Alitalia, niente sorprese Ferrovie sceglie Atlantia come partner strategico

I Benetton in cordata, fuori Toto, Efromovich e Lotito. Piano a settembre. Di Maio sconfitto

Fuori Lotito. Fuori Toto. Fuori Efromovich. Sarà Atlantia il quarto azionista della nuova Alitalia a guida statale. Lo ha deciso ieri il cda del gruppo Ferrovie dello Stato che cura la regia per il salvataggio della compagnia; i requisiti presentati dai tre candidati non sono stati considerati sufficienti. «Il cda di Ferrovie dello Stato Italiane, valutate le conferme di interesse pervenute, ha individuato Atlantia quale partner da affiancare a Delta Air Lines e al ministero dell'Economia e delle Finanze per l'operazione Alitalia. Fs Italiane inizierà a lavorare quanto prima con i partner per condividere un piano industriale e gli altri elementi dell'eventuale offerta», si legge in una nota. «Erano arrivate altre offerte, ma hanno scelto Atlantia: nessun pregiudizio», ha commentato il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio (che parteggiava per Toto) ribadendo che «sulla revoca della concessione non indietreggiamo».

Atlantia avrà dopo le trattative - una quota prossima al 35% per un investimento di 350 milioni. Il suo avvicinamento progressivo negli ultimi giorni faceva immaginare quasi certo l'ingresso nell'operazione. Ma sgomberiamo il campo da un possibile equivoco: la vicenda Alitalia, lungi dall'essere conclusa, è ora tutta in salita perché dopo questa fase il focus si sposta, appunto, al piano industriale, che è la polpa del rilancio. La scadenza del 15 di luglio non è stata rispettata, perché le offerte vagliate ieri non erano vincolanti e occorrerà del tempo per permettere ai soggetti di mettere a punto una strategia condivisa. Non prima di settembre l'offerta vincolante.

Ora l'attenzione si sposta al progetto. Il documento messo a punto da Fs e Delta viene considerato troppo «conservativo» rispetto all'Alitalia attuale, con una flotta ridotta, sia sul breve che sul lungo raggio, e senza grandi strategie di rete. Oltre agli esuberi, che solo in via prudenziale sono stimati in 740, vengono richiesti sacrifici economici, in particolare ai piloti: ma questi ultimi, grazie alla pregiata esperienza «made in Alitalia», potranno facilmente trovare lavoro in altre parti del mondo, impoverendo la compagnia. La soppressione di destinazioni non profittevoli, europee e intercontinentali, si sposa con le famose sinergie con il treno che dovrebbero sostenere l'intero impianto del matrimonio tra Fs e Alitalia: a partire dal 2022, quindi a fine piano, verranno sostituiti con treni ad Alta velocità di Fs i voli per Roma da Pisa, Firenze e Napoli.

Atlantia è interessata a modificare vari contenuti industriali del piano: e per questo i tempi si allungheranno. L'ad Giovanni Castellucci ha il mandato a trattare, nell'interesse anche della controllata Adr che a Fiumicino serve Alitalia come primo cliente; poi riferirà al consiglio della holding, cui spetta la decisione finale. Occorrerà del tempo e, se ci sarà una nuova Alitalia, questa sarà operativa dal primo gennaio 2020.

È da prevedere che Castellucci cercherà di ottenere una diversa strategia di flotta, con un più coraggioso sviluppo di tratte internazionali e di lungo raggio, mentre un'attenzione particolare sarà rivolta ad Az Handling, una società che fa parte degli asset in vendita (3mila dipendenti) e oggi lavora solo per Alitalia, mentre potrebbe rivolgersi anche ad altra clientela. Stesso discorso per le manutenzioni, che oggi hanno ampie sacche di improduttività.

Occorre ricordare, per una valutazione dalla vicenda, che la gara per l'acquisto di Alitalia ha avuto numerose scadenze, via via disattese: alla prima, il 5 giugno 2017, si presentarono in 33, poi il 21 luglio dello stesso anno le proposte non vincolanti furono 13. Il primo agosto 2017 altro bando con scadenza 16 ottobre: sette plichi arrivati. Al 10 aprile 2018 altro termine per offerte vincolanti, poi 31 ottobre, 30 aprile 2019, 15 giugno 2019, 15 luglio: giorni nostri. Ma anche l'offerta di Atlantia non è ancora vincolante.