Il blogger svela il Medioevo delle "mamme pancine"

Ciclo, poppate, mariti e sesso: ecco chi smaschera i dialoghi surreali tra un gruppo di madri

Bari C'è chi crede che un ovulo non fecondato sia un bambino, c'è chi allatta i figli fino ai 6 anni e chi festeggia l'avvento del menarca delle figlie. C'è chi conserva il proprio latte per anni e chi lo fa bere al marito, insieme all'aspirina, per far passare l'influenza. C'è chi non butta il cordone ombelicale, chi partorisce in maniera naturale, c'è chi si tiene la placenta, c'è chi chiama le mestruazioni con strani appellativi, chi porta in giro bambole come se fossero figli. Ci sono torte che celebrano le mestruazioni, torte a forma di placenta, ciondoli a forma di organo sessuale femminile, ciondoli d'argento a forma di assorbente. È l'universo segreto delle «mamme pancine» scoperto da Vincenzo Maisto, il blogger salernitano conosciuto come «Signor Distruggere»: un universo fatto di dialoghi, pagine Facebook, link e fotografie. Un universo nascosto fatto di dialoghi e consigli, di superstizioni e credenze, un universo arretrato. I contenuti postati dal «Signor Distruggere» sono scioccanti, alcune mamme vivono una maternità morbosa.

Sono donne la cui vita ruota intorno all'unica cosa che le rende vive: la maternità. I figli crescono e diventano ragazzi, ma restano sempre dei bambini. Bambini con tantissimi mesi, anche se hanno 20 anni. I consulti medici, spesso, vengono ignorati. I mariti vengono tenuti all'oscuro di tutto, soprattutto ci si vergogna che questi vedano oggetti legati al mondo femminile. Ci sono riti per rimanere incinta, come quello dell'assorbente bruciato. Alcune, dopo il sesso, puliscono minuziosamente il letto, la camera, la testata del letto perché l'atto sessuale è visto come cosa sporca. Il ciclo mestruale viene paragonato a un aborto, a cui segue il lutto della persona colpita. Un ovulo è un possibile feto. Alla fine del mese accade il dramma. «Un uovo umano perso è un bambino che non nasce e quindi un aborto».

Vincenzo Maistro, dopo la laurea triennale in architettura e un biennio specialistico all'Accademia di Belle Arti di Napoli, nel 2011 crea la sua pagina Facebook per condividere cose folli del web. Solo dopo, scopre le «mamme pancine». I contenuti della sua pagina diventano virali. A settembre 2017 vince il Macchianera internet Award per il «miglior post o articolo».

Come ha fatto il «Signor Distruggere» ad accorgersi e a scoprire il mondo segreto delle «mamme pancine»? «La pagina esiste dal 2011. Qualcuno mi segnalò i post delle pagine pubbliche legate al tema maternità, ne esistono centinaia e con milioni di iscritte. Da lì si passò ai gruppi, pubblici, chiusi e segreti. Si basa tutto sulle segnalazioni dei followers che mi seguono, io non sto in nessun gruppo, né seguo alcuna pagina sul tema», dice Vincenzo.

Nei gruppi si raccontano pratiche che sembrano irreali, ma che vengono descritte con dovizia di particolari. La figlia con il menarca diventa «Rugiadina», lo sperma diventa «mielino», i preservativi sono il male.