Anche così il «califfato» riporta il Medio Evo: mura attorno a Bagdad

Presto un lungo anello di cemento proteggerà la capitale irachena dagli assalti dei jihadisti

Roberto FabbriQuando si dice che con l'avvento dei forsennati dello «Stato islamico» si assiste a una regressione verso il Medio Evo vengono subito alla mente le violenze di massa giustificate con una fede religiosa, la negazione brutale dei diritti delle donne, il diffondersi generale dell'insicurezza, dell'oscurantismo e dell'ignoranza. Tutto questo si è tristemente avverato in questo scorcio di ventunesimo secolo, segnando davvero incredibili passi indietro rispetto agli standard dei decenni precedenti. Ma c'è dell'altro, e forse qualcosa di più plasticamente simbolico: il ritorno delle mura intorno alle città ad esempio, come sta accadendo in questi giorni nella capitale irachena Bagdad.In un'epoca in cui le città vengono bombardate facilmente dal cielo usando l'aviazione o da terra anche da grandi distanze per mezzo dell'artiglieria, circondarle di muraglie sembrava un anacronismo. Ma è proprio vero che nella Storia siamo destinati ad assistere al ripresentarsi delle situazioni del passato: in questo caso nella forma dello straordinario livello di violenza portato avanti dai jihadisti del «califfato», i quali cercano la morte deliberatamente e la trovano spesso e volentieri nel corso di azioni suicide al termine delle quali credono che saranno ricompensati nell'aldilà. Da quando il terrorismo islamico ha preso piede, gli assalti con autobomba imbottite con quantità enormi di esplosivo non si contano più, e anche la condotta nei combattimenti deve tenerne conto.A Bagdad hanno deciso di procedere senza mezze misure, e così le autorità preposte alla sicurezza hanno dato il via alla costruzione di un lunghissimo anello di cemento intorno alla capitale dell'Iraq. Un muro non molto diverso nell'aspetto da quello «della vergogna» che durante la Guerra fredda circondava Berlino Ovest per impedire ai residenti nel «paradiso socialista» di Berlino Est di rifugiarvisi; come quello abbattuto nel 1989, sarà controllato da telecamere, ma il suo scopo è invece uguale a quelli medievali: la protezione dei cittadini dalla barbarie degli eserciti nemici.La costruzione del muro di Bagdad è cominciata a circa 30 chilometri dal centro, nella regione di al-Subaihat, per separare fisicamente la città da Fallujah, da tempo diventata un avamposto dell'Isis nel cuore dell'Iraq. Proseguirà, è stato chiarito, fino a circondare l'intera metropoli, che ospita oggi circa 6 milioni di residenti. Lo Stato islamico ha organizzato numerosi attacchi negli ultimi mesi nella capitale irachena. Il più recente, l'11 gennaio scorso, ha colpito un centro commerciale uccidendo almeno 18 persone.Attualmente molti distretti della capitale sono già circondati da recinzioni in cemento risalenti agli anni del sanguinoso conflitto che ha vedeva contrapposti sunniti e sciiti.