Ddl Cirinnà, Alfano si auto-santifica: "Io come papa Wojtyla"

Il leader del Nuovo Centrodestra si giustifica dopo il voto della fiducia sul ddl Cirinnà: "Mi sono ispirato a papa Giovanni Paolo II: ho limitato i danni"

La piazza del Family Day lo aveva avvertito: sulla famiglia nessuna mediazione. Lui, Angelino Alfano, non è andato in piazza a difendere il matrimonio tra un uomo e una donna, ma si era detto pronto a sostenerne le richieste. Sembrava così.

Eppure, oggi, Ncd ha ceduto alle lusinghe di Renzi e ha votato la fiducia sul ddl Cirinnà. Ha fatto togliere la stepchild adoption e l'obbligo di fedeltà nelle unioni civili., certo, ma ha votato lo stesso le unioni civili, con una legge che ha troppe ombre. L'allarme di Gandolfini, promotore del Famili Day, era stato chiaro: con l'attuale testo, le adozioni da parte delle coppie gay arriveranno con una sentenza di un qualsiasi giudice. E infatti i cattolici a difesa del matrimiono omosessuale si erano da subito dichiarati contrari all'inciucio deciso da Alfano e Renzi.

Il ministro dell'Interno è convinto di aver fatto la scelta giusta. Tanto da paragonarsi a papa Giovanni Paolo II. "Vedo cattolici che giudicano il cattolicesimo degli altri - attacca Alfano - secondo il loro personale metro di Verità e ortodossia. Io, che non amo giudicare, mi ispiro a quanto ci ha insegnato San Giovanni Paolo II nell'enciclica Evangelium vitae del 1995, al numero 73". "Quando non fosse possibile scongiurare o abrogare una legge (intrinsecamente ingiusta) - riporta il responsabile del Viminale - un parlamentare la cui personale assoluta opposizione... fosse chiara e a tutti nota, potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuire gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica. Così facendo infatti non si attua una collaborazione illecita a una legge ingiusta, piuttosto si compie un legittimo e doveroso tentativo di limitarne gli effetti iniqui".

Ma la piazza del Family Day non ci sta. E probabilmente Alfano pagherà, in termini di voti, questo "tradimento".

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Commenti

opinione-critica

Gio, 25/02/2016 - 20:55

Giovanni Paolo II avrà chiesto a Dio di espiare in purgatorio le "ispirazioni" di Alf-Ano. Di certo non voleva dare il cattivo esempio, ma da santo, preferisce espiare in purgatorio le deficienze mentali altrui. Adesso la Chiesa deve togliere la coerenza dalle virtù morali, altrimenti, altri cattolici si convertizzano al politeismo.