Allarme a Roma per la fuga dei jihadisti

Fonti di intelligence: sempre più alto il rischio dell'arrivo di combattenti Isis

L'offensiva turca in Siria sta facendo crescere la preoccupazione in Europa, ma soprattutto in Italia, dove fonti vicine all'intelligence fanno sapere che il rischio dell'arrivo di ex miliziani dell'Isis, soprattutto attraverso i canali migratori, si fa sempre più alto. I curdi riescono a malapena a difendere le loro carceri dove sono trattenuti i combattenti dell'Isis arrestati durante la guerra allo Stato islamico. Ci sarebbero informative ben precise, giunte anche dall'estero, che parlano di allerta ai massimi livelli. Tanto che già da adesso nelle principali città italiane, in modo particolare a Roma e Milano, l'attenzione è elevata.

La riapertura dei porti alle navi delle Ong e l'arrivo in massa di immigrati, con un numero triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, non facilita la situazione. I canali usati da eventuali combattenti in fuga potrebbero essere proprio quelli migratori. Passando dalla Turchia, arrivando fino in Tunisia o Libia, potrebbero avvalersi della collaborazione di trafficanti di esseri umani, gli stessi che hanno sempre finanziato lo Stato Islamico, per raggiungere le coste italiane a bordo di barchini o barconi e da lì, poi, andare verso l'Europa, dove si trovano comunità in seno alle quali anche in passato si sono formati lupi solitari che hanno poi commesso attentati. L'incubo terrorismo, insomma, è tutt'altro che finito, tanto che le forze dell'ordine avranno un bel da fare nel controllare a tappeto i migranti in arrivo per evitare che tra questi possano esservi possibili terroristi.

Una notizia che preoccupa, peraltro, è quella resa nota dalle autorità curde, che hanno chiarito come «quasi 800 i familiari di foreign fighters dell'Isis sono fuggiti da un campo profughi nel nord-est della Siria dove è in corso l'offensiva turca». Il campo di Ain Issa è «ora senza guardie» perché le forze curde si sono spostate sulla linea del fronte. A fuggire sarebbero state almeno 100 persone tra cui molte donne e bambini e tra essi potrebbe nascondersi anche qualche ex combattente. L'Osservatorio siriano dei diritti umani ha confermato la notizia. Il campo ospita circa 13mila persone di cui 785 membri delle famiglie dello Stato islamico. I jihadisti dell'Isis sono circa 12mila, tra siriani, iracheni e 2.500 stranieri di 54 Paesi, detenuti nelle carceri curde.

Chi fugge dal caos siriano potrebbe quindi decidere di prendere la via del nord Africa e da lì azzardare la strada del mare verso i confini europei. In Germania, peraltro, c'è una delle più grandi comunità curde del continente. I Paesi più a rischio restano quelli in cui fino a ora si sono compiuti attentati, tra cui anche Francia, Spagna, Gran Bretagna, ma anche l'Italia, che pur essendo di passaggio potrebbe costituire un obiettivo per eventuali terroristi. A preoccupare sono, peraltro, alcuni fatti degli ultimi giorni che vedono protagonisti extracomunitari. Uno tra tanti l'episodio di Firenze, dove un extracomunitario ha tentato di prendere l'arma a un militare all'esterno dello scalo aeroportuale.