Assalto dei rom ai vigili Roma sta esplodendo

Tensioni al campo La Rustica: dopo un incendio gli agenti devono bonificare, ma è guerriglia. La resa dell'assessore Danese: «Vivo una situazione difficile»

RomaUn rom non si sfiora neanche col peperoncino. Sembra strano, ma neppure il constatato monopolio della microcriminalità cittadina riesce a svegliare dal torpore rosso il sindaco Marino. E così ieri mattina del legittimo blitz della municipale al centro di accoglienza di La Rustica non restano le bastonate in faccia ai vigili, i cani sguinzagliati e il fugone generale alla vista dei rinforzi. Restano lo spray urticante contro i minori (rivelatosi poi una bufala) e le denuncie di Sel che non vede l'ora di prendersela col vigile razzista che non capisce le altrui culture. Siamo alle solite e c'è pure il ricorso dell'avvocato alla corte di Strasburgo: violato il diritto delle famiglie.

La cronaca dell'ennesimo, inutile blitz all'interno di uno dei troppi accampamenti rom della capitale inizia alle 7,30. Siamo a via Amarilli, La Rustica, periferia est dove il giorno prima era scoppiato un incendio e dove all'arrivo della mini task force composta dal vice-comandante Antonio di Maggio e da sei agenti, si scatena l'inferno. Due vigili rimangono feriti a bastonate, nulla di grave per fortuna. «Volevano impedirci di entrare per bonificare il centro», racconta un vigile. Da lì si cerca di arginare la furia di una sessantina di rom con lo spray urticante. Uno spruzzo finisce nell'occhio di una diciottenne (passata per bambina) che si era avventata come una furia contro un vigile. A quel punto un agente viene colpito da una testata col casco, un altro viene preso a bastonate. La zona pullula di furgoni messi di traverso per bloccare il passaggio dei mezzi di bonifica. «Ci hanno minacciato e avrebbero occupato di nuovo il centro» racconta Di Maggio reduce da una lastra alla spalla. Alla fine, per poter effettuare lo sgombero servono i rinforzi. I 100 ospiti dovranno comunque sloggiare entro aprile perché scade la concessione con il centro «Casa della solidarietà». Alle denunce dell'Associazione Nazione rom che parla di «aggressione da parte della polizia locale», «donne picchiate», «colpi d'arma da fuoco esplosi fortunatamente senza colpire nessuno» e «spray al peperoncino sugli occhi dei bimbi», replica Di Maggio: «Siamo pazzi? Sta a vedere che ora è colpa nostra. Calunnie contro il corpo della polizia locale, vittima dell'aggressione». Contattata, l'assessore comunale alle Politiche sociali Francesca Danese si dimostra più assennata del suo sindaco che si limita a un «chi alza le mani contro i vigili non è ben accetto». «Ho la città che mi sta esplodendo sotto le mani - dichiara Danese -. Vivo una situazione difficile. E pensare che stavo facendo di tutto per non dividerli...».

Rom e città in definitivo conflitto. Non solo. Nei campi è in atto la guerra tra etnie. Sostanzialmente la romena e la bosniaca, le più nutrite. «Tu scrivi che non è colpa nostra, di slavi - riferisce un ospite del campo -. Ma di romeni che fanno roghi tossici». Come se non bastasse la questione dei rom in Italia è diventata tabù grazie alla sinistra. E così è meglio non commentare che venire denunciato per razzismo. Neanche il profilo Facebook del comitato La Rustica fa accenno ai fatti di ieri. Neppure i tre tg Rai (compreso il regionale) ne hanno dato notizia. Inquietante assai.

Commenti

Keplero17

Mer, 01/04/2015 - 14:06

Quello che ho capito da questa vicenda è che la legge non è uguale per tutti. I rom non sono soggetti alle leggi che regolano la vita delle persone comuni.