi-papà nella Raska Service srl.La Mall Re Invest è un'altra società nella quale i nomi ricorrono. Niccolai e Focardi sono soci mentre Bacci vi deteneva una partecipazione. La Mecenate 91 in liquidazione, invece, ha visto nel novembre 2014 cessioni di quote dalla cooperativa La Castelnuovese (di cui Rosi era presidente) e da Bacci a Ilaria Niccolai. Egnazia Shopping Mall, Nikila Invest e Mecenate 91 hanno sede in via Pier Capponi 73 a Firenze.«Un sistema di scatole cinesi mirato alle operazioni in corso per la realizzazione di nuovi outlet in varie città fra cui Firenze, Sanremo, Fasano», conclude Donzelli. Quando l'ex amministratore di Egnazia Shopping Mall, Luigi Dagostino, incontrò il sindaco di Fasano per un nuovo centro commerciale c'era anche Tiziano Renzi. E così pure a Sanremo. Probabilmente non erano solo coincidenze.

Commenti

linoalo1

Mar, 15/12/2015 - 08:31

Povera figliola!!!Ma lei,che colpa ha,se il Padre ha fatto malanni?Non li ha mica fatti lei in prima persona!!!!Si,forse non poteva non sapere!!Ma lei,non è mica Berlusconi!!!!

paolonardi

Mar, 15/12/2015 - 08:42

In un paese normale ce n'e' da dare e da serbare. Ma in in paese a guida social-comunista come il nostro nel quale si fa fuori un Presedente del Consiglio eletto attraverso un feroce attacco della magistratura e dei socialisti europei, nel quale un presidente della Repubblica fa strame della Costituzione e nomina tre presidenti del Consiglio che con cervellotiche iniziative sisistre ci hanno portato in questa situazione, ci possiamo aspettare solo che tutto passera' in cavalleria. NB tutte le minuscole sono volute stante la piccolezza dei soggetti coinvolti.

mariod6

Mar, 15/12/2015 - 09:13

Man mano che qualcuno scava nel letamaio delle scatole cinesi saltano fuori le connivenze e le partecipazioni incrociate della famiglia Renzi e Boschi. Per forza la Boschi dice "ci conteremo alla Camera per vedere chi ha la maggioranza"; è certa del risultato in quanto sono tutti legati a doppio filo d'acciaio ritorto e si coprono a vicenda. Vedere cosa è successo con Penati !!! L'omertà e l'appoggio incondizionato sono la norma. Se casca uno e parla, succeed un terremoto. E la magistratura dove stà??? Mah...!

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 15/12/2015 - 10:24

Gli affari sono affari. Boschi o Prati sono diffusi in tutto il bel paese. Cambiano i nomi, ma la sostanza resta.

baio57

Mar, 15/12/2015 - 11:27

@ mariod6 ...la magistratura è indaffarata con il Ruuuubbbbyyyy ter-quater-cinquer-sester... e che diamine.

Ritratto di rinnocent637

rinnocent637

Mer, 16/12/2015 - 00:06

Immaginiamo se questi incresciosi fatti fossero accaduti al governo Berlusconi il PD sarebbe immediatamente sceso in piazza alle camere certa la richiesta di sfiducia per conflitto idi interessi. Non ricordiamo quando i rossi del PD insistevano che c'era il conflitto d'interessi tra RAI NE MEDIASET E CHIDEVONO LA TESTA DA BERLUSCONI.