"Arrestato Berlusconi". Gli hacker attaccano il sito del "Giornale"

Il blitz alle 6.39 del mattino. Gli autori? Un collettivo che piazza bufale su internet

Sono entrati nella notte. E hanno sguazzato nel sistema per alcune ore creandosi un nuovo utente. Poi alle 6:39 sono riusciti a sferrare l'attacco pubblicando, sotto la testata del Giornale.it, un'ultima ora che potrebbe vincere il premio delle fake news: «Berlusconi in galera. AnonPlus fornisce prove alla magistratura». L'incursione porta la firma di quel collettivo di pirati informatici che predicano la libertà di informazione e poi vanno in giro a piazzare bufale.

Probabilmente avrebbero voluto fare di più. Di solito, quando riescono a bucare un sito, gli hacker di AnonPlus sostituiscono l'intera homepage con un manifesto su cui campeggia il loro stemma e le ragioni dell'attacco. Quando sabato notte sono entrati nel sistema del Giornale.it, non sono riusciti a fare granché se non lanciare l'ultima ora. Al primo impatto, i lettori che vi si sono imbattuti, non hanno notato alcuna differenza con le breaking news che solitamente sono pubblicate dalla redazione. Ma non appena ne hanno letto il contenuto saranno sicuramente sobbalzati sulla sedia. «AnonPlus, il gruppo di hackers che ha pubblicato le mail di Salvini) fa arrestare Berlusconi», ha infatti campeggiato per mezz'ora sotto la testata del Giornale.it.

Per dare maggior rilievo all'incursione o per far sparire un articolo che a loro risultava scomodo, i pirati informatici hanno cancellato il commento del vice direttore Francesco Maria Del Vigo, che si trovava in apertura di pagina. Si trattava di un articolo sui «furbetti del male assoluto», ovvero su quei grillini che fanno affari grazie a Silvio Berlusconi.

La bufala di AnonPlus non ha avuto vita lunga. Poco dopo che gli hacker avevano sferrato l'attacco, la redazione e lo staff tecnico del sito di via Negri sono intervenuti con tempestività. Nel giro di pochi minuti è stata respinta l'incursione cancellando l'ultima ora falsa e cacciando gli hacker fuori dal portale. «Ci troviamo davanti a un attacco alla libertà di informazione ha commentato l'amministratore delegato del Giornale.it, Andrea Pontini i punti di vista diversi si possono non condividere, ma mai far tacere».

Tecnicamente AnonPlus è un social network parallelo a quelli che tutti noi tutti usiamo quotidianamente per comunicare con i nostri amici. È stato creato nel 2011 quando il collettivo Anonymous fu cacciato da Google+ perché, come denunciato dai vertici di Mountain View, con l'account Your Anon News avevano violato le regole della comunità. «AnonPlus - si legge nella loro presentazione - diffonde idee senza censura, crea spazi per divulgare in maniera diretta, mediante defacciamento di massa, notizie che nei media gestiti ad uso e consumo di chi ci controlla non trovano spazio, al fine di ridare dignità alla funzione stessa dei media».

In Italia gli hacker di AnonPlus si vantano di aver «bucato» il sito di Libero e il database del Pd di Firenze per poi diffondere i dati degli iscritti (tra cui anche quelli di Matteo Renzi, registrato con la mail di quando era sindaco). L'obiettivo finale, però, è sempre lontano dai propositi che loro stessi si vantano di perseguire. Anziché divulgare «notizie che nei media non trovano spazio», compiono incursioni al solo fine di diffondere bufale senza capo né coda. Proprio come è successo ieri notte sul sito del Giornale.

Commenti

Alnytak

Lun, 23/04/2018 - 08:32

Non avete HTTPS, il vostro hosting è pure scarso. Non lamentatevi dopo che quattro lamer vi mettono il sito K.O.