Bluff Inps: sussidio agli over 55 C'è l'incubo taglio alle pensioni

Il presidente Boeri si appella al governo sul reddito minimo garantito ma mancano le coperture per finanziarlo. Brunetta critico: «Servirebbero 400 milioni, è poco serio»

RomaUn reddito minimo garantito, riservato ai cittadini senior . Perché - al di la della retorica - è la parte più anziana della popolazione attiva l'anello debole del mercato del lavoro. Il presidente dell'Inps Tito Boeri conferma la linea interventista dell'istituto di previdenza. «Rivendico il mio diritto a fare proposte». E quella di ieri è decisamente rilevante.

L'Inps - ha annunciato Boeri - presenterà «a giugno» una proposta per introdurre «un reddito minimo garantito per le persone tra i 55 e 65 anni. Non credo che dare loro un trasferimento, che sarà basso - dice - li esponga al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro». Si tratta di persone che «difficilmente trovano un nuovo impiego».

Non è l'annuncio di una misura, semmai un auspicio dello stesso Boeri che ora però dovrà vedersela con il governo. Con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e, soprattutto, con quello dell'Economia Pier Carlo Padoan, poco incline a fare passare altre misure di spesa, in particolare sul welfare.

L'unico modo per coprire i nuovi sussidi sembra essere la vecchia proposta di Boeri di tassare le pensioni più alte. Una partita di giro che rischia di non risolvere niente.

Ieri Poletti si è limitato ad ammettere che sugli ultra 55enni «c'è un problema» e a sostenere che la proposta e di Boeri di un sussidio «è una delle soluzioni possibili ed è interessante». Ma già la riforma degli ammortizzatori prevista dal Jobs Act, con il nuovo Naspi, ha creato non pochi problemi di copertura. Quindi, improbabile prevedere altre spese. Il presidente dell'Inps si dice fiducioso e rilancia l'idea di una sussidio universale. «Sarei felice se il governo riuscisse a trovare le risorse per finanziare un reddito minimo garantito per tutta la popolazione», la proposta per gli over 55enni «è complementare».

La precedenza va ai lavoratori anziani perché «abbiamo avuto una forte crescita di povertà per questa fascia di età». Si tratta di persone che, se perdono il lavoro, «riescono a trovare un reimpiego solo nel 10% dei casi». Il sussidio non sarebbe universale, ma limitato a chi ha un reddito familiare basso. Possibile un ulteriore restringimento che lo allontanerebbe definitivamente dall'idea di un reddito minimo garantito, cioè riservare l'assegno a chi ha perso il lavoro e ha esaurito gli altri ammortizzatori sociali. In sostanza diventerebbe un prolungamento dell'Aspi, riservato agli ultra 55 enni.

La cifra sulla quale si sta ragionando all'Inps, tenendo conto delle coperture sicuramente risicatissime, è di 600 euro mensili, per una platea di 209 mila disoccupati. Senza contributi figurativi, come succede per l'Aspi.

Tutto resta comunque da vedere. Il ruolo di Inps come promotore di riforme è una novità assoluta e non molto gradita dal governo. Già sulle modifiche alla riforma delle pensioni, in particolare sull'idea di un contributo per le rendite sopra i 2.000 euro, Boeri è stato di fatto bocciato. Nel Def non c'è traccia di riforme previdenziali e lo stesso premier Matteo Renzi si tiene a debita distanza dal tema.

Di più concreto c'è il pagamento di tutte le pensioni il primo del mese. C'è un accordo con le banche (un taglio al costo dei bonifici) che secondo Boeri dovrebbe neutralizzare il costo per lo Stato che, ha ricordato il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, è di 400 milioni di euro. Ma manca il decreto del governo. Coperture incerte e metodo irrituale. Abbastanza, secondo Brunetta, per bollare la proposta di Boeri come «poco seria».