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Politica

Ballottaggi vecchio stile: centrodestra contro Pd

Alle amministrative non esiste l'asse Lega-M5s In 46 Comuni su 76 c'è ancora il bipolarismo

Election day, fallito il blitz grillino

«Ma cos'è la destra cos'è la sinistra». Una canzone bellissima, profetica, senza tempo, irriverentemente vera. È Destra-Sinistra di Giorgio Gaber. Una fotografia dello stato culturale e politico del nostro Paese, ancora oggi. Un testo attualissimo anche se scritto nel 1994: allora il neo populismo non era ancora nato ma già Gaber aveva previsto la perdita di identità di questi due schieramenti e la grande confusione politica conseguente. Il suo interrogativo ci rivela che oggi che la destra e la sinistra non esistono più da un pezzo. Forse.

Se il bipolarismo è quasi scomparso a livello nazionale, a livello locale pare che nulla sia cambiato. Almeno questo è ciò che ci rappresenta l'Istituto Carlo Cattaneo. Dopodomani si terrà il turno di ballottaggio in 76 comuni superiori ai 15mila abitanti (compreso il Municipio 3 di Roma). L'Istituto Cattaneo ha stimato il grado di incertezza elettorale.

Nella maggior parte dei casi, per la precisione in 43 su 76, il ballottaggio prevede una sfida «tradizionale» tra il centrodestra e il centrosinistra. Il bipolarismo, dunque, esiste, e resiste. Mentre a Roma questi due schieramenti sono praticamente inesistenti, o per meglio dire ininfluenti, avendo preso il sopravvento i movimenti populisti di Lega nord e Movimento Cinque stelle, a livello locale sembra essere tutto come fossilizzato agli anni Novanta.

In altri 17 casi, una delle due coalizioni principali (centrodestra e centrosinistra) si troverà a competere con una lista civica. Se a questi si aggiungono i ballottaggi in cui il M5s competerà contro un candidato di centrosinistra o centrodestra, è evidente che le due coalizioni sono presenti, in un formato o nell'altro, in oltre il 90% delle consultazioni. E sono queste competizioni a rappresentare il vero ago della bilancia, a stabilire i vincitori e gli sconfitti di questa tornata elettorale.

Tuttavia, osservando la dinamica della competizione politica che ha caratterizzato tutti i ballottaggi italiani dal 2010 al 2018, si può notare la progressiva riduzione dei confronti bipolari tra centrodestra e centrosinistra nel corso degli anni.

Fino al 2012, questo tipo di competizione caratterizzava mediamente il 75% dei ballottaggi, mentre a partire dal 2013 anche come conseguenza della crescita dei consensi per il M5s e dell'incremento delle liste civiche i confronti diretti tra le due coalizioni «tradizionali» di centrodestra e centrosinistra si sono ridotti in media al 50%, vale a dire a un ballottaggio su due. In 14 comuni su 76 il M5s non ha neppure presentato un candidato.

In soli tre casi (Pomezia, Ragusa, Assemini), il candidato sindaco del M5s è risultato il più votato e si presenterà al ballottaggio con un vantaggio rispetto agli avversari. In 4 casi, invece, il M5s è stato ammesso al ballottaggio e si troverà a sfidare un candidato di centrodestra o di centrosinistra. Ma in ben 19 casi di ballottaggio, il Movimento 5 stelle si trova ad essere il terzo classificato.

Esistono casi, inoltre, in cui una rimonta elettorale appare poco probabile, considerate la forza del «primo» classificato e la distanza che lo separa dal suo sfidante. I ballottaggi di Ancona, Terni e, in misura minore, anche Sondrio rientrano in questa categoria di ballottaggi. Dall'altro lato, ci sono situazioni (come a Ragusa, Siena, Messina, Pisa e Massa) nelle quali il risultato dei ballottaggi è più incerto. Ma sempre centrodestra contro Pd. Come vent'anni fa.

«Tutti noi ce la prendiamo con la storia... ma io dico che la colpa è nostra... è evidente che la gente è poco seria... quando parla di sinistra o destra», cantava Gaber.

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