Il figlio di Riina a Porta a porta. I renziani attaccano Bruno Vespa

Il deputato renziano Michele Anzaldi attacca Bruno Vespa: "Fa pubblicità al libro del figlio di Riina"

"Io sono di Palermo. A me una cosa come questa fa male all'anima. Il direttore Antonio Campo Dall'Orto e la presidente Monica Maggioni devono venire in Vigilanza a spiegare come sia possibile che il servizio pubblico si presti a queste operazioni ". Lo dice Michele Anzaldi, deputato Pd segretario in Commissione di Vigilanza Rai, commentando su Repubblica.it, l'annunciata intervista di Porta a porta al figlio di Totò Riina.

"Per l'ennesima volta - prosegue Anzaldi - battiamo la tv commerciale utilizzando per lo share una vicenda delicata. Ci sono giornali che non hanno intervistato questa persona perché hanno dei dubbi. Ma comunque, i giornali fanno il loro mestiere e non si prendono 2 miliardi di euro dai contribuenti come la Rai”. “Salvo Riina ha scritto un libro che Porta a Porta contribuirà a far salire nelle classifiche di vendita. È la terza volta in pochi mesi”, attacca ancora il deputato renziano che ricorda: “Ci dicono 'non accadrà più e invece, dopo aver assistito basiti al funerale dei Casamonica e aver sentito parlare il padre di Manuel Foffo, nel giorno in cui il figlio era stato arrestato per il terribile delitto di Roma, il servizio pubblico ha pensato bene di dare una mano al rampollo di uno dei più spietati criminali di tutti i tempi".

Per Anzaldi dare tanta visibilità al figlio di un mafioso: “Non stiamo parlando di un criminale qualunque: Totò Riina è colui che ha fatto sciogliere nell'acido un bambino che amava i cavalli come Giuseppe Di Matteo. È l'uomo che a chi, tra i suoi, gli chiedeva di esser cauto, perché le stragi potevano coinvolgere dei bambini, rispondeva: 'I bambini muoiono anche in Kosovo. La guerra è guerra’ L'uomo che a Sant'Erasmo si è inventato la camera della morte, dove le persone venivano portate e sciolte nell'acido. In studio qualcuno ricorderà tutto questo?". Anzaldi, poi, si rivolge ancora a Campo Dall'Orto e alla Maggioni a cui chiede: “Questa cosa si può mandare o no? Dopo il passaggio da Vespa il figlio di Riina guadagna con le vendite del libro? Mentre magari i figli delle vittime di mafia sono abbandonati dallo Stato”. E ancora: “Chi deve andare in onda nel servizio pubblico: suo figlio o i magistrati che lo hanno combattuto? Vogliamo fare come la sera con il padre di Manuel Foffo, quando in trasmissione parlavano solo i difensori dei carnefici e le vittime perdevano ogni diritto?".

Immediata la replica dell’alfaniano Maurizio Lupi:"Anzaldi sbaglia. E lo dico come membro della commissione di Viglianza Rai. Servizio pubblico non vuol dire disinteresse per le notizie. Il primo quotidiano italiano dedica una pagina al figlio di Totò Riina e il primo canale televisivo del Paese non può intervistarlo? Vogliamo che la Rai viva e faccia informazione al di fuori della realtà?”, si chiede il capogruppo di Ncd alla Camera. “Con questo malinteso principio di prevenzione nei confronti dei cittadini si chiede a Vespa di abdicare dalla sua professionalità e deontologia giornalistica”, spiega Lupi secondo cui “abbiamo bisogno di un servizio pubblico capace di affrontare con rigore ed equilibrio qualsiasi tematica, non di asettici funzionari che anestetizzano i telespettatori".

Commenti

MEFEL68

Mer, 06/04/2016 - 11:14

Non importa se l'intervista la fa il primo quotidiano italiano o il promo canale TV, l'assurdo è che i media diano spazio e voce a certe persone.