Anziani, dubbio bestiale: "E se Fido mi sopravvive?"

Molti "over 70" non adottano cuccioli per paura che poi restino soli. Ma ci sono molte soluzioni

Pochi giorni fa un carissimo amico mi ha telefonato ponendomi un problema che da tempo altre persone mi avevano, in diversi modi, portato all'attenzione. Più volte ho scritto che l'allungamento della vita di cani e gatti (e altre specie animali) segue, di pari passo, quello delle persone. Nonostante questa dinamica, il gap tra le persone e i propri beniamini rimane tale. «Vedi Oscar - mi diceva l'amico al telefono - come ben sai pochi mesi fa abbiamo perso Billy e oggi la solitudine si fa sentire. I figli sono lontani e autonomi da anni e ovviamente non si fanno sentire, a meno che non ci siano dei problemi. Insomma, credimi, ci accorgiamo che le passeggiate con Billy, la sua presenza in casa, la gioia che ci trasmetteva con le sue buffe pose, beh, comincia a mancarci sul serio, per cui stavamo meditando di prendere un altro cane».

Il lettore potrebbe chiedersi dove risiede il problema. Il mondo è pieno di allevamenti che vendono cani d'ogni razza e purtroppo, o per fortuna (dipende da come si vede il bicchiere), in Italia abbiamo centinaia di canili che danno alloggio a un numero spropositato di cani randagi, abbandonati da padroni meritevoli d'ogni sorta di spregevoli aggettivi. Oggi, se uno vuole acquistare un cane di razza non ha che l'imbarazzo della scelta. Lo può avere di qualunque taglia e peso, dalle poche centinaia di grammi di un Chihuahua agli 80 kg di un San Bernardo. Quello che normalmente però tutti vogliono è che sia cucciolo e magari neanche ancora svezzato dalla madre. Anche per quanto riguarda oasi di protezione e canili, i cuccioli o i cani giovani sono i più gettonati e per loro le gabbie si aprono con una certa facilità, mentre i cani adulti, e ancor più gli anziani, sono quasi sempre destinati a finire la loro vita tra le fredde sbarre di una «prigione» e senza il conforto di una famiglia.

L'amico al telefono faceva due rapidi calcoli, molto pragmatici. Lui, quasi 70 anni, la moglie un paio di meno. «Caro Oscar, bisogna essere realisti. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia. Se prendiamo un cane di pochi mesi, non è per nulla improbabile che, vivendo 18 anni, lui sopravviva a noi o passi gli ultimi anni con due persone talmente malate da non potersene più occupare. Che fine farà? Non oso pensare al mio Billy, che era abituato a dormire sul nostro letto, finire i suoi ultimi anni nella gabbia di un canile. E se prendessimo un cane adulto, se non addirittura anziano? Tu cosa ne dici?».

Domanda non peregrina per chi riflette sul benessere di Fido e Silvestro, anche in tarda età, e non solo egoisticamente sul suo. E la mia risposta a questa domanda, che più persone oggi si pongono, è positiva, sempre che il personale delle oasi di protezione si adoperi proponendo in adozione cani anziani con un carattere che si adatti facilmente a persone anziane, per non ingenerare situazioni di incompatibilità che potrebbero obbligare a decisioni drammatiche per tutti.

Avremmo così persone anziane che recuperano la gioia di vivere e cani anziani che vivono gli ultimi anni con il conforto diuturno di una carezza.

Commenti
Ritratto di cangrande17

cangrande17

Ven, 21/10/2016 - 14:43

Credo che gli anziani italiani abbiano problemi ben più grandi. Parola di Cangrande

rinaldo

Ven, 21/10/2016 - 16:02

articolo molto veritiero, che fa pensare e riflettere. Peccato che i canili pur avendo difficoltà e bisogno di adozioni, siano restii a dare sia i cuccioli che i cani anziani. Parola mia x esperienza vissuta.

lavieenrose

Ven, 21/10/2016 - 22:05

è vero cangrande, ma probabilmente lei è giovane e non può capire quanti problemi di solitudine e depressione aiutino a risolvere gli animali. I problemi restano, ma una carezza ad un piccolo amico te li fa dimenticare per un attimo e anche gli attimi sono preziosi per gli anziani.

lorenzovan

Sab, 22/10/2016 - 00:54

ho lo stesso identico problema!!!!!...e per chi si lamenta dei problemi "piu' gravi" rispondo...chi sei tu per fare la graduatoria dei problemi degli altri?pensa a risolvere i tuoi e gia' avresti fatto molto

Giorgio Rubiu

Sab, 22/10/2016 - 06:32

Muoio dalla voglia di adottare un cane;ma ciò che mi trattiene è,appunto, la sorte del cane se dovesse sopravvivermi.Conosco già molto bene il dolore di essere sopravvissuto a ben due cani.Dolore reso ancora peggiore dal fatto che lo si deve tenere dentro di se non essendo sicuri di essere capiti se lo si esterna ad altri.

Dordolio

Sab, 22/10/2016 - 07:41

Mi stupisco che Cangrande non comprenda l'enormità del problema. Per l'anziano fortunato proprietario di un cane, l'animale ha un'importanza ASSOLUTA. Intanto ti vuole GENUINAMENTE bene. Da quanto poi vedo di persona è spesso il tramite unico di relazione col mondo: lo porti a spasso (per le sue esigenze fisiche) e socializzi, conosci altri come te, fai movimento, hai una vita sociale e pubblica. Quanti anziani ho incontrato che - alla morte della propria bestiola - sono "scomparsi". Per scoprire poi che si erano spenti nel buio della loro solitudine nel loro anonimo privato...