A Banca Etruria torna la Finanza Altri guai in vista per papà Boschi

L'istituto assume uno psicologo per aiutare i dipendenti colpiti dai sensi di colpa

Arezzo - Proprietà privata. Dopo il vialetto sterrato, all'ingresso di casa Boschi in via Sandro Pertini 13 a Laterina (17 chilometri da Arezzo), da ieri è apparso un cartello rosso e bianco che ha il sapore dell'avvertimento. Nell'abitazione rosa a tre piani, in piena zona industriale, dove vive la famiglia del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, fino a poco tempo fa non esistevano recinzioni. Tutto aperto. Per motivi di sicurezza, a seguito della bufera che ha investito il padre Pier Luigi, e per tenere alla larga i curiosi (leggasi giornalisti), l'immobile si sta trasformando in una specie di fortino, con una siepe altissima e un muro di cinta bianco latte. All'altezza dei due pilastri dove manca ancora il cancello, non c'è il campanello, per cui l'unico modo per suonare è entrare nella proprietà, fino alla porta d'ingresso. «Non vogliamo rilasciare dichiarazioni. Questa è proprietà privata. La invito ad uscire», dice una voce cortese ma scocciata dalla finestra. Mamma Stefania, ex vice sindaco del paesino e babbo Pier Luigi, ex vice presidente di Banca Etruria, si chiudono a riccio. Motivi per tacere ne ha a mazzi il procacciatore d'affari di Laterina: non solo dopo l'8 febbraio (giorno in cui si riunirà ad Arezzo il collegio fallimentare) rischia di finire nel registro degli indagati per bancarotta, ma rischia anche un'altra salatissima sanzione dalla Banca d'Italia che gli muove undici contestazioni. Bankitalia che ieri si è beccata la denuncia per danni dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Jesi, la più piccola delle tre che controllavano Banca Marche, messa in risoluzione.Bocche cucite anche dalla procura di Arezzo. Da giorni il procuratore capo, Roberto Rossi, che sta seguendo le indagini sul crac della banca, sfugge garbatamente alle domande. Ieri non si è nemmeno presentato in ufficio. «È fuori Arezzo per lavoro», dice la segretaria. Il suo sostituto Angela Masiello, che fa parte del pool anti-truffati, assicura: «Stiamo lavorando bene, presto ci saranno novità». L'unica mossa che trapela dal tribunale è che la Finanza sta per tornare nella sede di Banca Etruria per acquisire le comunicazioni fra gli ex vertici e le filiali. E scoprire se la vendita delle obbligazioni tarocche sia stata un'iniziativa degli impiegati o se invece sia stata ordinata dall'alto. Forse è per questo che la banca ha assunto uno psicologo per aiutare i dipendenti colpiti dai sensi di colpa.L'unico che si sbottona siede proprio al secondo piano della sede di via Calamandrei: parla dal suo ufficio a vetri, Roberto Bertola, 68 anni, piemontese di Saluzzo, richiamato dalla pensione per ricoprire il pesante incarico di amministratore delegato di Nuova Banca Etruria, dalla mattina del 22 novembre scorso: «Siamo una delle banche più solide d'Europa, saldi positivi, zero sofferenze». E ha ragione a dirlo visto che il decreto ha fornito all'istituto 700 milioni di liquidità e 442 di capitale. «Tutti la vogliono ma nessuno la piglia», è il caso di dire. Ieri sera alle 18 scadeva il termine per le offerte di acquisto, ma ancora non è venuto fuori il nome del corteggiatore più interessato. «Lo spezzatino non sarebbe una bella cosa», dice Bertola. Il suo arrivo oltre ai soldi ha portato soprattutto un'iniezione di ottimismo, per questo tutti lo hanno accolto come una manna dal cielo: «Ho trovato una bella squadra. Riusciremo a salvare la banca e tutti i risparmiatori».L'esperienza non gli manca, non fosse altro per essere stato direttore generale del Banco di Sicilia e per averlo tirato fuori dalle pastoie: «Mi hanno dato pure la cittadinanza onoraria di Palermo». Sopra un mobile ha messo una cravatta con dentro un fil di ferro lasciata da qualcuno fuori da una delle filiali: «La guardo ogni giorno, per ricordarmi che non possiamo più sbagliare».

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Commenti

semprecontrario

Mar, 26/01/2016 - 09:15

perchè non viene arrestato questo essere immondo?

Duka

Mar, 26/01/2016 - 09:29

Eppure gli italiani NON si ribellano nemmeno di fronte all'evidenza. SIAMO STUPIDI O COGL.....???? forse entrambe-

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 26/01/2016 - 09:29

mo voglio proprio vedere cosa farà il ministro boschi per suo papà!

unosolo

Mar, 26/01/2016 - 11:16

una telenovella a puntate ma come mai nessun sequestro agli albori della vicenda ? la finanza mai allertata e il governo è potuto intervenire quasi con un anno di anticipo sapendo quello che accadeva cacciando (?) in CDA sostituendolo con altri personaggi e questi silenti hanno proseguito fino al cambio nome e con successivo decreto salvando capra e corna- la finanza presto avrà altri capi in sostituzione come mai ?

giovauriem

Mar, 26/01/2016 - 12:25

questo non pagherà mai , quello che ha sottratto lo ha diviso con i compari che contano .

isaisa

Mar, 26/01/2016 - 13:15

Quanti documenti compromettenti sono finiti nel caminetto di casa boschi ??? E' stato lasciato nella possibilità (negata ad altri) di inquinare e/ o sottrarre prove compromettenti. Veri giudicastri ??

roberto bruni

Mar, 26/01/2016 - 13:32

Uno "Normale" sarebbe gia' dietro le sbarre! I capi d'accusa, dalla truffa, al falso in documenti sottoposti ai correntisti, e chi piu' ne ha piu' ne metta. Si fosse trattato di Banca Mediolanum, l'avrebbero gia' venduta a "Banca Coop" (manca poco) E la velina??? Ancora con il vitone fischer attaccato al fondoschiena ed incollato alla poltrona?? Ma un briciolo, mica tanto, di onesta'?? Ma per favore....

Iacobellig

Mar, 26/01/2016 - 13:33

SEMPRE PIÙ SCHIFO! FUORI LA FIGLIA, È UNA VERGOGNA PER GLI ITALIANI ONESTI E SERI. RENZI E BOSCHI FIGLIA SPIEGHINO IL SALVATAGGIO DEGLI AMMINISTRATORI DI BANCHE CON AZIONE DI GOVERNO!

agosvac

Mar, 26/01/2016 - 13:50

La cosa strana e che desta alcuni dubbi è che ogni giorno si legge di "guai in vista per papà Boschi" ma ancora non c'è alcuna iniziativa della magistratura nei suoi confronti!!! Non è che ci sia un qualche "riguardo" nei confronti del padre della ministra Boschi?????? Il che sarebbe del tutto disdicevole dato che la nostra magistratura ha sempre chiesto di "non" essere dipendente dalla politica!!! Ed allora, se la magistratura non è "dipendente" dalla politica perché non arresta una volta e per sempre il papà della boschi che sembra non essere certamente in odor di santità??? Certo con un arresto la signora boschi non potrebbe più dire che non ha alcun conflitto d'interessi, si dovrebbe dimettere e questo metterebbe in difficoltà anche renzi che, di suo, tramite il padre, di conflitti ne ha più di uno!!! Suvvia, cari magistrati, datevi da fare e dimostrate che siete pubblici ufficiali e non alle dipendenza del Governo!!!

Giorgio1952

Mar, 26/01/2016 - 13:53

Bene lasciamo che la finanza faccia le sue indagini e la procura dia corso all'azione nei confronti del Sig.Boschi, ma lasciamo stare la figlia che non centra nulla con la vicenda.

Libero1

Mar, 26/01/2016 - 14:14

Amici cari e' inutile illudersi che l'imbroglione padre della PiDiota finisca in gattabuia.Se fosse stato Berlusconi a quest'ora la crica PiDiota avrebbero gia' chiesto l'arresto.Ma siccome la figlia e' una PiDiota amichetta del burattino nesssuno ne parla del caso. Gira e rigira il caso sara' gestito da giudici komunisti che alla fine "finira' a "tarallucci e vino".Cosi per chi a perso tutto dopo in danno arrivera' anche la beffa.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Mar, 26/01/2016 - 16:46

La banca sei tu,chi può fregarti di più? L'amaro boschi ti accorcia la vita e ti svuota il portafoglio. nopecoroni.it