Addio pantalone slim Ora lui si veste comodo

Dalla camicia che non si stira al giubbotto di velluto: cosa bisogna avere nell'armadio

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Firenze Nel mondo della moda le Genoveffe si chiamano Geneviève e le cose da avere assolutamente per non vestirsi come Fracchia diventano must have. Su questi ultimi ciascuno ha la sua verità, ma certo se un mostro sacro dello stile come Brunello Cucinelli ti dice che i pantaloni maschili si devono assolutamente allargare all'altezza del bacino perché quelli stretti come la calzamaglia di Nureyev non si possono più guardare, conviene dargli subito retta e informarsi sul numero delle pinces. Una, due oppure nessuna spiega lo stilista-filosofo nel suo grandioso stand a Pitti Immagine Uomo - il vero problema sta nella costruzione del cavallo che permette una certa morbidezza in alto, mentre dal ginocchio in giù le braghe restano asciutte e un po' cortine: quella moderna lunghezza alla caviglia che slancia qualsiasi figura. Inevitabile a questo punto chiedergli cosa succederà alle giacche che per loro natura vanno in coppia con i pantaloni e che nel guardaroba maschile hanno la stessa funzione degli zigomi nel viso femminile: tengono su tutto oppure crollano miseramente. Le spalle sono belle larghe risponde - il punto vita rimane molto segnato, mono o doppiopetto ma in ogni caso pennellate addosso perché la nuova frontiera del vestire maschile si chiama casual sartoriale, il mettersi addosso in modo nuovo le solite cose fatte però in modo sublime. Dire che ha ragione da vendere è poco, ma in fondo stiamo parlando di un uomo che guida un'azienda con 1500 dipendenti diretti e 3700 collaboratori esterni, una realtà nata dal nulla che fa onore all'Italia. Anche da Lardini tutto sembra casuale ma non lo è per niente: un lavoro molto sofisticato su forme, colori, tagli e materiali. Infatti i must have sarebbero parecchi a cominciare dai pantaloni in velluto mille righe color castagna abbinato a uno stupendo pullover tra il verde ottanio e il blu pavone. Poi però vedi un giubbotto con quelle grosse coste inglesi tipiche un tempo del cosiddetto velluto roccia e Luigi Lardini, direttore creativo del brand ti dice che si tratta di ciniglia: un tessuto a maglia leggero e caldo come non mai. Sulle camicie al Pitti si può anche perdere la testa: gli oltre 1200 espositori del mastodontico salone ne propongono e ne sfoggiano di tutti i colori. Quelle di Xacus, però, sono uniche nel loro genere, difficile vedere una simile creatività su un unico prodotto. Ci sono quelle in jersey (ovvero la maglina delle T-shirt) fatte però dal camiciaio oppure quelle che sembrano in flanella e tengono altrettanto caldo ma sono di lino garzato e spiritosamente ribattezzato flanel-lino. Le irrinunciabili, quelle che tutti gli uomini dovrebbero avere soprattutto in viaggio non si stirano e da Xacus sono dette wrinkle free (senza pieghe) come la pelle di una donna curata ma non liftata. Sul fronte cravatte le più nuove e le più chic sono firmate Loic et GiL, marchio creato da Paolo Luban, un uomo che ha lavorato per tutta la vita nell'alta finanza e che adesso si dedica con passione all'unico dettaglio volubile e variabile anche in un guardaroba formale. Da bravo svizzero disciplinato e preciso come pochi si è dato delle regole: le sue cravatte sono lunghe 164 centimetri (lo standard è 140) fatte a Como, in seta pesantissima, con disegni discreti, minimalisti, non figurativi ma che si vedono a due metri di distanza. I colori sono all'altezza della situazione: semplicemente sublimi. Potendo scegliere una sola scarpa un uomo di buon senso dovrebbe puntare alla più comoda che ci sia, una sneaker. La più classica e la più chic è il modello 2750 di Superga. Esiste in mille varianti di colori, materiali, tessuti e grafiche. Un oggetto che parla italiano.