Augura buona Pasqua, ucciso da islamico

Il negoziante di Glasgow membro di un culto considerato eretico e perseguitato dai musulmani

Davanti al negozietto di Asad Shah si è accumulato un piccolo memorial fatto di fiori, lettere, lumi. Ricorda quello che gli abitanti di Bruxelles hanno eretto in piazza della Borsa in memoria delle vittime dell'attentato all'aeroporto.L'intera Scozia da giorni si commuove per l'omicidio del 40enne pakistano noto per la sua gentilezza e apertura. «Aveva una parola buona per tutti», racconta al quotidiano britannitco The Independent la gente del quartiere di Glasgow in cui si trova il negozio di Asad, che era musulmano, ma professava il culto Ahmadi, che le interpretazioni dominanti dell'islam ritengono eretico. Le sue ultime parole su Facebook in effetti testimoniano l'atteggiamento del negoziante di origine pakistana: «Buon venerdì e buona Pasqua, soprattutto al mio beneamato popolo cristiano». Poche ore dopo Asad Shah è stato aggredito e ripetutamente pugnalato da un uomo che in seguito è stato arrestato. Le generalità complete non sono note, ma si sa che è un musulmano di 32 anni. Non è chiaro se la frase su Facebook possa aver scatenato la mano omicida, ma la polizia scozzese, pur restando avarissima di dettagli e particolarmente prudente nel vagliare il movente, ha ammesso che si ipotizza un omicidio legato a «pregiudizio religioso».Il culto Ahmadi è stato fondato in Pakistan nel 1889 e nel Paese subisce feroci persecuzioni religiose dall'islam dominante. Lo stesso Independent paragona il trattamento subito dagli Ahmadi, i cui affiliati si contrebbero in diversi milioni, all'apartheid che vigeva in Sudafrica prima della vittoria di Nelson Mandela.La morte del negoziante sta provocando un'ondata di sgomento e dolore in tutto il Paese, ma il caso va oltre il fatto personale. Le persecuzioni contro gli Ahmadi si sono trasferite in Occidente al seguito dei flussi migratori. Nel Regno Unito si contano diversi casi di violenze, ma pare che le autorità si siano mantenute neutrali nella convinzione che si tratti di affari interni alla comunità immigrata. Un atteggiamento che ha permesso il proliferare di episodi incredibili.Di recente alcuni imam in terra britannica hanno lodato Mumtaz Qadri, il killer di un governatore pakistano che si batteva contro le assurde leggi sulla blasfemia usate per perseguitare le minoranze religiose. E in passato ci sono state rivolte delle comunità sunnite britanniche contro la costruzione di moschee Ahmadi e imam che incitavano alla violenza contro gli «eretici» .