Bimbi come pacchi postali? Arriva la multa anti-ritardo

In un nido sanzioni per i genitori che lasciano i figli troppo a lungo. O li portano in anticipo

San Vendemiano (TV) - A quanti genitori sarà capitato di andare a prendere il proprio bambino in ritardo all'asilo? A tutti, presi da mille faccende, impegni di lavoro e contrattempi: la telefonata all'ultimo minuto, la pratica da sbrigare, la fila alle poste, l'ultima mail, il traffico, il semaforo perennemente rosso e come puntualmente accade, quando si è di fretta, il passaggio a livello chiuso. Ecco, a San Vendemiano, un comune in provincia di Treviso, questi contrattempi costano cari. Nell'asilo nido comunale per chi va in ritardo a prendere il proprio figlio sono previste sanzioni salate. Il ritardo ammesso è di soli cinque minuti. Allo scattare del sesto, scatta anche la «multa». Già i genitori avevano protestato l'anno scorso, come riportato dalla stampa locale, per le rette un po'... altine. A seconda delle fasce di reddito e degli orari di permanenza all'interno della struttura, si va da un minimo di 270 euro a un massimo di 490, con una quota annuale di iscrizione di 60 euro. Quest'anno le tariffe mensili sono state agevolate, ma con una delibera di Giunta comunale, datata 7 marzo 2016, spunta un tariffario con le sanzioni per i ritardatari. Questo per «punire» quelli cronici e per far sì che le insegnanti non siano costrette a sostare oltre l'orario di chiusura. Una scelta che sta facendo discutere e non poco. Per i primi 29 minuti di ritardo la sanzione è di 10 euro. Allo scoccare del 30° minuto ai 10 euro se ne aggiungono altri 10 e per chi si dimentica - purtroppo alle volte accade - di andare a prendere il figlio a scuola o andrà con un'ora di ritardo la «multa» sarà di 40 euro.

Che sia un asilo di impostazione svizzera lo si capisce anche leggendo il regolamento. «L'asilo nido comunale è aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 16.30 per tutti, con possibilità di prolungamento orario fino alle 18 per motivi di lavoro o studio dei genitori. Al momento della domanda di ammissione i genitori dovranno indicare la fascia oraria di frequenza richiesta». Le entrate e le uscite dei bambini sono suddivise in cinque fasce: si va dall'entrata alle 7.30/9.00 con uscita alle 13 o alle 16.30 o alle 18; all'entrata alle 11.30 con uscita alle 18, fino all'entrata alle 12.30 con uscita sempre alle 18. Ovviamente la fascia che copre l'intera giornata costa di più. Ma è dopo le 18 che i genitori dovranno fare attenzione.

Tutto questo ha suscitato parecchie reazioni. «Non possiamo dire niente ci dice la coordinatrice dell'asilo ieri al telefono è una struttura comunale e noi non siamo autorizzati a parlare. Tutto deve passare tramite l'amministrazione». Il sindaco Guido Dussin, da noi interpellato al telefono ci dice: «Ci sono una o due persone che ritardano sempre e allora abbiamo previsto queste sanzioni. Non possiamo tenere lì ferme le maestre oltre le 18. Un'ora di ritardo non è ammessa. O avvisiamo i carabinieri per abbandono di minori, o si paga il costo dell'accudimento oltre l'orario». Il nuovo regolamento ammette deroghe di mezz'ora in entrata e in uscita, ma devono essere almeno sei o otto famiglie a richiederlo. In questo caso sono 20 euro in più rispetto alla normale retta mensile. E per chi porta i figli in anticipo? Anche lì ci sono sanzioni? «No ci risponde il sindaco se trova chiuso il cancello perché l'operatrice non è ancora arrivata, semplicemente non entra».

Commenti

KAVA

Gio, 06/10/2016 - 11:50

Credo sia così ovunque. Il pre-asilo e il post-asilo sono servizi extra che devono essere pagati. Mi stupisce che ci sia tanto clamore.

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Flex

Gio, 06/10/2016 - 11:59

Nessuna meraviglia gli Italiani sono infarciti di leggi indecenti, per usare un eufemismo, e di conseguenza sono molto "allergici" a rispettare leggi e regolamenti in più lo Stato si guarda bene dal provvedere per farle rispettare. Al di là del caso specifico le norme andrebbero applicate anche in senso opposto ossia quando è lo "Stato" a non ottemperare invece su questo si sorvola, le Aziende chiudono o sono costrette a fallire.