Animali al seguito rifiutati dagli albergatori Appello dell'Enpa: "Anche loro sono sfollati"

E resta indecifrabile il numero dei gatti e cani che vagano in cerca del padrone

C'è chi perde la casa, tra una scossa e l'altra del terremoto, e vive un doppio dramma perché sfollato con un quattrozampe al seguito. Lo denuncia l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) spiegando che, in alcune strutture di accoglienza destinate ai terremotati del centro Italia, gli animali domestici non sarebbero graditi. Secondo quanto riportato dall'ente, infatti, in questi giorni si sarebbero «verificate resistenze da parte delle strutture di accoglienza, le quali in diversi casi avrebbero rifiutato di accettare gli animali». Animali amati e componenti integranti di molte famiglie, che, secondo le fonti di Enpa, costituirebbero un ingombro, forse un'occasione di polemiche, nell'ambiente già delicatissimo delle strutture adibite all'accoglienza dei terremotati, e che quindi potrebbero costituire una ragione per rifiutare l'ospitalità.

L'ente nazionale ha dunque inoltrato un appello alla sensibilità degli amici a quattrozampe: «quella di animali abbandonati a sé stessi e quella di persone che, come già accaduto in passato, pur di non separarsi dai loro amici sono pronte a rifiutare gli aiuti». La sensibilità di animali che hanno abitato in quelle case distrutte al fianco dei loro padroni: e che oggi, nella cattiva sorte, rischiano l'abbandono. Sfollati due volte, disabituati alla strada, bersagli di un destino imprevedibile. Per non parlare del trauma dei padroni: spesso vittime di lutti familiari causati dal terremoto, cittadini del mondo che non vedranno mai più le loro case e i luoghi del loro vissuto: e magari costretti a scegliere tra un tetto e il loro inseparabile amico.

Sono circa quindici i cani e i gatti tratti in salvo nelle ultime ore tra Norcia e le altre località del terremoto; la stima attuale è che 5mila tra cani e gatti abbiano seguito i loro padroni nelle tendopoli o negli alberghi messi a disposizione. Potrebbe purtroppo essere alto (e ancora non ne si conosce il dato preciso) il numero di animali vaganti, tra cani e gatti, soprattutto gatti, allontanatisi durante le scosse dei giorni scorsi. Alcuni sono rimasti uccisi durante il terremoto. Proprio loro, che dallo scorso 24 agosto hanno giocato un ruolo d'eccezione nei luoghi in cui la terra ha tremato, inghiottendo per sempre centinaia di storie: loro che hanno scavato fino a non avere più fiato assieme alle forze dell'ordine, loro che hanno lottato per giorni prima di essere individuati e salvati, loro che hanno atteso il risveglio dei loro cari in un letto di ospedale, loro che hanno accompagnato i padroni fino alla sepoltura.

Fissato per il pomeriggio di ieri, intanto, un intervento di volontari in favore della fauna domestica vittima del terremoto, a Norcia. L'Ente nazionale protezione animali è operativo anche nelle Marche e nel Teramano, e nelle aree colpite dal sisma del 24 agosto: qui, l'associazione garantisce una presenza ininterrotta. «Al momento le principali criticità riguardano soprattutto gli animali delle persone in via di evacuazione dalle zone rosse». È qui che si sarebbe verificato, difatti, il rifiuto dei quattrozampe nelle strutture allestite: zone rosse due volte per chi ha assistito, amato, accompagnato queste persone fino all'ultimo tremore della terra.