Addio macchina del tempo: tornare indietro (non) si può

Gli scienziati hanno confermato che è impossibile invertire l'orologio con test a livello sub atomico, dove le leggi normali a volte non valgono

Indietro non si torna. Lo diceva Mussolini con motto lapidario alle camicie nere e ora, in modo altrettanto lapidario, la fisica quantistica lo dice a noi. Ma visto che la freccia del tempo non si può rovesciare vediamo di non contraddire, neanche nell'articolo, l'ordine di causa ed effetto. E partiamo dalla notizia di ieri e non dalle sue conseguenze. Uno studio, condotto dal Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), in collaborazione con il Dipartimento di fisica della Sapienza e con l'Università dell'Aquila, e pubblicato sulla rivista Scientific Reports , ha provato sperimentalmente che la freccia del tempo, anche a livello quantistico, non è invertibile. Vi è gia venuto il mal di testa? Allora cerchiamo di spiegare. A livello macroscopico (roba grossa, come voi, me e la vostra automobile) eravamo già sicuri che non fosse possibile tornare indietro nel tempo. C'era un evidenza empirico-statistica: il vaso di fiori che cade non torna intero da solo, un conto è far scoppiare un petardo, un conto riassemblarlo facendo tornare solidi i gas liberati dall'esplosione... E nella fisica classica questa «freccia del tempo» era ben rappresentata dalla così detta legge dell'entropia o secondo principio della termodinamica: «l'entropia (il caos, ndr ) di un sistema isolato lontano dall'equilibrio termico tende a salire nel tempo, finché l'equilibrio non è raggiunto». Il caos nell'universo tende ad aumentare e le cose non tornano al punto di partenza. Per cui, con gran disappunto di tutti, il viaggio nel passato di Ritorno al futuro non era realistico nemmeno prima di ieri.

La questione, però, cambiava al livello del molto piccolo, del sub atomico. Quando si ragionava a livello di grandezze quantistiche molti «oggetti» sembrano comportarsi secondo uno schema regolato da equazioni reversibili. Nuovo accenno di mal di testa? Ma no. I processi sembrano andare da A a B e di nuovo da B ad A senza grossi problemi. Anzi in alcuni casi il rapporto temporale sembrava proprio saltare. Bene, i ricercatori italiani hanno dimostrato che esistono dei pendoli quantistici. Cioè delle situazioni quantistiche irreversibili. Come (nelle seguenti 11 righe un po' di mal di testa è inevitabile, se del caso saltarle)? Hanno fatto passare un raggio luminoso attraverso un liquido fototermico. Il liquido assorbe la luce e la defocalizza rendendola simile a un oscillatore quantistico invertito e rende più facile individuare la quantizzazione dei decadimenti. Hanno così provato le teorie formulate nel 1986 dal premio Nobel Roy Glauber.

Ora, lo studio ha effetti importanti nella teorica quantistica ma cosa ci dice su quello che noi comuni mortali chiamiamo viaggio nel tempo e che ci affascina dall'epoca di H. G. Wells? (Confessate, è l'unico motivo per cui siete arrivati a leggere sin qui).

In realtà non molto che non sapessimo già. Si va solo avanti. O meglio, si sfrutta il fatto che il tempo è relativo, come ci ha insegnato Einstein (siamo proprio al centenario della relatività). Scorre a velocità diverse a seconda della velocità a cui si muove un corpo. Insomma non esiste un tempo solo, ma infiniti «tempi» a seconda della velocità a cui ci si sta muovendo nello spazio. Più ci si avvicina alla velocità del fotone, che non ha massa, più il tempo «rallenta». Secondo i fisici questo non è proprio un viaggio nel tempo (che loro intendono come una reversibilità dell'universo), ma per noi sì. Quindi allegri, se proprio volete violare le regole apparenti della meccanica newtoniana dovete solo trovare il modo di avvicinarvi di molto alla velocità delle luce... Certo, ammesso di riuscirci, non resterebbe molto del vostro corpo (elettroni troppo lenti per orbitare e altri piccoli guai...) ma pazienza. Il viaggio nel futuro è ancora possibile. E poi diciamocelo, in fondo è lì che vogliamo andare. Chi ha voglia di tornare nel medioevo a prendersi la peste o a fare lo schiavo nell'Impero romano?

Detto questo l'esperimento portato avanti dall'equipe di Claudio Conti è un successo scientifico e avrà, quando debitamente verificata, grosse ricadute scientifiche non molto cinematografiche. Per il resto possiamo continuare a sognare di essere Martin McFly quando vogliamo.

Commenti

maurizio@rbbox.de

Sab, 07/11/2015 - 13:15

Caro Sacchi, penso che l'articolo non abbia distrutto SOLO il mito della macchina del tempo... quanto più il fatto che non potremo MAI avvicinarci alla velocità della luce. Quindi tecnicamente non esiste alcuna possibilità di scappare da questo granello sparato nello Spazio che chiamiamo Terra. Il viaggio più lungo sarà fino a Marte... e forse lí ci andremo davvero un giorno e forse ci vivremo davvero un giorno. E ciò durerà solo fino a quando la nostra stella resisterà. Dopo di che finiremo per essere inceneriti. Dunque da questo Sistema non possiamo uscire. Tutto il resto é troppo grande, troppo lontano e noi troppo lenti. Sigh.