Asse tra Macron e repubblicani Prove di Nazareno alla francese

Fillon al 20% nonostante i giudici. Il suo partito sarà ago della bilancia per ballottaggio e politiche. Patto che ricorda l'Italia

L'esito del voto ha sconvolto la Quinta Repubblica francese come l'abbiamo conosciuta finora, abituata ai due poli: quello socialista che ha governato negli ultimi cinque anni è percentualmente scomparso. Quello repubblicano guidato da François Fillon, escluso dal ballottaggio per l'Eliseo, può sperare ancora in una maggioranza parlamentare restando così l'ago della bilancia. Anche se ieri il leader repubblicano davanti ai suoi ha ammesso che «la battaglia» è ormai nelle mani del partito, sentendosi delegittimato dal suo 20%. Per Macron potrebbe rendersi comunque necessario un asse di governo col centrodestra.

A Macron servono 289 deputati per governare, ma il suo movimento En Marche!, «né di destra né di sinistra», è troppo giovane per guardare con ottimismo alle elezioni legislative di giugno. Il maggioritario a doppio turno avvantaggia i blocchi più radicati (in caso di ballottaggi contro i lepenisti, socialisti e macroniani potrebbero indicare il candidato gollista). Non c'è collegamento tra il presidente della Repubblica e la maggioranza parlamentare e le elezioni «politiche» basate su collegi uninominali sono la vera incognita che pesa sul «suo» Quinquennato. Potrebbero dunque spingere, se non costringere, il 39enne enfant prodige a inaugurare una sorta di patto del Nazareno con i gollisti. Per governare cinque anni insieme, magari in coabitazione con un premier repubblicano se la maggioranza politica parlamentare dovesse essere di centrodestra.

Certo, il «Nazareno» puntava a costruire un pavimento comune per riformare il sistema nel suo complesso istituzionale e non a elaborare un programma di governo condiviso. Silvio Berlusconi e Matteo Renzi insieme per una condivisione di fondo delle regole del gioco prima di tornare ad affrontarsi alle urne. In Francia si tratterebbe quantomeno di condividere misure di politica economica e riforme, su cui anche Alain Juppé ha insistito, invitando a votare il liberista al secondo turno contro Le Pen, ma chiedendo a Macron di «chiarire» alcuni punti del suo programma ancora troppo fumosi o lacunosi.

Macron ha già guardato a Renzi per alcuni suoi annunci, ora potrebbe tentare ciò che a Renzi non è riuscito. Scontata pare la sua vittoria al secondo turno contro Le Pen, ma l'11 e il 18 giugno dovrà affrontare di nuovo le urne vantando appena 200mila iscritti e un movimento con un solo anno di vita. Quanti deputati avrà Macron all'Assemblea nazionale? Questa l'incognita, con un Ps lacerato che intende far valere il suo peso locale per non scomparire, e con Mélenchon che ha assorbito una parte dell'elettorato socialista alle presidenziali il clima da grande coalizione anti Le Pen sembra avvantaggiare i repubblicani. Tanto che Macron pare intenzionato a tutelarsi, aprendo proprio al centrodestra e al suo programma.

Il sistema semi-presidenziale si mostra elastico puntando a trovare un equilibrio malgrado la sconfitta dei due grandi partiti. Ma nessuno regalerà deputati a Macron. Si ripescherà quel votare «punto per punto» con Mélenchon e Le Pen che molto probabilmente faranno opposizione insieme. Nel 2012 il Fn ha ottenuto solo due seggi pur avendo ricevuto il 13% dei voti. Giugno sarà dunque un banco di prova per tutti: per En Marche!, per Fillon che spera di non disperdere il suo score tutt'altro che basso pur senza partecipare attivamente alla «nuova» Francia, per Le Pen, e per Hamon: i socialisti rimasti al suo fianco puntano a contare in Assemblée provando a ricostruire la sinistra sostituendo la defunta gauche caviar con la gauche castor, che oggi si limita a sostenere Macron per far barriera al Front National. Insufficiente per sopravvivere al «Renzi serio» che si avvia a guidare il Paese nei prossimi cinque anni con lo spirito di un «Partito della nazione» in salsa francese.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 25/04/2017 - 09:03

lasciamo alla francia il suo destino

idleproc

Mar, 25/04/2017 - 10:11

Dal mio punto di osservazione da Encelado che può essere distorto da componenti gravitazionali e dalla presenza delle Sirene, penso che siano valutazioni fondate sul metodo HFT della finanza creativa con una visione prospettica temporale a livello di microsecondi. I Renzi-Macron sono personaggi che vengono piazzati coi criteri di selezione di un format televisivo. Funzionano come i salva slip per signora, usa e getta, per intenderci. Fanno il lavoro che devono fare tenendolo ben nascosto e poi via nel cestino o nel WC ingolfandolo. Non ci vedo un gran futuro come metodo ma una illusione di bloccare il dissenso sociale a quanto è in atto altresì chiamato populismo. Un altro calcio al barattolo, come dicono gli americani ma la strada è alla fine.

Gasparesesto

Mar, 25/04/2017 - 10:44

Abbiamo capito . . abbiamo capito . . che Hollande oltre a predicare che voterà per Macron ( suo ex Ministro ) ha anche sponsorizzato la sua campagna elettorale !

Anonimo (non verificato)

Ritratto di RaddrizzoLeBanane

RaddrizzoLeBanane

Mar, 25/04/2017 - 12:42

concordo al 100% con idleproc..entrambi prodotti usa e getta creati ad hoc in provetta da laboratorio..utili per la bisogna..non a caso il PD cerca di fare co-branding!

Iacobellig

Mar, 25/04/2017 - 19:10

FARÀ LA FINE DI RENZI E FARÀ CAPITOLARE LA FRANCIA! UN POVERO DISTURBATO, NON IDONEO A GOVERNARE UNA NAZIONE!