Asili e ospizi, la sicurezza conta più della «privacy»

Gabriella Giammanco*

Gentile direttore, la recente cronaca ci riporta, ancora una volta, fatti di inaudita violenza che vedono vittime gli indifesi per eccellenza: bambini, anziani, disabili. Non farò un elenco di tutte le atrocità alle quali abbiamo assistito negli ultimi mesi ma è davvero insopportabile dover tollerare impotenti gli orrori e le umiliazioni che hanno dovuto subire anziani e disabili del Centro riabilitativo di Potenza. A essere seviziati non sono stati solo questi pazienti ma anche i loro familiari, che hanno affidato i propri cari a professionisti che avrebbero dovuto prendersi cura di loro invece di diventarne aguzzini senza pietà. È vergognoso che in un Paese civile possano accadere fatti del genere e qualcosa deve essere fatto per tentare di arginare il più possibile vicende così tristi. Dal 2008 i «cassetti» della Camera dei Deputati conservano la mia proposta di legge per la videosorveglianza nelle strutture che ospitano i soggetti più deboli: asili nido e strutture socio-assistenziali per anziani e disabili. Serve un sistema di telecamere a circuito chiuso, a uso esclusivo di personale autorizzato, qualora emergano dubbi e perplessità su ciò che accade realmente in questi luoghi. Sottolineo che le registrazioni andrebbero conservate solo per un periodo di tempo limitato e non devono essere considerate come strumenti di controllo perché verrebbero usate solo ed esclusivamente in casi di sospetti abusi. Il Garante della Privacy non può più permettersi di ignorare quella che è diventata una vera e propria emergenza sociale nascondendosi dietro l'alibi del diritto alla riservatezza. E il legislatore non può ancora rimanere inerte permettendo, di fatto, che episodi di questo tipo continuino ad accadere. Per questo, col gruppo di Forza Italia, sto lavorando affinché la mia proposta venga al più presto sottoposta all'esame del Parlamento e per coinvolgere, con un'audizione ufficiale, il Garante della Privacy. Il confronto su questo tema non è più rinviabile: è necessario trovare un punto d'incontro tra legittime esigenze legate al diritto alla privacy e il dovere del legislatore di mettere in campo nuovi e più efficaci metodi per scongiurare ulteriori casi di violenza a danno di soggetti vulnerabili, totalmente in balìa di chi si prende cura di loro. La gente è con me, in questi giorni ho ricevuto da più parti incoraggiamenti ad andare avanti e svariate sono le raccolte di firme sul territorio e le petizioni on line che si sono mobilitate a sostegno della mia proposta. Mi auguro che si possa al più presto raggiungere un risultato che soddisfi tutti per dare rinnovata serenità a milioni di famiglie italiane.

*Deputato di FI e componente commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza