Accordo di Dublino, via alla revisione con tanti dubbi

I Paesi dell'Est sono contrari al sistema automatico di ricollocamento dei migranti

Gli europarlamentari sono in gran parte d'accordo per il primo via libera alla revisione del famigerato accordo di Dublino, che penalizza l'Italia condannandoci a tenere tutti i migranti che sbarcano da noi. L'epitaffio dovrebbe passare oggi nella cosiddetta Commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) dell'Europarlamento. In realtà la montagna rischia di partorire un topolino lasciando a metà l'affossamento del criticato accordo di Dublino, come denuncia la Lega.

Il testo che verrà votato punta a eliminare il principio in base al quale il paese Ue d'ingresso si deve far carico di tutte le domande di asilo dei migranti. Il perverso meccanismo dovrebbe venir sostituito da un sistema automatico di ricollocamento dei richiedenti asilo. «Come principale negoziatore chiedo che tutti gli Stati membri si assumano la propria responsabilità quando le persone vengono in Europa per richiedere l'asilo», ha sottolineato l'europarlamentare Cecilia Wikstrom. La maggior parte dei gruppi politici, compresi i Verdi, sono d'accordo, ma l'Italia vorrebbe che sia chiaro e netto il no all'accordo di Dublino.

La ridistribuzione degli aspiranti profughi dovrebbe avvenire in base a determinati criteri, come la presenza di parenti residenti in un altro Stato membro. Non solo: ogni Paese europeo avrà una sua quota calcolata in base al prodotto interno lordo e alla popolazione. Il primo problema è che fino a oggi i ricollocamenti non hanno mai funzionato nonostante gli accordi Ue e si rischia di continuare in questa maniera. A fine settembre su 160mila profughi da trasferire, soprattutto da Italia e Grecia, negli altri Paesi europei, ne sono stati ricollocati 28mila, appena il 18 per cento.

Non a caso l'europarlamentare della Lega, Lorenzo Fontana, denuncia che «la nuova proposta di modifica del Regolamento di Dublino III porta a risultati insufficienti. Il principio del primo approdo esce dalla porta e rientra dalla finestra: il carico delle richieste d'asilo continuerà a essere appannaggio proprio dei Paesi di primo arrivo».

Altri due punti della proposta sono sensibili per l'Italia. Il primo è l'introduzione di un periodo di transizione di tre anni durante il quale continuerà a gravare un maggior peso sui Paesi, come il nostro, che registrano gli arrivi più alti. Il secondo è il filtro che servirà a non ricollocare i richiedenti asilo con poche possibilità di vedersi accogliere al domanda. Il numero maggiore di aspiranti profughi che stanno sbarcando in Italia arriva da Paesi dell'Africa nera dove non sono in corso guerre come in Siria, Iraq o Afghanistan. Fontana sottolinea che «i nuovi indicatori per le quote di accoglienza ricalcano il fallito sistema delle relocation oltre a riguardare solo la ristretta minoranza dei veri profughi e penalizzano i Paesi più esposti geograficamente agli arrivi». In pratica tutti i migranti economici - oltre a quelli illegali - dovranno venire rimpatriati. Impresa certamente non facile, tenendo conto che al momento solo il 30 per cento viene rimandato a casa, ma almeno i costi saranno coperti dalla Ue.

Il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, vede il bicchiere mezzo pieno e ha annunciato: «Rivendicherò davanti al Consiglio europeo il lavoro del Parlamento e chiederò di fare in fretta» per approvare la riforma. Italia, Francia e Germania sono d'accordo, ma i Paesi dell'Est Europa continuano a puntare i piedi. Donald Tusk, presidente del Consiglio, ha fatto trapelare la notizia che proporrà di rinviare la decisione fra i 28 Paesi Ue a maggio-giugno del prossimo anno.

Commenti

andy15

Gio, 19/10/2017 - 08:54

E' mai possibile che non si capisca una cosa basilare: il problema non e' il ricollocamento, ma la chiusura delle frontiere. Se l'Italia lascia entrare cani e porci, se li tenga. Non vedo perche' i Paesi dell'Est Europa dovrebbero accogliere migranti economici da Asia e Africa, quando gia' sono costretti a mandare milioni di lavoratori all'estero perche' in patria non c'e' lavoro. Altro il discorso sui profughi veri e propri, che pero' costituiscono una minoranza esigua del flusso in entrata.

perseveranza

Gio, 19/10/2017 - 09:13

A noi italiani i ricollocamenti farebbero comodo poichè siamo stati invasi da una moltitudine di immigrati clandestini e se non vengono smistati altrove per noi é finita. Tuttavia i Pesi dell'Est hanno ragione. Perché dovrebbero farsi carico delle scelte incoscienti di altri (Italia in primis)? Perchè dovrebbero mettere a rischio il loro stile e tenore di vita facendo entrare gente di cultura tanto diversa e senza arte ne parte? E' l'Italia che ha sbagliato tutto ed ora vorrebbe scaricare su altri le conseguenze della propria insipienza. Bisogna rimpatriare non redistribuire.

accanove

Gio, 19/10/2017 - 09:18

penso che per loro siano un incubo, sono appena usciti dagli effetti del disastro economico di reggenza comunista , sanno cosa sia la fame e la disoccupazione , ora si ritrovano vittime del buonismo comunista di altri paesi che vorrebbe iniettarne di nuova.

maurizio50

Gio, 19/10/2017 - 09:21

Normale!! Gli imb..ec.illi "sinceramente democratici" li abbiamo solo noi! E' una dannazione che il Padre Eterno ci ha messo tra capo e collo e di cui non ci libereremo MAI!!!

Lapecheronza

Gio, 19/10/2017 - 09:29

Se il problema è Dublino III, si salvano i naufraghi in acque internazionali si caricano sugli idrovolanti e il primo scalo è la Germania. La Merkel non può negare le piste degli aeroporti tedeschi in un'emergenza, con Dublino III il primo Paese di approdo è la Germania e lei è accontentata nel suo desiderio di accoglienza.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Gio, 19/10/2017 - 09:46

Non mi piacciono i tunisini, non mi piacciono i marocchini e tanto meno gli africani ed infatti non vado in quei Paesi, nè, ma perché li devo avere in casa mia? Hanno diverse culture, sono strafottenti, arroganti, maleducati, se ne fregano delle leggi, e sono pure pericolosi, meglio non trovarsi con loro a litigare,non li vogliamo, punto e basta, non centra niente il razzismo. Che vivano in pace, ma al loro Paese.

Cheyenne

Gio, 19/10/2017 - 09:48

hanno perfettamente ragione. Tanto c'è la fogna italia

VittorioMar

Gio, 19/10/2017 - 10:04

...E CHE CI FANNO ANCORA NELLA UE ??....POTREBBERO TROVARE ALTRE SPONDE PIU' ADEGUATE AD EST !!

Ritratto di tangarone

tangarone

Gio, 19/10/2017 - 10:11

Ancora si parla di ricollocare? Respingere, arrestare, rimpatriare no, vero?

AndreaT50

Gio, 19/10/2017 - 10:44

Hanno ragione.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Gio, 19/10/2017 - 10:46

Se non si fanno hotspot fuori dalla Ue, con il consenso di stati come ad es. la Libia, non se ne verrà mai fuori. Quando entrano in Ue e non hanno diritto a permanervi, cacciarli è impossibile, visto che servono accordi bilaterali con paesi dell'area africana/medio oriente, accordi che sono numerosi come un contagocce da una goccia all'anno.

Michele Calò

Gio, 19/10/2017 - 10:57

Praga-Domani si vota. Sempre piu' forte l'appello per un referendum che faccia uscire la Repubblica Ceca dalla UE e dalla NATO, considerati entrambi una riedizione in peggio dell'URSS e del Patto di Varsavia. La gente vuole essere libera non cambiare padrone ed essere invasa dagli odiatissimi islamici ed africani. Punto!

nopolcorrect

Gio, 19/10/2017 - 11:28

Non possiamo chiedere agli altri Paesi europei di negrizzarsi, islamizzarsi e favelizzarsi. Possiamo solo chiedere di aiutarci ad effettuare i respingimenti, a finanziare i Paesi del Nord-Africa affinché blocchino le partenze ed a cofinanziarci per effettuare i rimpatri. Da notare che ci sono Paesi come il Kazakistan che accetterebbero migranti, quindi rispedirli non necessariamente nel paese di partenza ma in un qualsiasi paese che sia disposto a prenderseli.

steacanessa

Gio, 19/10/2017 - 11:30

Hanno ragione. Se non chiudiamo le frontiere sono cavoli nostri.

Ritratto di moshe

moshe

Gio, 19/10/2017 - 11:45

Migranti, i paesi dell'Est contro il ricollocamento ... ... ... loro hanno le palle, noi abbiamo al governo buffoni che vogliono rovinare il popolo italiano ..... e questo è più che sufficiente a dimostrare il fallimento della schifosa UE !!!

Tarantasio

Gio, 19/10/2017 - 12:46

i paesi dell'est Europa stiano attenti allo ius soli, una bomba che consente di aggirare i collocamenti grazie al passaporto italiano che verrà donato a un paio di milioni di trapiantati

Ritratto di Antogno

Antogno

Gio, 19/10/2017 - 13:29

Andy 15 hai ragione. Ben detto. I paesi dell'Est hanno ragione. Siamo noi che dobbiamo chiudere le frontiere. Basta, non abbiamo posto per altri. Per l'amore di Dio, bisogna aiutarli al loro paese ma da noi non si puo` piu`. Attenti a questi sbarchi dall'Algeria. Bisogna riportarli indietro immediatemente senza ascolto. Senza dubbio ci saranno dei delinquenti di primo grado!

Malacappa

Gio, 19/10/2017 - 13:31

Si ricollocateli in africa

nopolcorrect

Gio, 19/10/2017 - 14:10

Per il nostro governo, come per i precedenti Letta e Renzi, siamo sempre e solo "un'espressione geografica", secondo la nota definizione dell'Italia data dal Cancelliere Metternich. Siamo governati da rappresentanti espressione del "volgo disperso che nome non ha", di manzoniana memoria, il volgo della sinistra privo di sentimento nazionale, di orgoglio per la propria identità etnica e culturale. E' il volgo di "Franza o Spagna purché se magna" e se se magna con i "migranti", vedi Buzzi, bene così. Il risultato è l'Italia è stata ridotta ad essere "un povero paese" come ci definiva già il Generale De Gaulle.

Ritratto di Legio_X_Gemina_Aquilifer

Legio_X_Gemina_...

Gio, 19/10/2017 - 15:09

O incominciamo ad essere pragmatici e spietati come gli antichi romani o rimarremo sommersi dalla feccia africana. Essere pragmatici significa risolvere, senza sentimentalismi, i problemi. Se la feccia ci invade la feccia deve essere eliminata, non importa in che modo.

ILpiciul

Gio, 19/10/2017 - 15:14

andy15: capiscono capiscono, saranno,forse, anche traditori ma non ciechi.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 05/06/2018 - 15:53

vedremo che farà Salvini..