Berlino avvisa Renzi:«Rispetta le norme del bail-in»

Per Weidmann (Buba) chi non segue le regole ha solo un'alternativa: commissariare il Paese

Roma. Ancora una volta la Germania ha infranto i sogni di gloria di Matteo Renzi. E lo ha fatto nella maniera più dura possibile: con un'intervista al Corriere del presidente della Bundesbank e braccio destro di Angela Merkel, Jens Weidmann. «L'Unione monetaria è a un bivio: o si cede più sovranità a Bruxelles o si accettano le procedure di default», ha dichiarato il più fiero avversario di Mario Draghi nel board della Bce. Ancorché molto chiare, le parole si possono riassumere così: l'Italia non può immaginare di derogare alle regole del bail in senza passare sotto le forche caudine di un «commissariamento» da parte dell'Ue.

Non sono parole a caso: una soluzione alternativa alla quale Palazzo Chigi starebbe lavorando sarebbe una sorta di intervento del Fondo salva-Stati (Esm) nella risoluzione della crisi bancaria italiana. Per l'Italia sarebbe la soluzione ottimale in quanto lo Stato non ha risorse (l'Ufficio parlamentare di bilancio ha addirittura bocciato l'anticipo pensionistico che potrebbe costare al massimo un miliardo). Inoltre mettere in piedi Atlante 2 per comprare parte degli Npl di Monte Paschi si sta rivelando una fatica non da poco perché la maggior parte delle casse previdenziali (tra cui Inarcasa, Enasarco, Cassa Forense) ha risposto negativamente alla chiamata del governo. Tra l'altro, il rating di Mps è stato posto sotto osservazione da Fitch in attesa degli esiti del piano di salvataggio. L'Esm, invece, è stato già usato per risolvere le crisi bancarie in Spagna, in Grecia e a Cipro. In tutti e tre questi casi, però, è stato applicato una sorta di bail in: ai bond subordinati ad Atene (solo istituzionali) e a Madrid e addirittura ai ricchi conti correnti degli oligarchi russi a Nicosia.

Renzi spererebbe di impietosire Frau Merkel facendo presente che in Italia i bond bancari subordinati sono molto diffusi tra i clienti retail (ne detengono il 30% circa) e che non si possono dilapidare i risparmi di molte persone. Inoltre non si possono punire gli investitori istituzionali altrimenti il Tesoro non saprebbe come piazzare i Btp. «Dovremmo per questo derogare a regole piene di buon senso che ci siamo dati insieme? Il governo italiano può sostenere i singoli cittadini, se lo ritiene necessario. Anche se questi interventi vanno coperti finanziariamente in maniera solida», ha spiegato Weidmann ponendo una pietra tombale sul residuo ottimismo di Palazzo Chigi.

«I timori dei mercati circa la qualità sono alquanto sovrastimati», ha rassicurato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo cui «non è possibile utilizzare gli stress test per delineare implicazioni meccanicistiche per le necessità future di capitale delle banche» in quanto l'esercizio è rivolto «a singole banche significative, non ai sistemi bancari nazionali». Piazza Affari ha emanato un verdetto non unanime: male Mps (-2,2%), bene Unicredit (+2,5%) e invariata Intesa.

GDeF