Banche, calcio e resort nei paradisi dei turisti I dollari dell'emiro alla conquista del mondo

Il Qatar Investment Fund ha 335 miliardi in asset dei Paesi stranieri

Potere, immagine e possibilmente buoni rendimenti. Sono queste le chiavi che hanno spinto, in questi ultimi anni, il Qatar Investment Fund alla conquista del mondo con i suoi 335 miliardi di petroldollari che, secondo il Sovereign Weath Fund Insitute, fanno del Qia il nono fondo sovrano al mondo. Ecco quindi come si spiega la presenza, all'interno dello stesso fondo del Paris Saint-Germain Football Club, squadra simbolo del calcio francese, della proprietà di The Shard, il grattacielo icona della nuova Londra, del 10% dell'Empire State Building e del 49% di Meridiana (tramite la compagnia di bandiera Qatar Airways) travagliata compagnia aerea tricolore a cui il Qatar ha gettato un'ancora di salvataggio.

Con l'ascesa al trono nel 2013 di Tamim Ben Hamad Al-Thani l'emirato, già presente sulla scena finanziaria internazionale, ha accelerato lo shopping. Dalle maggiori banche internazionali (con partecipazioni in Credit Suisse a Barclays fino all'Agricoltural Bank of China) ai motori (con una fiche in Porsche), dalla produzione cinematografica (con Miramax) ai media (con quote in Vivendi), ai grandi magazzini (Harrod's e Le Printemps), passando per la moda (con partecipazioni in Lvmh e Tiffany) e l'high tech (investimenti in Uber), la presenza del Qia sui mercati mondiali è diventata di giorno in giorno più manifesta. Anche perché Doha ha sempre avuto un occhio di riguardo agli investimenti di relazione.

Non è un caso che nel Vecchio Continente il Qatar abbia puntano le sue maggiori fiche sulla Germania di Angela Merkel e sulla Gran Bretagna che, anche con la Brexit, rimane l'interlocutore finanziario con cui confrontarsi. A Londra la famiglia reale Al-Thani detiene più proprietà della corona inglese, senza dimenticare che il Qia ancora nel 2015 aveva il 17% dell'Lse poi ceduto. Doha ha poi risposto, con entusiasmo, all'appello di Berlino investendo, tra l'altro, nella ricapitalizzazione di Deutsche Bank dove attualmente detiene il 10% e nel 17% di Volkswagen, mantenuta nonostante il Dieselgate. Un entusiasmo decisamente maggiore rispetto a quello dimostrato nei confronti di Roma. Nonostante il Qia fosse indicato dai più come cavaliere bianco nelle numerose partite che hanno attraversato Piazza Affari negli ultimi mesi (da Alitalia a Mps), gli investimenti di Doha in Italia si sono mantenuta piuttosto ai margini rispetto alle attese, in linea con la posizione occupata dal nostro Paese nel mondo. Nel Belpaese lo shopping si è focalizzato sulla moda (con Valentino), sull'ospitalità a cinque stelle (alberghi come il Gallia e il Four Season di Milano ), location del lusso interazionale con l'acquisto dei complessi turistici della Costa Smeralda in Sardegna, immobili di pregio (Porta Nuova), investimenti con il Fondo Strategico Italiano (in Inalca) e ricerca medica (operazione Mater Olbia)