Avellino al M5s Per De Mita e Mancino è una Caporetto

Antonia Ruggiero

Avellino Quasi il 60% (59,54) e Vincenzo Ciampi infiocchetta la notte avellinese con 5 Stelle. Batte l'avvocato Nello Pizza, capolista del centrosinistra, che nel primo turno lo aveva sopravanzato di settemila preferenze, un'enormità per il capoluogo irpino. Dopo cinquanta anni di predominio della Democrazia cristiana e del centrosinistra rimpolpato dai peones della Margherita, fino all'ultima trasformazione apocalittica del Pd, ad Avellino cambia l'orizzonte politico. In città la resa incondizionata di De Mita e Mancino, ispiratori delle liste di centrosinistra, è vissuta come una Caporetto. I due, negli ultimi anni del loro dominio politico, quando militavano nello stesso partito, si erano equamente divisi la torta. De Mita imperava sulla provincia, Mancino era il capo indiscusso del capoluogo. Ora questo sistema di potere è stato spazzato via.

Sul risultato pesa la decisione del Tribunale di Avellino, resa pubblica tre giorni prima del voto, di affibbiare alla signora Annamaria Scarinzi, moglie di De Mita, l'obbligo di firma con altri imputati da tempo finiti sotto i riflettori della magistratura avellinese per la gestione ritenuta troppo disinvolta delle associazioni Aias e Noi con Loro.

Il futuro adesso è Vincenzo Ciampi, ma rischia di essere breve. Al momento, infatti, l'opposizione vanta più consiglieri della maggioranza, effetto del primo turno delle votazioni. Ciampi, per allontanare l'ipotesi del commissariamento, dovrà trovare alleati tra i suoi avversari elettorali. Non sarà facile.