Beffa sul rogo di Primavalle: paga la sorella delle vittime

Dopo 43 anni Antonella Mattei deve essere risarcita per l'incendio appiccato da militanti di Potere Operaio. Ma i giudici la "condannano": rimborsi 200mila euro di spese legali

Nella sentenza c'è scritto che ha vinto. A 43 anni di distanza dalla strage di Primavalle, che distrusse la sua famiglia, un giudice ha stabilito che deve essere risarcita per aver perso due fratelli tra le fiamme appiccate alla sua casa dagli antifascisti di Potere Operaio nell'aprile del 1973.

Dovrebbe essere un riconoscimento importante per Antonella Mattei, rimasta l'unica della sua famiglia a lottare per avere giustizia. Ma in realtà quella di Antonella è una vittoria a metà, non solo perché difficilmente vedrà un euro del risarcimento di 923mila euro stabilito dal tribunale civile di Roma, ma soprattutto perché alla fine sarà lei l'unica a dover pagare essendo stata condannata a rimborsare le spese legali sostenute dalle altre persone citate in giudizio oltre ai tre condannati, Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo. È una storia amara quella raccontata ieri da Il Tempo, la storia di un risarcimento che sa di beffa per Antonella. Nel 1973 era una bambina di soli 9 anni. C'era anche lei, con i genitori e i suoi cinque fratelli, nell'appartamento di via Bernardo di Bibbiena, a Primavalle, preso di mira da alcuni aderenti all'organizzazione extraparlamentare di estrema sinistra perché il suo papà, Mario, era allora il segretario della sezione missina del quartiere. Odio politico allo stato puro. Un po' di benzina sotto la porta e in un attimo l'abitazione della famiglia Mattei venne avvolta dalle fiamme. Un incendio devastante che distrusse l'appartamento. Antonella, con sua madre e il fratellino più piccolo fecero in tempo a fuggire dalla porta principale. Le altre due sorelle, aiutate dal padre, si misero in salvo calandosi dalle finestre. Virgilio, 22 anni, e Stefano, 8 anni, invece, non ci riuscirono e morirono carbonizzati. Da allora mamma Anna non ha mai smesso di lottare, fino alla sua morte tre anni fa, per ottenere un po' di giustizia. E Antonella ha continuato con caparbietà la battaglia legale, protrattasi per anni tra alterne vicende - con Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo imputati e latitanti - anche quando i suoi fratelli si sono tirati indietro. Dopo un'assoluzione in primo grado i tre vennero condannati a 18 anni in appello per incendio doloso e duplice omicidio colposo. Ma alla causa civile si arrivò soltanto dopo che nel 2005, a pena ormai estinta per prescrizione, Lollo fece alcune ammissioni in Tv.

La sentenza è arrivata 10 anni più tardi e ha riconosciuto alla donna i danni subiti per aver perso tragicamente due dei suoi fratelli, quantificandoli in 923mila euro. Denaro che probabilmente non intascherà mai poiché c'è soltanto Lollo su cui rivalersi, sempre che sia in grado di rispettare l'impegno economico, essendo Clavo morto e Grillo uccel di bosco. Nel frattempo, però, sarà lei a dover pagare oltre 200mila euro di spese legali alle persone che aveva citato in giudizio e che poi sono state ritenute estranee. «La mia è una vittoria monca - ha raccontato Antonella a Il Tempo - però era un dovere arrivare fino a qui».

Commenti

unosolo

Dom, 06/03/2016 - 09:09

bene , ed ecco che una volta emessa la sentenza nessuno segue se i risarcimenti vengono rispettati , quindi non riceve il risarcimento ma deve pagare e risarcire altri , il dramma di tutti coloro che devono prendere risarcimenti è questo nessuno controlla e non danno i tempi di risarcire , ed ecco che a volte anche lo Stato vuole la sua parte anche se non sono arrivati i risarcimenti , e se la Mattei non risarcisce andrà magari anche in galera. che pena uno Stato che non controlla se le sentenze vengono rispettate è uno Stato assente,.,

st.it

Dom, 06/03/2016 - 09:43

Se ci fosse ancora bisogno di dimostrare se e come funzioni la giustizia in italia.................in 43 anni ne ha giustificati di stipendi questo processo , l'unica latitante rimane la giustizia. Complimenti ai giudici.

michele lascaro

Dom, 06/03/2016 - 09:48

SCHIFO mangia schifo!

maricap

Dom, 06/03/2016 - 10:11

@unosolo - No, è uno stato de merd.

giovanni PERINCIOLO

Dom, 06/03/2016 - 10:31

"Ma i giudici la "condannano": rimborsi 200mila euro di spese legali". Giudici?? io li definirei diversamente ma....non si puo'! Giustizia?? dove? quando? Altro che riforma della giustizia, in Italia bisognerebbe azzerare tutta la casta e ricominciare da capo!!

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sitten

Dom, 06/03/2016 - 10:44

Stato? Ragazzi, non scherziamo, quello italiano non è mai stato Stato. Purtroppo esso è scaturito da una cosa aberrante è criminale che è la resistenza, e queste sono le conseguenze.

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stenos

Dom, 06/03/2016 - 11:01

E la chiamano giustizia. La giustizia della repubblica democratica fondata sulla resistenze. Questo e' orrore puro. Amministrata per 80% da giudici comunisti. I colpevoli liberi e le vittime pagano.

chebruttaroba

Dom, 06/03/2016 - 11:13

Quanta tristezza a ricordare quella foto. E a pensare che hanno dato anche un premio nobel a chi ha dimostrato con i fatti di essere dalla parte degli assassini. La Franca Rame, che ora spero sia all'inferno, che dimostrava solidarietà a Lollo, il figlio di Fo che faceva vignette satiriche su due ragazzi morti. Spero ci sia l'inferno per certa gente.

Ritratto di hardcock

hardcock

Dom, 06/03/2016 - 11:30

Ancora pensate che sia inutile portare le ghigliottine in piazza? Avanti cosi che va tutto bene. Per gli altri Molice Linyi Shandong China

Ritratto di semovente

Anonimo (non verificato)