Gli anziani da cantiere e altri perché

Un copywriter ci spiega (in modo semiserio) i piccoli quesiti della quotidianità

Lo conoscete. E lo temete. È il collega che la notte prima non ha dormito. E che crede, solo per questo, di aver maturato il diritto di lamentarsi tutto il giorno ripetendo il suo mantra interrogativo, a cui è bene che nessuno risponda: «Ma lo sai a che ora mi sono svegliato io questa mattina?».

Lo conoscete. E lo temete. È il momento in cui vi trovate in compagnia di uno sconosciuto nel chiuso di un ascensore. E, dopo un lungo secondo di sospiri e imbarazzo, decidete di giocarvi la carta-Giuliacci: il meteo. Parlando di perturbazioni, di correnti atlantiche e di alta pressione come se foste colonnelli dell'Aeronautica. E in quel momento sentite davvero di esserlo.

Lo conoscete. È lo temete. È l'anziano che si ferma davanti al cantiere stradale come l'ape sul fiore. Vi intralcia, vi infastidisce, un po' vi commuove. Tanto che a Bologna, dove questi tizi vengono chiamati umarell, il più assiduo di loro, tal Franco Bonini, è stato nominato direttori ad honorem di un cantiere di San Lazzaro di Savena, nell'hinterland petroniano.

Sono le piccole cose senza importanza che vanno sempre in un certo modo e non hanno un perché. O forse ce l'hanno ma nessuno ha mai davvero deciso di cercarlo. Fin quando Riccardo Froscianti, ternano, di professione copywriter (tradotto in italiano: autore di testi pubblicitari) ha deciso di indagare. Ha messo in fila «41 perché di dubbio interesse» e ha trovato soluzioni non scientifiche ma puramente empiriche. Ha scritto un libro. E il bello è che ha trovato anche un editore disposto a pubblicarlo (Bompiani), con una bella copertina color aragosta fluo che fa tanto pettorina da operaio, roba che l'umarell andrebbe in brodo di giuggiole.

Froscianti indaga le briciole di quella grande pagnotta che è la vita. Minuzie, quisquilie, roba che non ti sfama ma che se ti entra nell'occhio o ti finisce dentro la scarpa ti infastidisce per tutto il giorno. Dilemmi come: perché Matthew McConaughet è sulla bocca di tutti ma nessuno sa pronunciarlo? Perché il bagno è sempre in fondo a destra? Perché per gli italiani gli atterraggi sono sempre da standing ovation? Perché le vecchiette guardano il mondo dalla finestra? Perché le zanzare pungono solo me? Perché le donne non sanno fare l'occhiolino? E se per questo non sanno neppure fischiettare?

Froscianti descrive un'umanità sempliciotta e in balìa di piccolezze, di umori e aliti entrambi cattivi, di lamentele e bassezze, pessimista e tendente all'autocompatimento. Come una vignetta della Settimana Enigmistica, che ti ritrovi a sorridere e tu non capisci il perché. Appunto.

Commenti

leo_polemico

Mer, 23/11/2016 - 17:47

Il libro di Riccardo Froscianti, autore di testi pubblicitari, (siamo in Italia e quindi appositamente non scrivo copywriter) aveva bisogno di pubblicità gratuita? C'era forse una colonna da riempire del "Giornale"? In ogni caso, imitando il Manzoni e la sua domanda su Carneade, mi chiedo: "Riccardo Froscianti: chi è costui?