Basta occhiali Per tornare a vedere serve la «ginnastica»

Si chiama «educazione visiva» e si basa su respirazione, postura e movimenti delle palpebre: così si possono recuperare diottrie

Buttare gli occhiali da lettura, alleggerire le lenti da miope, eliminare il senso di stanchezza degli occhi o il bruciore. Insomma dare una seconda giovinezza agli occhi con esercizi oculari mirati ma anche con nuovi metodi di respirazione e di percezione visiva della realtà. È quanto promettono i seguaci del metodo del dottor William Horatio Bates, un oculista vissuto a cavallo tra i due secoli che, oggi più che mai, raccoglie proseliti in tutto il mondo. In Italia si chiamano educatori visivi, sono in tutto una ventina e organizzano seminari per chi volesse cimentarsi in questa bella sfida: riacquistare la vista senza l'aiuto dell'ottico. Questi esperti si sono riuniti nell'Associazione italiana educatori visivi, il cui presidente, Maurizio Cagnoli, ha 67 anni e… ancora legge senza occhiali.

Un caso fortuito, diranno gli scettici. Può darsi, ma vale la pensa di saperne di più. Questi operatori non garantiscono i miracoli e non usano medicinali strani. Anzi, pretendono impegno e dedizione dai loro pazienti. Chi è ben disposto, migliora, chi non ha pazienza e non ne vuole sapere di far progressi graduali lasci perdere. «Chi vorrebbe delle statistiche casca male, la terapia è estremamente soggettiva – spiega Cagnoli – Innanzitutto dipende dal tipo di problemi visivi: chi parte da una situazione di forte stress otterrà pochi risultati con il metodo Bates. Qui non si tratta di far ginnastica una mezz'ora, deve cambiare anche un po' stile di vita». Ma l'esperto comunque snocciola dei risultati. «Fabrizio, per esempio, ha recuperato dieci gradi della sua miopia. Io, alla mia età, dovrei essere un superpresbite ma leggo ancora senza occhiali anche di notte. Poi c'è un caso limite, un giovane manager molto stressato che a quarant'anni aveva un sacco di problemi, dallo strabismo ad una incipiente presbiopia. Alla fine del percorso i suoi sintomi erano spariti». E qui ecco l'altra domanda: per quali patologie funziona il metodo Bates? «Non certo per le cataratte – spiega l'esperto – vale per la miopia, l'ipermetropia, la presbiopia, l'astigmatismo». Insomma, le patologie classiche che interessano milioni di persone. A cui gli oculisti prescrivono occhiali da vista di cui si diventa schiavi inseparabili. Già, perché a 39 anni e mezzo per la scienza si diventa vecchi per gli occhi. Un po' come le donne che ginecologicamente diventano attempate dopo i trent'anni… Ma almeno per gli occhi si può ringiovanire. Almeno così la pensava Bates, uno scienziato che ha osservato per anni occhi di animali, bambini, vecchi e alla fine si è accorto che chi ha problemi di vista usa gli occhi in modo diverso dagli altri: limita il movimento, non batte le palpebre quanto dovrebbe, ha una tendenza alla rigidità del corpo, non respira in modo corretto. Per Bates i problemi della vista quindi, sono dovuti principalmente a situazioni problematiche a cui si risponde con occhiali che poi si adottano per sempre. Spesso invece è possibile affrontare e risolvere il problema e tornare alla normalità.

Bates riuscì a far uscire dalla sua clinica senza occhiali persone vicine alla cecità; l'aspetto psicologico si dimostrò fondamentale. Aldous Huxley, noto scrittore inglese ( Brave New World ), dopo aver riacquistato la vista grazie a Bates, gli dedicò il libro The art of seeing , tuttora in commercio. Ora, chi segue il metodo Bates cerca di seguire i suoi consigli. «Il nostro lavoro è soprattutto educativo – spiega Cagnoli – come imparare una lingua straniera o a ballare. Facciamo fare esercizi per rafforzare i muscoli, certo, ma non chiamatela ginnastica per favore, questa è solo l'occasione di osservare se stessi, identificare le abitudini visive e modificarle». Come? «Correggere la postura, la respirazione, battere le palpebre, dondolarsi da un piede all'altro, non irrigidire la spina dorsale. Insomma, cerchiamo di spezzare un circolo vizioso e insegniamo a guardare in maniera rilassata e coordinata con il resto del corpo». Ma quali sono i tempi di reazione? Cagnoli assicura che un seminario di due giorni organizzato nei week end garantisce dei miglioramenti. Il prezzo di questa gita particolare si aggira intorno ai 150 euro mentre le sedute individuali (ne servono almeno sei) costano tra i 50 e gli 80 euro.

Commenti

giorgio7

Gio, 25/09/2014 - 20:59

Grazie a chi ha scritto l'articolo sopra parlando del metodo Bates. Andrebbe però precisato che molti validi educatori italiani di metodo Bates non fanno parte dell'AIEV. Alcuni non ne hanno mai fatto parte, come la Dott.ssa Cristina Zandonella (fra i più noti), altri erano soci e ne sono usciti, come la Dott.ssa Loredana de Michelis, Giorgio Ferrario, Gianni Zurlo....) eppure sono validi insegnanti, e decisamente conosciuti in Italia per il loro lavoro e per i libri pubblicati sull'argomento.