"Per avvertire l'Italia usò il linguaggio della verità. Ma tutta la politica stava abdicando in silenzio"

Il discorso che Bettino Craxi pronunciò il 3 luglio 1992 alla Camera dei deputati, segna uno spartiacque, con la politica che tra i silenzi ipocriti abdica al suo ruolo ed alla sua funzione

Il discorso che Bettino Craxi pronunciò il 3 luglio 1992 alla Camera dei deputati, segna uno spartiacque, con la politica che tra i silenzi ipocriti abdica al suo ruolo ed alla sua funzione.

In un clima di caccia alle streghe, Craxi, parlando il linguaggio della verità, chiese innanzi al Parlamento ed alla nazione una fine politica della Prima Repubblica ed un'analisi storico-politica sul fenomeno del finanziamento illegale al sistema politico; un grimaldello che non poteva essere utilizzato per delegittimare un'intera classe dirigente, far saltare un sistema democratico e che avrebbe aperto la strada all'avventura ed a poteri terzi.

Un discorso alto, ancora oggi drammaticamente di grande attualità, che affrontava le questioni dirimenti del «vuoto» democratico, della riforma delle istituzioni, dei meccanismi elettorali e di un'Europa che per come si andava costruendo, tra il plauso generale, si paventava per l'Italia un inferno.