Anche le donne si scoprono lucide assassine

D i certo, se vogliamo essere pignoli sui termini, e vogliamo, non possiamo inserire questo delitto nella categoria omicidio comune, in quanto l'aggettivo «comune» indica che può essere commesso da chiunque su chiunque, senza la necessità che tra autore/trice e vittima ci sia una relazione. Qui una relazione c'è. È la stessa che nel 2017 ha visto 20 uomini ucciderne altrettanti per motivi passionali e di cui non è stata compilata nessuna liturgia del numero di morti, con tanto di nomi e cognomi da ricordare. Né si è avvertita la necessità, civile, di far campagne di sensibilizzazione non solo per dire agli uomini che le donne non si uccidono, ma per dire a tutti che ogni vita umana è sacra. Che non si uccide e basta. Nel caso di Brescia, dove la carnefice è femmina come la vittima, la sola differenza rilevante con i 20 delitti del 2017 è la misura dell'astuzia, della crudeltà, della ferocia della presunta autrice. A ulteriore dimostrazione - che mi sembra pleonastico rimarcare - che anche la donna sa essere radicale, spietata, brutale. Con le donne stesse, con i figli, con chi dice di amare. Il resto fa parte di quella malattia mortale che investe le relazioni affettive e che ha come movente quel senso di possesso patologico che fa dire «O mio/a o di nessun'altra/o». È comune ai due generi e non ha radici nella cultura patriarcale come il mainstreim vuole far credere. Semmai le ha nel mistero della natura umana e nella cultura attuale dove l'Homo oeconomicus, narciso, materialista, egoista fino alle estreme conseguenze, scambia il voler essere con il voler dominare. Con il voler avere bruci quel che bruci. In questo caso a bruciare davvero è stata la vita di una mamma alla quale la sua bambina di 7 anni non si potrà più aggrappare. Ed è anche per quella bambina che dobbiamo imporci di lavorare sulle cause reali di questo immenso orrore che va osservato senza pregiudizi, ideologie, etichette. Tenendo conto che anche le donne, in quanto persone, possono essere malvagie, anaffettive, sadiche o semplicemente lucide assassine.