Arriva la discoteca dove si balla ma non si beve

Tre serate senza superalcolici per fare beneficenza. E magari dare l'esempio

Daniela UvaBallare e divertirsi senza bere superalcolici si può. A cambiare le regole del divertimento serale ci pensa un nuovo progetto della onlus Timetolove battezzato Mocktail party #mocktailwhynot. Il nome riprende il termine mocktail appunto, cioè il modo in cui sono definiti i cocktail analcolici serviti ormai nella maggior parte dei locali del mondo. Grazie alla partecipazione di dj e artisti di fama internazionale, sono state fissate tre date molto speciali, in occasione delle quali si andrà a ballare di giovedì, dalle 20 alle due di notte, e si rimarrà completamente sobri. L'appuntamento è a Brescia, allo Spazio Time il 3 marzo e il 14 aprile, e poi al Palabanco il 26 maggio. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficienza, per costruire un ospedale in Indonesia nel quale le donne possano partorire in sicurezza e gratuitamente. «Moltissimi giovani bevono più che altro per noia - spiega il dj Albertino, animatore della prima data -. Iniziando a ballare presto si evita questo problema. Nessuno vuole demonizzare i ragazzi che eccedono un po', l'adolescenza è per definizione l'età della trasgressione. Vogliamo solo far capire ai più giovani che è possibile divertirsi anche in modo diverso, e in orari diversi». Le tre serate fanno parte di un progetto più ampio, destinato a diffondersi in altre città italiane. «Con questi prime tre appuntamenti facciamo un esperimento - conferma Giacomo Maiolini, fondatore della casa discografica Time Records e della onlus -, vogliamo diffondere l'idea che bere cocktail analcolici è molto più cool che ubriacarsi. Vivo fra l'Italia e Bali, e qui ho conosciuto Robin Lim, una donna straordinaria che permette ad altre donne di mettere al mondo i propri bambini senza spendere cifre che non potrebbero sostenere. Insieme abbiamo deciso di realizzare questo ospedale per il quale occorrono 96mila euro». Fra i dj coinvolti nella prima tappa ci sarà anche Saturnino. «Personalmente ho smesso di bere alcolici a 17 anni, quando andando a una festa ad Ascoli Piceno mi sono ubriacato, sono caduto nella neve e sono finito in ospedale senza mai arrivare al party - ricorda -. Ho capito che rimanere sobri è molto meglio e così ho deciso di abbracciare completamente questa iniziativa fantastica. Spero che serate come queste possano diventare un nuovo modello per i giovani».