Allarme maschicidi Gli uomini vittime quanto le donne Ma nessuno ne parla

Non solo femminicidi. Gli uomini uccisi in coppia, tra amici, vicini di casa e colleghi sono stati 120 l'anno scorso. Una cifra identica agli omicidi ai danni di mogli e compagne

Centoventi donne. Centoventi uomini. Sono le vittime di omicidi in famiglia, in coppia, tra amici, vicini di casa, colleghi di lavoro. Tante, troppe. Donne e uomini italiani uccisi in egual misura. All'interno delle Relazioni interpersonali significative (Ris), dove dovrebbero esserci amore, affetto, protezione e solidarietà, si muore di morte violenta più che in ambito criminale. Secondo gli ultimi dati del Viminale nell'Italia del 2017 sono state uccise volontariamente 355 persone: di queste, ben 236 nelle Ris. Le donne sono 120, gli uomini 116 più 4 ammazzati all'estero dalle loro partner che non avevano accettato la fine della relazione, o per soldi.

Sono i drammatici dati che emergono dall'indagine «Violenza domestica e di prossimità: i numeri oltre il genere nel 2017», realizzata attraverso la ricerca dei fatti sulle testate web locali e nazionali. In occasione della stesura del pamphlet Il maschicidio silenzioso (Collana Fuori dal Coro, Il Giornale), e di 50 Sfumature di violenza (Cairo), mi sono posta semplici domande: perché, nonostante tutto quello che si fa per contrastare la violenza di genere, le donne muoiono in media nello stesso numero? Perché se alla base del fenomeno c'è una relazione, lo si guarda da un solo lato e con uno schema fisso e semplicistico che non tiene conto della complessità e della natura di ciò che si osserva? È nata così l'indagine di cui pubblichiamo parte dello sconcertante risultato. La raccolta dei dati, poi divisi con criteri in grado di dare a ogni omicidio la corretta collocazione, si è avvalsa dello stesso gioco di prestigio che i teorici del femminicidio fanno nel rilevare le vittime femminili: non tener conto del fondamentale rapporto vittima/carnefice e del movente, fondamentali, invece, per determinare le cause e intraprendere le giuste azioni preventive. E se facciamo lo stesso esercizio mistificatorio e la stessa deviazione culturale, potremmo dire che nel 2017 escludendo i delitti in ambito criminale - i «maschicidi» sono stati più dei «femminicidi»: 133 contro 128. Dati che emergono dai fatti e i fatti, per dirla con Hannah Arendt, sono ostinati. Ma si possono davvero chiamare così?

Il numero emerge dalla somma tra gli omicidi avvenuti nelle Ris e quelli il cui autore è uno sconosciuto che ha ucciso persone innocenti: è la stessa somma fatta da chi sostiene a spada tratta il femminicidio, e che, per esempio, conta anche le donne massacrate in casa o in strada da chi voleva rapinarle. Ma non sono state uccise in quanto donne, semmai in quanto vulnerabili. In questo ambito muoiono soprattutto anziani e ragazzi, e in particolare sono i maschi a essere uccisi in modo sproporzionato: 17, contro 8 donne, nel 2017. Sproporzione che rimane anche negli omicidi di prossimità, quelli tra vicini di casa, conoscenti, amici, colleghi: le vittime maschili qui sono 39, 14 quelle femminili. La parità si raggiunge dove c'è un legame di sangue: 40 e 40. Però solo l'ingiusta morte delle donne suscita scandalo, orrore, impegno civile e politico. Per gli uomini assassinati all'interno delle stesse relazioni e per gli stessi motivi, niente pietas né phatos, niente liste tragiche con nomi e cognomi. Li abbiamo contati noi, per farli contare. Lo chiede la Convenzione di Istanbul, che riconosce anche le vittime maschili. Ottanta persone massacrate in famiglia: tra i carnefici anche 15 donne, che hanno ucciso più femmine (8) che maschi (7). Di queste, 8 sono madri (due suicidate), contro 3 padri (tutti suicidati); questi undici assassini hanno ucciso 16 minori: 8 maschi e 8 femmine, 3 delle quali, più un bambino, morti per mano di un solo papà. La moglie che maltrattava il suo compagno e i quattro figli era in cura, lui doveva occuparsi di loro e aveva smesso di lavorare, aveva problemi economici ed è entrato in una devastante depressione. Dov'erano le istituzioni? Proprio qui c'è un'inquietante parità di genere per le vittime e un'inquietante disparità: le madri uccidono di più, e più dei padri sanno sopravvivere al senso di colpa e all'orrore che hanno commesso.

Anche in ambito cosiddetto passionale le donne, quando ammazzano o sono lasciate, difficilmente si tolgono la vita. Gli omicidi-suicidi in ambito familiare e di coppia sono 30: 28 uomini e 2 donne; i suicidi noti, dove la causa è legata alla fine di una relazione, sono 39: 32 uomini, almeno 8 dei quali disperati per il distacco forzato dai figli, e 7 donne, tra cui due bambine di 12 e 14 anni che soffrivano la separazione dei genitori. Ancora in ambito cosiddetto passionale, su 66 omicidi con vittime femminili quelli che tecnicamente si potrebbero definire femicidi sono 42 (esclusi 4 casi non risolti), di cui 14 commessi da stranieri provenienti soprattutto dai Paesi dell'Est e dal Nordafrica. Gli altri 20, in cui il movente non ha a che fare col genere, sono coniunxcidi (da coniunx= coniuge), neologismo adottato nell'indagine che vale sia per gli uomini che per le donne a differenza di uxoricidio (da uxor=moglie). Gli italiani che hanno perso la vita per mano di una donna che avrebbe dovuto amarli sono 19.

Le assassine hanno agito tutte per difesa o perché maltrattate come retorica femminista comanda? No. Lo hanno sostenuto in 6, così come hanno fatto 5 uomini, in linea con i risultati di una meta-analisi che prende in considerazione le indagini fatte in diversi paesi: la media di questo movente varia in base alla nazionalità dal 5% al 35% quando a colpire sono le donne e dallo 0 al 20% quando sono gli uomini. In ambito omosessuale le vittime sono 2, mentre sono 20 (tra cui 2 minorenni) gli uomini massacrati dai rivali o dagli ex delle loro compagne: maschicidi che hanno a che fare con il senso di possesso e l'onore, dunque anche, ma non solo, con la cultura patriarcale. E anche qui gli autori stranieri sono tanti (12). Insomma, siamo di fronte a un'enorme costellazione d'orrore e di disperazione, che deve essere colta nel suo tremendo e allarmante insieme. In totale i morti sono 309 se contiamo anche i suicidi: 129 femmine e 180 maschi.

Non riconoscere la psicopatologia, l'isolamento di coppie e persone sole di fronte alle difficoltà e ai drammi della vita, valutare solo le ragioni antropologiche e culturali, concentrarsi solo sulle vittime senza mai guardare, con rispetto, se hanno qualche responsabilità, tutto questo non permette di attuare azioni capaci di impedire scelte folli, che non vanno mai giustificate, ma devono essere studiate e comprese per quello che sono. Senza mistificazioni inique, né teoremi ideologici politicamente e scientificamente scorretti.

Commenti

simone2

Sab, 09/06/2018 - 04:32

ORA FARANNO LE CAMPAGNE E LE LEGGI CONTRO I MASCHICIDI E LA VIOLENZA CONTRO GLI UOMINI??? COL CAVOLO!!!

obiettore

Sab, 09/06/2018 - 09:28

Comandano le donne. Quelle più sceme. Una calamità.

Mborsa

Sab, 09/06/2018 - 09:45

E' interessante questa ricerca, perché mette in discussione il tentativo tutto italiano di fare di ogni nuova specie un nuovo reato. Femminilicidio, uxoricidio, infantilicidio, mascolinicidio e simili indicano solo le vittime dell'omicidio ai fini di aggravanti o attenuanti.

Marioga

Sab, 09/06/2018 - 10:53

Evito commenti perchè verrei sicuramente accusato di maschilismo...

titina

Sab, 09/06/2018 - 11:04

ma tutta questa distinzione mi fa ridere: una persona viene uccisa, che mi importa da chi e perchè, se è maschio femmina o neutro, l'assassino/a deve essere punito adeguatamente.

onurb

Sab, 09/06/2018 - 11:24

Non si è mai riflettuto abbastanza sulla violenza femminile: negli asili e infantili e nelle case di ricovero per anziani, è la cronaca a dircelo, sono quasi sempre le signore a maltrattare coloro che dovrebbero, invece, assistere e accudire.

MudPitt

Sab, 09/06/2018 - 12:18

Ma mai quanto i moschicidi! Milioni e milioni di mosche assassinate! ORRORE!

fisis

Sab, 09/06/2018 - 13:47

@ Marioga Ecco, sei vittima inconsapevole anche tu del conformismo politicamente corretto dilagante: maschilismo cattivo, femminismo buono: non sono due facce della stessa medaglia invece?

steorru

Sab, 09/06/2018 - 14:40

Basta con questo neologismo, esistono solo gli omicidi, il resto si presta solo ad emulazione. La morte non può essereun fatto di genere.

steorru

Sab, 09/06/2018 - 14:50

Da come la stampa presenta il problema, sembra che le povere femmine siano le vittime innocenti della cattiveria maschile. Ogni uomo è un potenziale carnefice il cui solo obiettivo siaquello di infligere alle povere femmine le più crudeli torture.Sarebbe molto interessante fare uno studio indipendente e priva di preconcetti in cui siano valutate tutte le forme di violenza e non solo quella fisica. Ho dei fondatti sospetti che il grado di violenza si equivalgano nelle due specie. Anche la violenza psicologica è una forma di violenza e può creare dei danni devastanti, non lascia lividi o cicatrici ma segni molto più profondi.

Ritratto di pravda99

pravda99

Sab, 09/06/2018 - 15:04

Come diceva un Toscanissimo personaggio di "Berlinguer ti voglio bene" di Benigni anni '70...: "Si dice tanto la donna, la donna, la donna...Oh ll'omo??".

Ritratto di Sergio Sanguineti

Sergio Sanguineti

Sab, 09/06/2018 - 15:08

Non è conveniente parlarne!... In Italia, tra omicidi, suicidi ed infanticidi si contano circa mille morti l'anno… In materia di affidamento dei minori, poi, non ne parliamo neppure: circa 4.600.000 padri (ed un piccola percentuale di madri) sono colpevoli d'essere maschi e padri, colpevoli nel 93% dei casi… Percentuale decisamente assurda! Ottima per gli zerbini ed i parassiti di questo grasso che cola, però!

Kucio

Sab, 09/06/2018 - 16:13

La vita non ha sesso ed è sacra, ma sapete quanti uomini vengono mortificati , maltrattati, cornificati dalle emancipate e devono stare zitti? Avevo un amico che la moglie prima disoccupata come ha trovato un lavoro grazie il padre di lui lo ha lasciato ed era appena rimasto orfano di padre , Prima di sventolare al vento bandire rosa, di difesa contro il sesso debole, pensiamo anche che vi sono bandiere azzurre ammainate per il quieto vivere o perché L uomo si vergogna a raccontare certe violenze subite

Kucio

Sab, 09/06/2018 - 16:18

Chi abortisce o getta bimbi nei buongiorno doni della spazzatura ? Ovvio tranne casi disperati non certo L uomo, è tutta la tenerezza del sesso debole?

Oscar_Magnani

Sab, 09/06/2018 - 17:00

Femminicidi? Maschicidi??? Ma dico... la pazzia ormai é dilagante! Ennesime invenzioni di un'ideologia malata come quella del marxismo culturale... finché non mi portate qualcuno che uccide donne solo per il fatto che siano donne, smettetela di parlare di femminicidio, perché tutti gli altri moventi che non siano il sopra citato indicano che si tratta di omicidi, delitto giá tipificato nel codice penale. L'ultimo femminicida che il mondo ha visto era Jack lo Squartatore... sempre che non uccidesse quelle donne per il fatto che fossero prostitute e, in tal caso, sarebbe un omicida, non un femminicida. Il "femminicidio" introduce il concetto che ci sono omicidi di serie B (quelli contro gli uomini) e quelli di serie A (contro le donne). Adesso, probabilmente per bilanciare la pazzia iniziale di questo concetto malato, si sono inventati il "maschicidio"... la pazzia sta dilagando, non c'é dubbio!

caren

Sab, 09/06/2018 - 17:05

Sig.ra Benedettelli, anche Lei si mette a coniare neologismi astrusi ed inservibili? Col commiato della Boldrini, si sperava che tutto tornasse alla normalità, ed invece siamo ancora all'inizio del guado. Con rispetto, Cordiali Saluti.

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 09/06/2018 - 17:18

Infatti il femminicidio è l'ennesima sxxxxxxxa della sinistra politicamente corretta.

Xaindro

Dom, 25/11/2018 - 22:45

Dati Istat?

VoglioFatti

Dom, 02/12/2018 - 19:07

Se a settembre-ottobre il numero dei “femminicidi” è troppo basso, allora la definizione viene ampliata e diventa: uccisione di una donna da parte di un uomo, col movente lunare “uccisa in quanto donna”. E’ chiaramente un’astuzia perché la prima definizione circoscrive un ambito, sebbene con un movente del tutto opinabile. La seconda diventa general-generica e permette a chi tiene il macabro conteggio di gonfiare i numeri, ficcandoci dentro tutto e il contrario di tutto: matricidi, uccisioni da parte dell’amante, dell’amico, dello spacciatore, del rapinatore, e così via. Il tutto per passare all’incasso in termini di propaganda e di ciò che ne consegue (finanziamenti, visibilità..) A confondere ulteriormente le idee ci si mettono poi anche i media e la Polizia, gli uni che contano 94 casi nel 2018 e l’altra che ne conta 32 (cit. Davide Stasi)