Adozioni, Grillo «libera» i suoi Il governo trema e Alfano esulta

Il leader M5S ai parlamentari: ora votate come volete Ncd ne approfitta: «La legge può saltare, interessante»

Fabrizio de FeoRoma Tensioni, dubbi, accelerazioni, frenate dell'ultimo minuto, retromarce. L'ora del voto sugli emendamenti alle unioni civili, prevista per mercoledì prossimo, si avvicina. E l'approssimarsi del traguardo porta alla luce i nodi irrisolti presenti all'interno dei vari partiti. Se la Direzione nazionale dell'Udc chiede a Matteo Renzi lo stralcio della parte del Ddl Cirinnà relativa alle adozioni (e minaccia di lasciare la maggioranza), la mossa a sorpresa arriva da parte di Beppe Grillo.Il blog pentastellato concede libertà di coscienza ai parlamentari sul ddl Cirinnà. «La prossima settimana si voterà al Senato sulle unioni civili. Nel disegno di legge è prevista la stepchild adoption, letteralmente adozione del figliastro, per le coppie omosessuali. Questo è il punto in cui le sensibilità degli elettori, degli iscritti e dei portavoce sono varie per questioni di coscienza. Nella votazione online che si è svolta a ottobre 2014 non era presente alcun accenno alle adozioni e gli iscritti del M5S non hanno potuto dibattere su questo argomento specifico. In seguito alle tante richieste su questo tema etico si lascia pertanto libertà di coscienza ai portavoce M5S sulle votazioni agli emendamenti della Cirinnà e alla legge nel suo complesso anche se modificata dagli emendamenti. Non si fa ricorso a un'ulteriore votazione online perché su un tema etico di questa portata i portavoce possono comunque, secondo coscienza, votare in maniera difforme dal gruppo qualunque sia il risultato delle votazioni». La base appare divisa. Se nei giorni scorsi alcuni militanti avevamo espresso dubbi e malumori sui social network, ora sono i «favorevoli» a prendersi la scena lanciando anche un hashtag #iovotosì. E c'è anche chi come la deputata Chiara Di Benedetto definisce la nuova linea come «un patetico tentativo a non spingersi oltre». Politicamente, però, Grillo toglie la possibilità a Renzi - qualora il ddl non passasse, di scaricare la colpa sui franchi tiratori grillini (che al contrario potrebbero annidarsi nel partito del premier).Nel Pd ci si muove su un terreno accidentato e c'è ancora chi punta allo scorporo del tema adozioni. Area Popolare continua ad alimentare il suo dissenso tutto interno alla maggioranza (ma senza conseguenze politiche). E addirittura Angelino Alfano su Twitter festeggia per il cambio di rotta grillino: «Ora si riapre la partita. Potrebbe saltare l'intera legge. Bene, scenario molto interessante». La fatidica soglia al Senato è quella dei 161. Il Pd ha 112 senatori, almeno una ventina restano dubbiosi. I grillini sono 35 (e qualche defezione ora è possibile). Renzi deve puntare a questo punto a ottenere il voto di tutti i 17 verdiniani, di 4 di Gal, dei 14 del Misto e dei 5 favorevoli di Fi. Una strada accidentata che lascia spazio a molte incognite.

Commenti

elgar

Dom, 07/02/2016 - 11:28

Il problema a ben guardare non è di Grillo che, giustamente, ha lasciato libertà di coscienza. Il problema è del governo. Che deve avere una maggioranza in parlamento. Se non ce l'ha affari suoi. Alfano ha poco da esultare. Se lui è contrario votasse no. Semplicemente. Altrimenti di fatto resta favorevole. Perchè gli manca il quid. Non deve stare a guardare ciò che fa Grillo che comunque non sta nella maggioranza che sostiene il governo.