Berlusconi vede gli alleati: in piazza coi nostri candidati

Summit ad Arcore con Salvini e Meloni, presto la manifestazione unitaria a Roma Il sogno del Cavaliere: vincere nelle metropoli per dare la spallata finale a Renzi

Berlusconi sogna la spallata a Renzi e Milano potrebbe essere la battaglia decisiva. Strappare la città più importante d'Italia alla sinistra potrebbe essere il colpo decisivo a Renzi e al renzismo. E il Cavaliere adesso ci crede. Negli ultimi giorni ad Arcore continuano ad arrivare ottimi segnali su Stefano Parisi che, anche se ancora poco noto al grande pubblico, ha grandi potenzialità. L'ex premier lo stima e pensa proprio che la riscossa del centrodestra può e deve partire da lui. È di buon umore, Berlusconi, anche perché è consapevole di aver inanellato due innegabili successi. Il primo: su Milano e Roma i candidati scelti erano suoi. Il secondo: il modo in cui si è trovata la quadra è stato un capolavoro di freddezza e determinazione. In effetti, soprattutto su Roma, il centrodestra pareva essersi infilato in un pericoloso cul de sac. Colpa dei veti di Lega e Fratelli d'Italia «mentre io - ripete un Berlusconi soddisfatto - ho sempre ragionato in termini di coalizione. E ho avuto ragione». Cosa che avrà senza dubbio detto anche a Salvini e Meloni, ieri ad Arcore. Il summit è stato interlocutorio ma è servito per serrare i bulloni dell'alleanza. I tre si vedranno presto anche per decidere quando ma soprattutto come ufficializzare la corsa di tutti i candidati alle prossime amministrative. Probabilmente ci sarà una sfilata dei candidati in occasione della prossima manifestazione unitaria del centrodestra che si terrà a Roma. La data precisa ancora non c'è ma è ragionevole pensare che si terrà in marzo; dopo, cioè, l'esito delle primarie del centrosinistra nella Capitale previste il 6 del prossimo mese.Si sbottona anche il solitamente afono Giancarlo Giorgetti. Il leghista, ai microfoni di SkyTg24, dice: «Se il centrodestra perderà a Milano e a Roma vorrà dire che dovremmo chiederci il perché, ma sono convinto che sia a Roma che a Milano, dove la partita non è ancora chiusa, i candidati del centrodestra potranno vincere e saremo qui a discutere di un altro scenario». Ma soprattutto: «Salvini e Meloni sono consapevoli di un principio di responsabilità. Avrebbero potuto sfasciare tutto ma hanno privilegiato l'alleanza. E nel centrodestra nuove leadership stanno emergendo».In ogni caso il Cavaliere sa di essersi ritagliato un ruolo centrale e determinante nella scelta dei candidati e questo lo inorgoglisce. Ha voglia di fare campagna elettorale e dare l'avviso di sfratto a Renzi. Poi, in vista delle politiche, il centrodestra sarà pronto per giocarsi la vera partita, quella che conta. Anche in quell'occasione il Cavaliere vorrà giocare le stesse carte giocate ora: aprire alla società civile e a volti nuovi. Ecco perché non si cruccia più di tanto dell'ennesimo trasloco dalla casa azzurra: il senatore Bernabò Bocca ufficializzerà a breve il suo cambio di casacca (indosserà la maglia alfaniana?) che era già nell'aria visto che non votò la mozione di sfiducia al governo presentata da Forza Italia.