Da Alemanno alla Raggi: tutto il passato di Raffaele Marra

Lo hanno definito un "virus" che ha infettato il Movimento, sempre difeso però dalla Raggi

Raffaele Marra: criticato da tutti, anche e soprattutto all'interno del Movimento 5 Stelle, difeso a spada tratta da Vinginia Raggi e oggi arrestato per corruzione.

È stata la nomina più discussa dei primi sei mesi di giunta Raggi, prima vice capo di gabinetto vicario, poi dopo le polemiche spostato alla guida del personale. Ma anche qui non sono mancate le lamentele dopo che il fratello di Marra, Renato, dirigente della Polizia Locale è stato nominato alla direzione Turismo. Proprio per questo motivo l'Anac del sindacato dei dirigenti pubblici Direr ha presentato un esposto per un possibile conflitto di interessi.

Raffaele Marra, però, prima di approdare al fianco di Virginia Raggi ha ricoperto numerosi incarichi con altre amministrazioni o enti pubblici guidati dal centrodestra. Due lauree: prima in giurisprudenza e poi in economia e commercio.

Marra ha poi trascorso 15 anni nella guardia di finanza prima di passare alla pubblica amministrazione: dal 2006, infatti, passa alla direzione affari generali del ministero dell'Agricoltura. Nel 2008, con Gianni Alemanno Ministro, Marra si ritrova a lavorare all'area galoppo dell'Unione Nazionale Razze Equine, guidata in quel momento da Franco Panzironi, oggi sotto processo per Mafia Capitale.

Quando Alemanno diventa sindaco Marra va a dirigere il dipartimento casa e poi entra nel Gabinetto del sindaco. Consulente Rai del direttore generale Mauro Masi nel 2010, dall'anno successivo passa alla direzione del personale della Regione Lazio, con la Governatrice Renata Polverini. Proprio in questo periodo arriva però un pronunciamento del Tar che lo reputa inidoneo per quell'incarico.

Nello stesso periodo Marra vince il concorso da dirigente comunale quando è sindaco di Roma Ignazio Marino ed è incaricato della tutela dei consumatori. Poi l'approdo in Campidoglio della Raggi, lei che si è sempre fidata di Marra fino a farlo diventare il suo braccio destro difendendolo contro tutti, anche dai vari esponenti del M5S, mentre la parlamentare pentastellata Roberta Lombardi lo ha definito "un virus" che ha infettato il Movimento.