Ascoli si ferma per le 45 vittime marchigiane: oggi i funerali di Stato, sarà lutto in tutta Italia

Per gli oltre 200 morti di Amatrice e Accumoli esequie senza salme martedì a Rieti

Lo Stato si stringe attorno alle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia la notte tra il 23 e il 24 agosto. Sarà lutto nazionale oggi, con le bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici dell'intero territorio italiano, in occasione dei funerali di Stato per i morti delle Marche. Le esequie, che si svolgeranno ad Ascoli Piceno alle 11,30 alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, del premier Matteo Renzi, e dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, saranno celebrate dal vescovo monsignor Giovanni D'Ercole nella palestra adiacente all'ospedale «Mazzoni». Il territorio marchigiano conta in tutto 49 vittime, un bilancio che ieri si è chiuso con l'annuncio della Protezione civile. Questa fa sapere infatti che «al momento non risultano più dispersi» in questo territorio. Non c'è più nessuno da cercare, quindi, tra le macerie di Arquata del Tronto. Per questo, oggi, l'Italia piangerà chi è morto, vinto dalla violenza di un terremoto. Sergio Mattarella, è rientrato a Roma da Palermo già martedì, appena appresa la notizia del sisma. Ha quindi seguito da vicino la situazione del Centro Italia, in contatto con palazzo Chigi e la protezione civile. Oggi, prima dei funerali, sarà in visita nelle zone del Lazio più colpite. Anche il presidente Grasso, dopo le esequie ad Ascoli Piceno, visiterà Amatrice e Accumoli. Altrettanto farà la presidente della Camera, Laura Boldrini. I morti laziali di Amatrice e Accumoli, invece, saranno onorati martedì prossimo, alle 18, in un giardino all'aperto nel paesino del reatino «senza le salme», semplicemente per una questione di spazio, ha annunciato monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti. «Questo - ha spiegato - sarà un modo per rielaborare il lutto». Martedì sarà presente anche il premier Matteo Renzi.

Intanto sono 34 le bare già composte all'interno della palestra-obitorio. Fra queste, quelle di due bambine, Marisol, di neppure due anni e Giulia, sorella di Giorgia, miracolosamente scampata al terremoto. Nella provincia di Ascoli Piceno si contano, invece, 49 decessi, di cui uno (ad Arquata del Tronto) per un malore durante la prima scossa. Nell'obitorio ascolano sono arrivate in tutto 48 salme, 14 delle quali sono già partite per le città d'origine delle vittime: Pomezia, Roma, Formello e Riano. Al termine delle esequie 19 salme torneranno nel territorio di Arquata, ma se non dovesse essere stabilita l'idoneità del cimitero della cittadina sui Sibillini, verranno temporaneamente ospitate in altri cimiteri del comprensorio, per lo più in quello di Ascoli. Partirà invece alla volta della Romania la salma di una donna.

A Roma, nel frattempo, stanno arrivando le salme delle diciassette vittime romane del terremoto. I parenti hanno deciso di riportare i loro cari a nella capitale per un funerale in forma privata, rinunciando così alle esequie solenni di questa mattina. I deceduti romani di Arquata e Pescara del Tronto erano tutti turisti da tempo di quei luoghi di villeggiatura ed erano conosciuti dai residenti. E così gli abitanti marchigiani che vedono i carri funebri partire per Roma non si stupiscono della scelta di non aspettare i funerali solenni. «E che aspetti a fare? - commenta ironica una signora - che rimangano qui per ascoltare quelli lì, i politici?. Tanto diranno come al solito le solite cose, che ci sono vicini e che non deve più accadere una cosa simile. Le solite cose. Ma poi arriva la scossa di terremoto e crolla tutto...».

Qualche altra bara quindi ha lasciato la palestra che invece si va riempiendo sempre più di persone che arrivano e si mettono a piangere piegate sulle bare. Grande cura del dolore dei familiari da parte degli psicologi, arrivati in massa, ma anche grande attenzione per evitare l'invadenza dei media. Anche se i cronisti presenti raccontano ciò che vedono cercando di non disturbare. Oggi per i funerali, essendo prevista una grandissima affluenza, per la stampa è previsto uno spazio apposito a distanza di sicurezza.