Assegno unico, il governo parte dai disoccupati

Nella nuova manovra di bilancio potrebbe essere inserita una norma che riguarderà chi è senza lavoro e da chi dichiara meno di 8 mila euro

Il progetto di legge ci sarebbe già (ed è quello presentato da Stefano Lepri, deputato del Pd ed ex assessore ai servizi sociale del comune di Torino) ma il problema sono i costi. L'assegno unico familiare vale 3 miliardi aggiuntivi per i prossimi tre anni... troppi in un momento in cui il nuovo governo dovrà pensare ai due "atti dovuti": lo stop all’aumento dell’Iva e il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori.

Il primo problema per il neoministro dell'Economia Gualtieri sarà, difatti, reperire i 28 miliardi di euro necessari alla prima manovra di bilancio della maggioranza Pd-M5S, in cui non ci sarebbe lo spazio (o meglio dire le risorse) per introdurre l'assegno unico familiare. La misura, nel suo complesso, prevederebbe che per ogni figlio a carico venga riconosciuto un assegno unico di massimo 240 euro fino a quando compie 18 anni; l'importo scende a un massimo di 80 euro tra i 18 e i 26 anni.

In questo strumento ne dovrebbero essere assorbiti degli altri già esistenti a sostegno delle famiglie con figli, a partire dall'assegno familiare, destinato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati per cui il sussidio viene mantenuto nel periodo in cui si prende l'indennità di disoccupazione ma si perde quando scade; inoltre sono escludi i lavoratori autonomi e moltissime categorie di lavoratori atipici.

Da qui l'idea di modificare le norme esistenti e di crearne una nuova che favorisca la crescita della natalità. L'idea piace sia al ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, che a Roberto Gualtieri ma occorrerà andare per gradi per dilazionare nel tempo l'impatto sulla finanza pubblica di una misura come questa con un costo abbastanza elevato.

Così il governo potrebbe decidere da far partire l'assegno unico familiare da chi è senza lavoro o dagli incapienti (quelli che dichiarano meno 8mila euro l’anno); nel programma di governo, difatti, veniva già evidenziata "particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche". Il costo dell'intervento potrebbe essere sostenibile, ma ora si dovrà aspettare lo studio sulla sua fattibiltà.

Commenti

Popi46

Gio, 12/09/2019 - 13:36

Cento anni fa noi italiani eravamo poveri eppure nascevano tanti bambini, oggi i poveri sono patria del cosiddetto terzo mondo e lì di bambini ne nascono tanti. Sbaglio? Se non, è chiaro che i motivi della non natalità non sono legati alla pecunia, ma alla fine della speranza di un domani migliore , senza bambini non c’è futuro..... Ergo la piantassero con ‘sta storia di soldi qua,soldi là, solo soldi.....e Amen.

scurzone

Gio, 12/09/2019 - 14:18

Uno fa figli se li può mantenere. Altrimenti faccia qualcos'altro. Quale altra sciocchezza vuol fare questo Governo??