Bcc, anche Bankitalia bacchetta il governo

Il direttore generale Rossi avanza riserve: «Il decreto è migliorabile»

Gian Maria De FrancescoRoma «Il decreto aiuta, non c'è dubbio. È migliorabile e potrà essere migliorato in sede di conversione, come tutto, ma la direzione è quella giusta». Il direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, ha pubblicamente esternato le riserve che finora il governatore Ignazio Visco aveva evitato di sottolineare per non inasprire ulteriormente i rapporti con Palazzo Chigi. L'opzione, prevista dal maxidecreto sulle banche, che consente ad alcune Bcc di non confluire nel gruppo unico pagando un'imposta straordinaria non era stata, infatti, concordata con il mondo della cooperazione e, soprattutto con Via Nazionale. Invece il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha sempre evitato di intervenire nel merito anche per non indispettire il premier Matteo Renzi.Non è, tuttavia, una questione attinente solo le riserve morali su una norma che in pratica conferisce ad alcuni eletti il potere di disgregare l'unità della cooperazione bancaria. Si tratta anche di riserve materiali. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di illustrazione del decreto aveva sempre fatto esplicito riferimento alle riserve (cioè ai mezzi disponibili di una banca) come parametro in base al quale gli istituti hanno la possibilità di rimanere da soli. Il testo del decreto, invece, ha sempre fatto riferimento al patrimonio netto, cioè alle riserve (capitale incluso) incrementate degli utili, dunque la soglia dei 200 milioni è stata, sin dall'inizio, abbassata ulteriormente.Alcuni rumor indicano che una delle potenziali beneficiarie sia Chianti Banca anche se la prossima fusione con le Bcc di Pistoia e dell'Area Pratese le consentiranno di superare il tetto. Ieri, infatti, l'istituto senese ha voluto precisare che «ogni valutazione sarà rinviata successivamente all'elezione del nuovo cda» nel prossimo aprile e che Lorenzo Bini Smaghi potrà candidarsi alla presidenza in quanto non è incompatibile con il ruolo di numero uno di Société Générale in Italia. Intanto, la commissione Finanze della Camera avvierà martedì 23 l'esame del decreto con un primo giro di audizioni che riguarderanno Bankitalia, Consob, Abi, Federcasse e centrali cooperative.