All'interno dei 5 Stelle c'è una strategia per isolare Di Maio

Il nodo centrale resta quello dell'ex Ilva. Il Movimento ha scelto di appoggiare il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dandogli l’incarico di trattare sulla vicenda. E intanto a Montecitorio altra fumata nera per l'elezione del capogruppo

I contrasti sull’Ilva e sui nuovi incarichi all’interno del Movimento 5 Stelle. Sembra che all’interno dei pentastellati ci sia una strategia per isolare il capo del partito Luigi Di Maio.

Come riporta Il Corriere della Sera, il Movimento ha scelto di appoggiare il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, dandogli l’incarico di trattare sulla questione che riguarda lo stabilimento dell’acciaio a Taranto. E ci sono tre segnali che potrebbero confermare questo fatto ovvero la doppia riunione di martedì alla Camera e al Senato sulla questione Arcelor Mittal, il vertice di ieri mattina con i capi pentastellati delle commissioni parlamentari e infine un’altra riunione con i deputati in serata.

Pur se convinto che lo scudo penale sia “un’alibi”, Patuanelli è per una linea più dialogante rispetto a Di Maio e all’ala dei ribelli pugliesi che sul polo dell’acciaio hanno invece una posizione più dura. Quindi la scelta del ministro dello Sviluppo economico come "negoziatore” sull'ex Ilva ha provocato una serie di voci all’interno del Movimento. Alcuni sostengono che in questo modo Di Maio sia stato messo all’angolo e in un ruolo di secondo piano per dimostrare che non ha più il controllo della situazione. Altri invece dicono che non ci sono tensioni tra Patuanelli e Di Maio. Quest’ultimo ha ricordato che l’esecutivo cercherà di proteggere i lavoratori e i cittadini di Taranto. Intanto il Movimento 5 Stelle ha ribadito la sua contrarietà allo scudo penale per i dirigenti dell'ex Ilva. E lo stesso Di Maio ha sottolineato che sulla vicenda “è giusto che decida il Parlamento, perché è il Parlamento a essere sovrano ed è importante ampliare il dibattito alle altre forze di maggioranza”.

I contrasti interni ai grillini riguardano anche la struttura di comando. In sostanza, una parte dei parlamentari non sembra convinta dei facilitatori, ovvero un gruppo di esperti chiamati a supportare e consigliare Di Maio sulle principali questioni politiche. Alcuni pentastellati credono infatti che queste persone “possano fungere da capri espiatori senza avere nessun potere”. A questo si aggiunge che ieri a Montecitorio c’è stata ancora una fumata nera sull’elezione del capogruppo.

Nel frattempo, il presidente della Camera, Roberto Fico, segue la situazione da vicino e ha avuto modo di parlare con il premier Giuseppe Conte a margine dei funerali per i vigili del fuoco ad Alessandria. Di Maio è negli Stati Uniti, domani sarà a Roma e molto probabilmente dovrebbe incontrare il presidente del Consiglio.

Commenti
Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Gio, 14/11/2019 - 11:40

Ho la netta sensazione che sti ragazzi si stiano "annullando" da se stessi. "Scenderanno nel gorgo muti"..

ulio1974

Gio, 14/11/2019 - 11:49

di maio si siola da solo, non ha bisogno di nessuno.